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Il Movimento Azzurro interviene sulle criticità del Porto di Tremestieri Messina

Finalmente siamo giunti al momento della verità

A seguire  il documento del Movimento Azzurro a firma del  Vicepresidente dott. Antonino Quartarone e il Presidente dott. Giuseppe Pracanica:

La scrivente associazione che opera nel mondo cattolico, fondata, su
suggerimento di Giorgio La Pira, nel 1986, dall’On. Gianfranco Merli, che fu
anche il primo, in Italia, ad occuparsi, in modo organico, della tutela delle
acque, comprese le reflue (Legge 319/1976).
Movimento Azzurro, ha anche istituito il Premio Nazionale per
l'Ambiente "Gianfranco Merli", per premiare Enti, Istituzioni e personalità
che si sono distinte nella tutela ecologica e nella promozione dello sviluppo
sostenibile, e che viene consegnato annualmente nelle Sale di Montecitorio.
Dopo l’obbligatoria presentazione, entriamo subito in argomento.
L’essenziale problema che attende, da lunghissimi anni, soluzione in
Sicilia è quello dell’Insularità, ancor oggi privo di una qualsiasi organica
adeguata risposta.
Il primo ad indicare una possibile soluzione fu L’arcivescovo Paino Sul
Bollettino Ecclesiastico MESSINESE PER L'ARCHIDIOCESI   E
L'ARCHIMANDRITATO N. 8, Agosto 1946, si legge “S.E. E. De Nicola, Capo
dello Stato, accogliendo l'invito del Presidente della VII. Fiera di Messina e di
tutte le Autorità Cittadine., il 10 Agosto ha dato alla cittadinanza messinese
l'alto onore di inaugurare la VII. Fiera dette Attività Siciliane che con sforzo
titanico e con volontà tenace, in meno di due mesi si è potuta allestire ed
imporsi all'ammirazione dei visitatori. Salutato da entusiastica folla i cui
sentimenti espressero nei loro discorsi il Sindaco di Messina, Avv. Ignazio De
Salvo ed il Presidente della Fiera Avv. Giuseppe Romano, S.E. De Nicola tagliò
il simbolico nastro che chiudeva l'ingresso alla Fiera e si diresse al Salone
centrale della Direzione ove S.E. Mons. Paino, Arcivescovo ed Archimandrita,
prima di compiere il sacro rito della benedizione Gli rivolse il Suo saluto ed il
Suo ringraziamento, rilevando l'alto significato dell'intervento del Capo dello
Stato alla manifestazione di volontà e di attività di Messina di riprendere il suo
posto nella ricostruzione della vita nazionale. Messina, la grande distrutta dalla
guerra, disse l'illustre Presule, in tutti i settori della sua vita lavora. Mercé gli
aiuti del Governo: tutta la Città è un cantiere: si ripara il suolo, le strade,
l'acquedotto, le abitazioni private, gli edifici pubblici, le Chiese, il Duomo, il più
grande mutilato, che in meno dì un anno dovrà riaprirsi al culto. Espone a volo
quanto Messina aspetta ancora dallo Stato – Ma sopratutto, Egli disse, chiede
che all'unione, alla fusione degli spiriti tra nord e sud, tra le isole ed il

continente risponda l'unione materiale delle due terre con il progettato ponte o
con un tunnel che unisca la Sicilia all'Italia continentale, sogno dei nostri padri,
oggi speranza in maturazione”.
Anche un altro grande messinese pose il problema, questa volta in maniera
molto più concreta, l’on. Pancrazio De Pasquale.
“Un'altra questione riguarda il ponte sullo Stretto di Messina, per il
quale la risoluzione presentata da Pancrazio De Pasquale ha dato vita ad un
rapporto della commissione trasporti approvato dal Parlamento Europeo.
23 febbraio 1983
Proposta di risoluzione presentata dall’on. De Pasquale conformemente all'art.
47 del Regolamento
Oggetto: progettazione di un collegamento stabile sullo stretto di Messina
II Parlamento europeo,
A. conscio dell'importanza che riveste per le zone periferiche ed insulari un
collegamento rapido ed efficiente con le aree centrali della Comunità;
B. sottolineando le conseguenze positive di una moderna struttura di
trasporto quale fattore di sviluppo regionale, economico e sociale, così come
peraltro previsto nell'ambito della stessa politica regionale comunitaria;
C. convinto che una adeguata soluzione al problema del collegamento fra la
Sicilia e il continente sia nell'interesse di tutta la Comunità, affinchè vengano
superate al suo interno quelle strozzature che incidono gravemente su
un'effettiva integrazione dei mercati;
D. considerando il «programma sperimentale in materia di infrastrut-ture di
trasporto» presentato dalla Commissione CEE il 10 dicembre 1982;
1. si rammarica che la Commissione CEE non abbia inserito la costruzione di
un collegamento stabile sopra lo Stretto di Messina nel «programma
sperimentale in materia di infrastruttura di trasporto» e deplora che lo Stato
membro interessato non abbia previsto tale progetto nell'elenco presentato alla
Commissione;
2. chiede in particolare che la Commissione avvii al più presto, in
collaborazione con lo Stato membro, uno studio per la progettazione delle
infrastrutture di collegamento fra la Sicilia e il continente;
3. ritiene che la realizzazione di tale opera rappresenti un fatto concreto nel
superamento degli squilibri regionali oggi esistenti, dal momento che favorisce
lo sviluppo e l'integrazione economica di una zona particolarmente
svantaggiata della Comunità;
4. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla
Commissione, al Consiglio e agli Stati membri interessati.
23 febbraio 1983
Prendo la parola per rivolgere alla Commissione Trasporti e particolarmente
all'on. Klinkenborg il più vivo apprezzamento, non solo mio, ma anche dei più
vasti ambienti politici, sindacali, imprenditoriali della Sicilia, per lo scrupolo e la
serietà con cui ha trattato, i complessi problemi concernenti il progetto di un
collegamento stabile, viario e ferroviario, tra la Sicilia e il Continente Europeo.
Egli ha dimostrato con dati di fatto e sulla base di un attento esame condotto
in loco, l'interesse comunitario alla realizzazione di questa grande opera,

