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Il Comitato “Amo il mio Paese”chiede l’annullamento degli atti propedeutici il progetto di un nuovo impianto per il trattamento della frazione umida all’interno del Villaggio di Mili Marina.Nota del Sen. Germanà

Con atto stragiudiziale di diffida, riesame in autotutela ed accesso agli atti, del 22.05.2024, il Comitato “Amo il mio Paese”, in persona del Presidente Mimmo Brancato, ha ufficialmente richiesto, agli Organi Nazionali, Regionali e Provinciali, interpellando anche l’On. Raffaele Fitto, Ministro per gli Affari Europei, per il Sud, per le Politiche di Coesione e del PNRR, nonché l’ottava Commissione della Camera e del senato,  il riesame di tutti gli atti e la documentazione connessa al Decreto Assessoriale n. 264/Gab del 19.07.2023, mediante cui la Regione Siciliana ha autorizzato il progetto relativo alla costruzione di un nuovo impianto per il trattamento della frazione umida all’interno del Villaggio di Mili Marina.

Il Comitato si è formalmente rivolto agli Organi Provinciali,Regionali e Nazionali, chiedendo e di annullare tutti gli atti relativi al realizzando progetto segnalando le criticità ed i rischi di un impianto che potrebbe provocare seri danni al territorio, all’ambiente e alla salute dei cittadini.

È notoria, difatti, la circostanza che la nuova struttura dovrebbe sorgere nelle adiacenze del già esistente e mal funzionante depuratore e il Comitato, spinto da plurime segnalazioni pervenute da privati cittadini e imprenditori, ha deciso di affidare al legale nominato il compito di verificare l’iter per la realizzazione dell’impianto e diffidare gli organi competente, considerato anche che, già nei mesi scorsi, la questione è stata trattata sia in Consiglio Comunale che con apposita interrogazione parlamentare, ma non ha trovato l’attenzione delle Amministrazioni interessate.

In particolare, il Comitato, considerata l’oggettiva vicinanza alle abitazioni dei privati cittadini del Villaggio di Mili Marina e l’esistenza di un Palazzetto dello Sport, frequentato quotidianamente da centinaia di cittadini, anche minori, ha formalmente richiesto di rivedere tutti gli atti della procedura invitando la Pubblica Amministrazione ad individuare un luogo maggiormente idoneo ove localizzare l’impianto.

Inoltre, il Comitato ha formalmente richiesto tutti gli atti connessi all’approvazione del progetto tra cui l’approvazione del finanziamento, la copia di tutti i pareri resi e ogni più utile atto per valutare la possibilità di agire in sede Amministrativa per censurare gli atti ritenuti illegittimi, invocando per il caso di mancato adeguato riscontro alla diffida la configurabilità dei reati di abuso e/o omissione atti d’ufficio ai sensi degli artt. 323 e 328 c.p.

Nota del Sen. Germanà

Messina- Sin dallo scorso anno ho ascoltato e condiviso le preoccupazioni del Comitato Amo il mio Paese sul progetto di realizzazione di un nuovo impianto per il trattamento dell’umido nel villaggio di Mili Marina, nella stessa area dove sorge il mal funzionante depuratore che enormi disagi causa da decenni ai residenti. Mi sono fatto portavoce delle criticità del progetto che comporterebbe elevati rischi di danni al territorio, all’ambiente ed alla salute degli abitanti di Mili Marina. Ho fatto mie le istanze del Comitato ed insieme ai consiglieri comunali del gruppo Lega, al presidente della Commissione Salute Ars Pippo Laccoto ed al vice presidente della Regione Siciliana Luca Sammartino abbiamo sposato questa battaglia mettendoci la faccia in tutte le sedi istituzionali. Con la stessa determinazione avuta finora continueremo a seguire la mobilitazione dei cittadini del comprensorio, che ieri hanno presentato un atto di diffida alla Regione Siciliana ed ai Ministeri competenti, per chiedere l’annullamento dell’iter e l’individuazione di un sito alternativo. La salute dei cittadini, già provati dall’esistenza di un depuratore fortemente contestato, è un’assoluta priorità.

E’ quanto dichiara il senatore Nino Germanà, vice capogruppo della Lega a Palazzo Madama e segretario della Commissione Ambiente, Transizione ecologica, Lavori Pubblici

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