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La Piccola Comunità Nuovi Orizzonti sulla proposta di “premiare” i matrimoni religiosi in chiesa

Il matrimonio cristiano non è  in vendita, e nemmeno i diritti delle persone

Le e i componenti della Piccola Comunità Nuovi Orizzonti di Messina sonofortemente preoccupati per l’approssimazione, l’ignoranza giuridica e costituzionale, il costante tentativo di strumentalizzare la religione e l’ossessivo atteggiamento discriminatorio a danno dei migranti che una rilevante forza politica mostra nel governo del Paese e nell’azione parlamentare.

La recentissima proposta di sostegno economico ai matrimoni celebrati in chiesa formulata dal vicecapogruppo e altri esponenti di spicco della Lega sembra fare il paio coi rosari baciati e i crocifissi esibiti nei comizi politici. Con l’aggravante della mercificazione di un sacramento, incentivato con un premio economico di 20.000 Euro. In risposta alle censure piovute addosso alla proposta di legge, il suo primo firmatario ha candidamente dichiarato che “Naturalmente nel dibattito parlamentare il beneficio verrà esteso a tutti i matrimoni”,illudendosi così di rendere presentabile il disegno di legge.

Non è così. Infatti la norma, anche nella versione “corretta”, offre il beneficio economico alle persone con meno di 35 anni in possesso di cittadinanza italiana da almeno dieci anni. Facciamo due conti. Un migrante può chiedere la cittadinanza dopo 10 anni di residenza ufficiale in Italia, attendendo poi (per legge) anche 3 anni per ottenerla. Dunque un 35enne può accedere al beneficio solo se è arrivato in Italia circa 23 anni prima: quando aveva 12 anni! Solo i minori che, avendo frequentato la scuola in Italia, possono ricevere la cittadinanza entro i 21 (max 23) anni di età indipendentemente dal periodo di residenza possono aspirare a questo beneficio.

Forse chi la propone non se ne rende conto, ma si tratta di un’aberrazione che discrimina TRA CITTADINI ITALIANI. E se l’autonomismo differenziale crea problemi all’uguaglianza di opportunità, una “cittadinanza differenziale”, disegnata per discriminare i migranti, non è nemmeno pensabile.

Come apertamente chiarito da Mons. Paglia, il cristianesimo non ha niente a che vedere con l’incentivo economico alla somministrazione dei sacramenti. Riteniamo molto grave che una forza di governo faccia propaganda identitaria sulla pelle delle persone, tentando di strumentalizzare la religione e discriminando sistematicamente i migranti.

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