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Giornata Mondiale del Rifugiato 2026: a Messina un momento di preghiera e riflessione sul diritto alla protezione

L’edizione di quest’anno assume un significato storico eccezionale: ricorre infatti il 75° anniversario della Convenzione ONU sui Rifugiati

MESSINA – In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato indetta dall’ONU, l’Arcidiocesi di
Messina-Lipari-S. Lucia del Mela promuove un momento di preghiera e approfondimento condiviso.
L’appuntamento è per sabato 20 giugno 2026, alle ore 19:30, presso la Chiesa di Sant’Elia (Via S.
Elia, 45 – Messina), Centro diocesano per la pastorale delle migrazioni. Sarà un’occasione per
riflettere insieme sul fenomeno delle migrazioni forzate e sul dramma di milioni di persone costrette
a fuggire in cerca di sicurezza.
L’edizione di quest’anno assume un significato storico eccezionale: ricorre infatti il 75° anniversario
della Convenzione ONU sui Rifugiati. Nel 1951 la comunità internazionale sancì un principio
fondamentale: chiunque fugga da persecuzioni e guerre ha il diritto di cercare asilo. In un momento
storico in cui lo spazio di protezione sembra restringersi, questa ricorrenza ci ricorda che quel trattato
non è solo uno strumento giuridico, ma un salvagente che custodisce la nostra stessa umanità.
Il focus del 2026 si concentra interamente sul concetto di Coraggio: quello straordinario di chi è
costretto a mettersi in viaggio per sopravvivere e quello delle comunità che scelgono di rispondere
con l’inclusione e l’accoglienza. Nessuno può dirsi davvero al sicuro finché non lo sono i più
vulnerabili; per questo siamo chiamati a riconoscerne il valore e a difenderne i diritti.
Il quadro globale descritto dal recente Global Trends Report 2026 dell’Alto Commissariato delle
Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) delinea uno scenario complesso. Il 2025 si è attestato come
l’anno con il più alto numero di conflitti dal 1946, con ben 75 guerre attive nel mondo. Eppure, per
la prima volta dopo un decennio di costante crescita, il numero totale delle persone costrette alla fuga
ha registrato un lieve calo, attestandosi a 117,8 milioni rispetto ai 123 milioni dell’anno precedente
— un dato che purtroppo rimane su livelli drammaticamente elevati.
Il rapporto analizza anche lo scenario italiano: alla fine del 2025, il nostro Paese contava 132.000
titolari di protezione internazionale, 207.000 richiedenti asilo e oltre 60.000 cittadini ucraini
beneficiari di protezione temporanea, a cui si aggiungono circa 3.000 persone apolidi presenti sul
territorio nazionale.
L’iniziativa diocesana è realizzata dall’Arcidiocesi con il contributo dell’Ufficio diocesano Migrantes
e delle due Cappellanie etniche cittadine — quella srilankese e quella filippina — guidate dai
rispettivi cappellani, p. Lanka Deshapriya tor e p. Federico Duque rcj.
L’incontro si aprirà con uno spazio dedicato all’approfondimento e alla riflessione sulle migrazioni
forzate. A seguire, il cuore dell’appuntamento sarà la Celebrazione Eucaristica, durante la quale si
pregherà per quanti sono ancora in cammino alla ricerca di un futuro sicuro e in memoria dei troppi
che hanno perso la vita lungo le diverse rotte migratorie del mondo.
La cittadinanza e gli organi di stampa sono invitati a partecipare.

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L’evento si inserisce nel percorso nazionale “La Rete 100 Porti, 100 Città”, di Freedom Flotilla Italia.

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