mettendo in luce la erroneità delle conclusioni cui era pervenuta la
Commissione, sulla base di valutazioni superficiali sommarie ed inattendibili.
Dopo il voto del Parlamento la Commissione dovrà rivedere il suo giudizio
negativo e contribuire direttamente alla preparazione e alla esecuzione del
progetto.
 Tratto dal volume di Pancrazio De Pasquale, “IL SUD E L’UNITÀ
EUROPEA”, pag. 126 e seg. di cui conservo la copia che, a suo tempo,
mi regalò

Il contesto infrastrutturale dei costi della piattaforma logistica di
Tremestieri risentono pesantemente anche della gestione dei flussi marini nello
Stretto, per cui I04 lavori di ampliamento della struttura portuale hanno subito
pesanti rincari legati all'aumento delle materie prime (con un quadro
economico generale dell'opera salito da 74 a 115 milioni di euro), creando
ritardi logistici che possono impattare sui tempi e sui costi diretti ed indiretti
del trasporto per le aziende della filiera, che vanno necessariamente controllati
da chi di dovere.
A questo si aggiunge che il Comune di Messina che, pur essendo stazione
appaltante, non ha alcun ruolo nel momento decisionale, come, in questi
giorni, ha avuto modo di affermare il nostro sindaco Federico Basile. Finora si
sono spesi, diciamo così, 63 milioni e se ne vogliono spendere molti altri
ancora, senza aver raggiunto, assolutamente, l’obiettivo di impedire ai TIR di
attraversare la città. Movimento Azzurro avvalendosi dei documentati pareri
dell’amm. Tommaso Santapaola, del Comandante Antonino Samiani, del
metereologo Daniele Ingemi ha sostenuto che si tratta di un porto irrealizzabile
per la presenza di 550 miglia marine libere con lo sbocco di tre torrenti,
provenienti dai Peloritani, per cui è sembrato più appropriato chiamarlo “porto
di San Patrizio”
L’impresa “Ricciardello Costruzioni Spa”, assistita dallo studio legale del
prof. Sebastiano Licciardello, ha chiesto copia dell’intera documentazione
riguardante i lavori del porto di Tremestieri, ritenendo di essere stata lesa
nei suoi diritti, perché nel corso degli anni sarebbe stata rappresentata una
situazione che, in realtà, era ed è profondamente diversa, con il rischio,
dunque, che tutti gli atti posti in essere finora siano inficiati da «vizi di
legittimità». C’è una lunga premessa, a supporto della richiesta di accesso agli
atti, che parte dal 25 gennaio del 2010, allorché il sindaco di Messina del
tempo, nella qualità di commissario delegato per l’emergenza traffico, indiceva
una procedura aperta per l’affidamento della progettazione e realizzazione
della piattaforma logistica intermodale di Tremestieri con annesso scalo
portuale (primo stralcio funzionale) per 80 milioni di euro. Il 22 agosto 2011 il
commissario aggiudicava definitivamente la gara alla “Sigenco Spa” per
l’importo complessivo di 56.964.439,44 euro. Il contratto veniva firmato il 9
marzo 2012 ma, a seguito di contenzioso, il Tar del Lazio lo dichiarò inefficace
e la gara venne aggiudicata alla “Nuova Coedmar Srl”, alla quale vennero
affidati i lavori (primo stralcio funzionale) il 3 ottobre del 2017 per l’importo

complessivo di 64.375.135,21 euro al netto di un ribasso d’asta pari al
15,034%.
Abbiamo saputo dall’amministratore delegato della Caronte&Tourist, che
rispondeva a precisa domanda giornalistica, che si aggira intorno ai 20 milioni
l’anno l’aumento del costo delle importazioni od esportazioni delle merci
utilizzando il porto di Tremestieri, legato sia al raddoppio della distanza, che ai
costi gestionali e che, naturalmente, si raddoppia anche l’inquinamento
marino.
Finalmente siamo giunti al momento della verità. Saranno i giudici a
certificarla. Una verità attesa da lunghi anni.
Ai giovani messinesi, uno di noi, che è stato amico di giovinezza di Pippo
Ricciardello, intende indicarlo, in altra sede, come esempio da seguire.

 

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