Sono 13 le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Gela a seguito dell’inchiesta sulla frana che ha devastato il comune di Niscemi , con lo smottamento di circa 350 milioni di metri cubi di terra ,per un fronte di circa 4 chilometri , costringendo oltre 1500 persone ad abbandonare le proprie case.
Ciò che più ha colpito di questo evento – che ha trovato l'”innesco” nello straordinario volume di precipitazioni rovesciatesi in gran parte della Sicilia orientale a seguito del c.d. “ciclone Harry”dello scorso Gennaio – è che l’estrema fragilità di quella striscia di terra era conosciuta da parecchi anni, ed era stata attenzionata alle autorità dai tecnici competentisin dal 1997, quando un primo cedimento del costone causò lo sfollamnto di numerose famiglie. Da allora , nonostante lo stanziamento di fondi per mettere in sicurezza il territorio della cittadina, poco o nulla è stato fatto, sino al recente accadimento che ha reso inagibili circa 900 edifici, coinvolgendo oltre 1500 famiglie.
E’ di ieri la notizia che l’inchiesta dei magistrati di Gela ha portato ad iscrivere nel registro degli indagati quattro Presidenti di Regione, succedutisi nella carica, Lombardo, Crocetta, Musumeci e Schifani,ed alcuni responsabili regionali dei settori Protezione Civile, Dissesto Idrogeologico ed Interventi sul Territorio.












