Un momento storico e atteso da decenni per il quartiere di Camaro San Paolo. Le 16 famiglie residenti nella striscia di via La Rocca hanno finalmente ricevuto tutte le chiavi delle nuove abitazioni, lasciando alle spalle una vita fatta di attese, precarietà e disagi. Con questo decisivo passaggio, l’opera complessiva di sbaraccamento della zona entra nella sua fase conclusiva.
A commentare il traguardo sono i due esponenti di Fratelli d’Italia, Alessandro Cacciotto (consigliere della Terza Circoscrizione) e Libero Gioveni (consigliere Comunale), che esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto ma rilanciano immediatamente sulle prossime azioni necessarie per completare l’opera di rigenerazione urbana.
I due rappresentanti politici rivolgono un appello al Sub Commissario al Risanamento affinché si dia avvio, in tempi strettissimi, alle operazioni di abbattimento delle ultime casette e baracche rimaste in piedi. L’obiettivo prioritario deve essere quello di radere al suolo le vecchie strutture ormai vuote per restituire finalmente un ampio spazio libero, decoroso e sicuro ai residenti del quartiere.
L’intervento di demolizione rappresenta inoltre l’occasione imperdibile per affrontare e risolvere una criticità annosa che affligge l’intera area circostante: lo stato di grave degrado delle reti dei sottoservizi.
«Le condotte fognarie e idriche della zona sono letteralmente al collasso», sottolineano Cacciotto e Gioveni. «Da troppo tempo le famiglie che vivono nelle palazzine adiacenti si trovano a fare i conti con perdite continue, sversamenti fognari e frequenti emergenze igienico-sanitarie che compromettono la qualità della vita quotidiana. Non si può più perdere tempo: parallelamente alla demolizione delle casette, occorre mettere mano subito e in maniera strutturale alla rete sottostante».
Ma l’abbattimento delle casupole porterà con sé un altro importante risultato: restituire una strada percorribile ai residenti.
Insomma, con la liberazione dell’area di via La Rocca e la successiva riqualificazione del suolo, Camaro San Paolo si avvia così a chiudere una delle sue ferite più dolorose, compiendo un passo avanti concreto verso la valorizzazione dell’intero territorio e il rispetto delle comunità locali.










