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Cacciotto e Gioveni: segnalare eventuali disservizi ATM non è atto di lesa maestà ma esercizio del proprio mandato

Augurandoci che ATM possa fare tesoro delle indicazioni fornite nell’ interesse dei cittadini

Partiamo subito da un fatto: manifestare il proprio pensiero, soprattutto senza offendere qualcuno, è un diritto costituzionalmente garantito e con tutto rispetto non sarà certamente l’ Amministrazione Comunale a poterlo comprimere, nonostante qualcuno “soffra di delirio di onnipotenza”.
Non è atto di lesa maestà ma esercizio del proprio mandato.
Nella giornata di ieri, dichiarano Alessandro Cacciotto, Presidente della Terza Municipalità e Libero Gioveni Capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio Comunale, avevamo semplicemente sollevato pubblicamente il disservizio che sovente un autobus, il 14 bis, che collega lo ZIR a Camaro, nell’ orario delle 14:00, crea a studenti ed alle loro famiglie; ci dispiace aver appreso dai media i toni di risposta un po’ “stizziti” della governance ATM.
Se a tutto ciò si aggiunge che ricoprire una carica istituzionale non significa certo “venerare” quotidianamente la Pubblica Amministrazione come al tempo si potevano venerare le divinità greche, quanto invece rappresentare, anche pubblicamente, istanze dei cittadini, crediamo, con profondo rammarico, che ci sia veramente in atto il tentativo, di qualcuno, di mettere il bavaglio a chi “osa” discostarsi dall’esercizio venerativo.
Ribadiamo, dichiarano Cacciotto e Gioveni quanto rappresentato ieri: l’ autobus 14 bis ha purtroppo e spesso delle defaglianze che mettono in serie difficoltà studenti e famiglie.
Nessuno vuole screditare nessuno, non rientra nel nostro modo di fare, ma pretendiamo di parlare e di farlo anche alla luce del giorno, che sia chiaro.
 Il riscontro su un autobus che lascia “a piedi” degli studenti è rappresentato dagli stessi cittadini che altro non sono che gli utenti del servizio, continuano i due esponenti di Fratelli d’Italia.
Nessuno sta dicendo che il parco macchine così come gli autisti non siano cresciuti di numero, anche perché saremmo folli a fare finta di non vedere ma, dobbiamo per caso chiedere il permesso a qualcuno per dire che un autobus spesso non parte?
Il caso del 14 bis non è l’unico che ci hanno rappresentato i cittadini, affermano Gioveni e Cacciotto: i residenti di Bisconte lamentano spesso ritardi e qualche corsa saltata; studenti rimasti al Polo Universitario Papardo e “prelevati” dai genitori.
Ed ancora: ci racconta ieri una mamma che l’ autobus n. 10 non è transitato in una delle fasce pomeridiane, costringendo il figlio a farsela a piedi da Provinciale al Baglio.
Dobbiamo per caso uniformarci alla storiella che tutta la città è coperta dal servizio di trasporto pubblico, cosa non vera? Non tutta la città è coperta dal servizio di trasporto pubblico.
Ed ancora, continuano Gioveni e Cacciotto, alcuni cittadini ci hanno comunicato che da un po’ di tempo, ma anche recentemente, sarebbero stati stravolti alcuni orari di autobus che portano ad esempio a Mili (autobus n. 1), nei giorni festivi, piuttosto che nella Vallata di Camaro (autobus n. 13 – 14 – 14 bis – 15) che stanno creando non pochi problemi soprattutto per chi lavora.
L’invito, in quest’ultimo caso, è pertanto di rivedere alcune scelte che magari sarebbe stato il caso di condividere con la base della rappresentanza dei cittadini, vale a dire le Municipalità.
Augurandoci che ATM possa fare tesoro delle indicazioni fornite nell’ interesse dei cittadini, siamo certi che diritti costituzionalmente garantiti, frutto di conquiste di un popolo e di una civiltà, come il diritto di parlare e manifestare il proprio pensiero, non possano essere scalfiti neanche da coloro che pensano di detenere lo scrigno della verità assoluta.
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