A seguire le riflessioni dell’ex direttore generale del Comune Emilio Fragale sul caso Maurizio Croce:
Ho invocato le dimissioni di Maurizio Croce da consigliere comunale pubblicando un post in data 7 marzo 2024.
Riprendo l’intervento non richiamato da alcuno, da alcuna testata. Ci sta. Comprendo di essere marginale rispetto all’agone politico.
“La permanenza di Maurizio Croce in consiglio comunale, al netto delle questioni giuridiche, è un ignobile offesa a chi crede che Politica sia passione e impegno nel rispetto delle Istituzioni, dei ruoli rivestiti, dei cittadini che si rappresentano. In questa circostanza perdono tutti. Perde il centro destra. Perde la maggioranza deluchiana. A me non frega nulla di una vicenda che logora (e non poco) la tenuta di De Luca. Le dimissioni dovrebbero essere richieste da tutte le forze politiche e sociali. Le dimissioni dovrebbero essere spontanee.”
Sono legittimato, a mio avviso, per augurare a Maurizio Croce di potere chiarire i fatti contestati e dimostrare estraneità o innocenza.
Sono legittimato per esprimere biasimo per ciò che ho udito.
L’odierno video di Cateno De Luca è stato di una violenza inaudita. Ancorché in più passaggi ha tenuto a precisare di volere distinguere le vicissitudini giudiziarie dalle analisi politiche, ha finito per aggredire infierendo su una persona arrestata, impedita – se ne avesse volontà – a interagire.
Al netto di quanto sopra, e – se si vuole – dando per buono (cioè vero o veritiero) quanto dallo stesso affermato vi è un passaggio ancora più grave “politicamente parlando” della stessa inusitata vis argomentativa. La contraddizione dell’uomo e del politico. Quella contraddizione che ne dimezza l’essere uomo e l’essere politico. Quella contraddizione che ne fa un mezzo-uomo. Lo evidenzio con i suoi stessi termini.
Sostiene De Luca che in occasione delle regionali del 2017 cadde il primo tassello della cupola politico-mafiosa di Maurizio Croce. Cadde il “pupillo”, deputato uscente, on. Beppe Picciolo. Solo che vi è un particolare che ha omesso. La lista di Beppe Picciolo, a cui per 150 voti non scattò il seggio, era sostenuta da profili nel tempo cooptati da De Luca.
Di loro se ne apprezzava e se ne apprezza ancora la coerenza di impegno e passione civica.
Di loro se ne apprezza l’attuale ruolo diretto o indiretto, in prima linea o dietro le quinte.
Si chiamano Basile, Finocchiaro, Rotolo, Carreri, La Cava e la lista potrebbe continuare.
Erano predatori, briganti, banditi? No.
Lo sono ora? No.
Ecco quelle persone – ora – fanno parte del “sistema” De Luca. Dirà De Luca che si sono redenti. Si … è il “ducitto”novello Lui … la via, la verità, la luce … tra strali, invettive e folgorazioni, tra poltrone e sedute spiritiche, tra cariche e caricature che fa di se stesso.











