Qualcosa, di sicuro, non va nella gestione dell’ Amam a Messina. Questa di certo è l’ennesima prova. Ancora un colpo di scena nell’azienda meridionale acque Messina. Dopo le dimissioni del direttore generale di Amam, arrivano quelle di tutto il consiglio di amministrazione. L’annuncio con una nota dopo aver rassegnato le dimissioni nelle mani del sindaco Federico Basile. Oltre la presidente Loredana Bonasera fanno parte del Cda i consiglieri Alessandra Franza e Adriano Grassi.
In mattinata si era registrata anche la seguente posizione del Gruppo di iniziativa e resistenza civica”RispettoMessina”:
Gli intoccabili dell’Amam
Sulla vicenda delle dimissioni del Direttore Generale dell’Amam, definite in maniera anomala “improvvise o improvvisate” dai vertici della società partecipata, si fanno sempre più insistenti le richieste di chiarimenti, da parte di consiglieri comunali, presidenti di
Circoscrizioni, esponenti di soggetti politici, associazioni e cittadini. E sinora né l’amministrazione comunale né l’Amam hanno fornito risposte esaurienti. E, trattandosi di una società partecipata a capitale interamente pubblico, ovvero soldi dei cittadini, con un socio unico che è appunto il Comune di Messina, la questione è piuttosto grave. Perché questo silenzio assordante sembra una ulteriore mancanza di
rispetto e di attenzione per la cittadinanza, che va a sommarsi alle mancate o inadeguate risposte sui numerosi quesiti ancora
pendenti e sui dubbi ancora non chiariti riguardanti una crisi idrica che ha lasciato letteralmente senz’acqua tantissimi cittadini senza ragioni apparenti e motivazioni plausibili, come peraltro recentemente statuito dagli uffici regionali, che hanno rimandato al mittente la
richiesta avanzata dal sindaco di Messina di una maggiore quantità di risorse idriche.
Aspettando la versione ufficiale dei fatti, che i cittadini hanno il diritto di conoscere, e gli amministratori hanno il dovere di fornire, non possiamo fare a meno di fare delle ipotesi sulle cause che hanno generato il caos in Amam, e che risalgono a ben prima dell’arrivo del direttore generale dimissionario in azienda. E ci viene il dubbio che quanto sta avvenendo in questi giorni nell’ azienda di gestione delle risorse idriche sia soltanto la punta di un iceberg che sotto il livello visibile cela profonde problematiche che l’attuale governance di Amam non è in grado ora, come non lo è stata nei sei anni passati, non solo di affrontare ma anche di comprenderne appieno l’entità. Problematiche quali disorganizzazione, carenza di personale tecnico, incapacità gestionale ai vari livelli gerarchici, mancanza di programmazione, incapacità di attuare i pochi investimenti programmati pur disponendo di ingenti risorse finanziarie da Masterplan e PNRR, incapacità di risolvere i problemi finanziari, incapacità di garantire una regolare erogazione dell’acqua, ma anche la mancanza di un piano di manutenzione programmata delle reti e dei serbatoi e la mancanza di una seria campagna di ricerca delle perdite idriche. Aspetti ancora critici a cui vanno aggiunti la mancata risoluzione degli sversamenti fognari nei torrenti e a mare (altro che bandiere blu!) e la mancata realizzazione della famosa mappatura della rete di distribuzione, senza la quale nessuno sa dire dove va a finire il 56% dell’acqua che entra in città. Pertanto ci siamo fatti l’idea che le “dimissioni” del Direttore Generale possano essere un disperato, quanto puerile,
tentativo di dare a intendere ai messinesi che “è lui il colpevole di tutto, e che messo alle strette da un vigile CdA, si sia voluto sottrarre ai suoi doveri”. Ma, nonostante i messinesi in larga parte siano notoriamente considerati dei “muccalapuni”, questa versione è troppo grossolana e non può essere accettata. L’idea che sta maturando sempre più invece è che nella nostra città ci sia un organo politico operativo che si difende a ogni costo, che cerca di nascondere i propri errori sacrificando teste innocenti, ma creando di fatto una classe di intoccabili e di protetti, tra i quali con tutta evidenza si trovano, tra gli altri, la presidente e i consiglieri di Amam. Per cui la Presidente Bonasera non può essere toccata, anche se non ha saputo affrontare la crisi idrica, denotando grandi carenze nell’organizzazione dell’azienda stessa e accettando, acriticamente, input provenienti dall’esterno.
Ma d’altronde, anche se Presidente e componenti del consiglio di amministrazione dell’Amam, dimostrando senso di responsabilità, dovessero decidere di dimettersi, sicuramente per le loro competenze avranno altri incarichi nei vari livelli operativi, o potrebbero essere riciclati in qualche ruolo gestionale di strutture operative del comune di Taormina, che già si avvale degli “uffici” del Sindaco Basile, del Direttore Generale del Comune di Messina e della Città Metropolitana Puccio, del Presidente dell’ATM e di altri soggetti operanti al Comune di Messina, in una sorta di celebrazione “tra vasi comunicanti”.
Il sindaco Basile prende atto delle dimissioni
“Prendo atto delle dimissioni della Presidente e dell’intero Consiglio di Amministrazione di AMAM, comprendendone le ragioni, e le accetto con l’auspicio che questa scelta possa contribuire a sottrarre l’azienda dalle strumentalizzazioni politiche e mediatiche cui è stata sottoposta negli ultimi tempi”. Il sindaco Federico Basile commenta con queste parole le dimissioni dell’organo amministrativo dell’Azienda Meridionale Acque Messina. Le dimissioni sono pervenute in data odierna al protocollo dell’ente con tre distinte note rispettivamente, della Presidente Loredana Bonasera e dei due Componenti Alessandra Franza e Adriano Grassi.
“Desidero ringraziare AMAM – continua Basile – per il lavoro svolto, che ha permesso alla Città di Messina di affrontare la crisi idrica regionale con efficacia e risultati concreti. In un contesto siciliano segnato da gravi difficoltà, Messina si è distinta, grazie anche alla gestione dell’azienda, per aver saputo contenere l’emergenza e garantire l’assistenza a quelle zone della città che più di altre hanno subito i disagi. Dispiace constatare che gli sforzi compiuti e i risultati raggiunti siano stati strumentalizzati politicamente, al punto da oscurare il fatto che, a differenza di altre realtà regionali, Messina è riuscita a garantire la distribuzione dell’acqua in quasi tutta la città, con disagi circoscritti a poche aree, che sono state e sono costantemente supportate.
Questo mentre le responsabilità regionali nella crisi idrica e nella mancata gestione sono evidenti e sotto gli occhi di tutti.
La decisione dei vertici di AMAM punta dunque a permettere all’azienda di continuare il proprio lavoro, libera da strumentalizzazioni politiche. Il clima di sospetto e inquisizione che si era venuto a creare non giova certamente alla città, che ora più che mai – conclude il Sindaco – ha bisogno di guardare avanti e proseguire nel percorso di superamento della crisi idrica. Sono certo di poter contare sul senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto i vertici di AMAM nel guidare l’azienda verso una nuova governance”.











