Ieri al grido di “ Lo Stretto di Messina non si tocca, lo difenderemo con la lotta”, il corteo No Ponte parte alle ore 18: 30 da Piazza Cairoli, con un percorso un po’ diverso dal solito, vista la coincidenza con la rievocazione dello sbarco di Don Giovanni D’Austria.
La giornata pienamente estiva non ha fermato i moltissimi cittadini, attivisti di tutte le età, anche alla loro prima manifestazione con i cartelloni preparati personalmente da loro, che hanno voluto manifastare la loro ferma contrarietà a quest’opera che, come hanno più volte ribadito, passerebbe sulla testa dei Messinesi e dei Calabresi, senza tenere conto dei territori e dei molteplici rilievi presentati, rimasti ancora senza risposta (il parere del Cipess non è la pietra tombale), della voce dei cittadini, che chiedono fra l’altro: acqua nel rubinetto, infrastrutture, strade, autostrade, scuole agibili, ospedali.
Il fiume di gente cresceva sempre di più man mano che ci si avvicinava al punto di arrivo della manifestazione, Piazza Duomo, dove gli organizzatori hanno stimato la presenza di circa 10 mila persone.
Proprio a Piazza Duomo si sono susseguiti gli interventi, soprattutto di chi da varie parti della Sicilia, della Calabria e anche da varie parti d’Italia è venuto a condividere e a sostenere la contrarietà alla costruzione del Ponte dello Stretto di Messina, portando l’esperienza di lotta ad altri ecomostri.
Il Ponte è stato anche considerato un’opera strategica a fini militari nell’ambito Nato, non è mancato, dunque, il pensiero alla martoriata Palestina, per ribadire il No alla guerra e il Si alla costruzione di ponti di Pace.











