Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime il proprio profondo cordoglio alla famiglia di Riccardo Coglitore, ai compagni di scuola, ai docenti dell’Istituto “Verona Trento” e all’intera comunità messinese, oggi riunita nel dolore per la scomparsa di un ragazzo di appena quindici anni, la cui vita è stata tragicamente interrotta da un incidente stradale.
Di fronte a eventi così drammatici, il rischio più grande è che l’emozione collettiva si esaurisca nel tempo della cronaca. Il nostro compito, invece, è trasformare il lutto in responsabilità civile, affinché il sacrificio involontario di una giovane esistenza diventi occasione di riflessione e di cambiamento.
La morte di Riccardo richiama con forza l’attenzione su una questione che investe direttamente il tema dei diritti umani: il diritto alla vita, alla sicurezza e alla mobilità sicura. Tali diritti non possono essere considerati esclusivamente come principi astratti, ma devono tradursi in precise responsabilità istituzionali, educative e sociali.
Quando un adolescente perde la vita su una strada, non siamo soltanto di fronte a una tragedia privata. Siamo dinanzi a un interrogativo collettivo che interpella amministratori, istituzioni scolastiche, famiglie, associazioni e cittadini. Ogni infrastruttura insicura, ogni comportamento imprudente, ogni ritardo negli interventi di prevenzione rappresenta una possibile vulnerazione del diritto fondamentale alla protezione della persona.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che sia giunto il momento di superare una visione episodica dell’educazione stradale. Occorre promuovere nelle scuole percorsi permanenti di educazione alla cittadinanza responsabile che integrino il rispetto delle regole della circolazione con una più ampia cultura dei diritti, della cura dell’altro e della consapevolezza del rischio.
Educare alla sicurezza significa educare al valore della vita. Significa comprendere che ogni scelta individuale produce conseguenze sulla comunità e che la libertà personale trova il proprio fondamento nel rispetto della sicurezza collettiva.
Per tale ragione proponiamo che la tragica vicenda di Riccardo diventi occasione per avviare, nelle scuole italiane, una riflessione nazionale sul tema “Diritto alla vita e sicurezza degli adolescenti negli spazi pubblici”coinvolgendo studenti, famiglie, esperti di mobilità, rappresentanti delle istituzioni e associazioni impegnate nella tutela delle vittime della strada. Le comunità educanti non possono limitarsi a commemorare. Devono contribuire a costruire contesti più sicuri, più consapevoli e più umani. 
Nel giorno dell’ultimo saluto a Riccardo, il nostro pensiero si unisce al silenzio e alle lacrime di una città intera. Ma insieme al dolore sentiamo il dovere morale di ribadire che ogni giovane vita perduta rappresenta una sconfitta per la società e un richiamo urgente all’azione.
La memoria di Riccardo ci affida una responsabilità: fare in modo che la cultura della prevenzione, della sicurezza e del rispetto della vita diventi patrimonio concreto delle nuove generazioni.
prof. Romano Pesavento presidente CNDDU
La redazione del “Cittadino”si unisce al cordoglio della famiglia, nel giorno dell’ultimo saluto a Riccardo.
Che la terra Gli sia lieve…!










