La gestione della vicenda dell’Archivio di Stato di Messina continua a essere caratterizzata da ritardi, opacità e comunicazioni contraddittorie che destano forte preoccupazione.
Il Gruppo Civico, attraverso la componente, coordinata dalla prof.ssa Lucia Finocchiaro, ha presentato in data 20 ottobre 2025 una formale richiesta di accesso agli atti per fare chiarezza su una vicenda che coinvolge un patrimonio storico e culturale di valore inestimabile per la città.
A fronte di termini di legge ampiamente scaduti e di un sollecito inviato il 29 novembre 2025, il 1 dicembre 2025 è stata trasmessa soltanto una parte della documentazione richiesta. Un comportamento grave, che alimenta dubbi e conferma l’assenza di una gestione trasparente della vicenda.
Per questo motivo il Gruppo Civico ha rinnovato la richiesta dell’atto mancante agli uffici regionali della Soprintendenza, chiedendo risposte chiare e immediate sul futuro dell’Archivio di Stato e sul rientro completo del materiale a Messina, oggi frammentato in più sedi del territorio catanese, come riportato da diverse fonti giornalistiche.
Ancora più sconcertanti appaiono le recenti comunicazioni relative all’individuazione di un immobile in via Dogali come presunta nuova sede dell’Archivio. Annunciare una soluzione senza chiarire che gli spazi disponibili sono appena 250 metri quadrati significa prendere in giro la città. Si tratta di una metratura del tutto insufficiente, che non consente in alcun modo il rientro dell’intero Archivio, per il quale è necessaria una struttura di almeno 2.000–2.500 metri quadrati.
Di fronte a questa situazione, il Gruppo Civico chiede di sapere chi ha sbagliato, perché non si è intervenuti per tempo e chi si assume la responsabilità politica di un evidente fallimento amministrativo. Messina non può continuare a perdere pezzi della propria storia a causa di improvvisazione e mancanza di programmazione.
Il Gruppo Civico continuerà a vigilare e a incalzare le istituzioni competenti affinché si ponga fine a questa gestione approssimativa e si garantisca finalmente una soluzione seria, definitiva e rispettosa della dignità culturale della città di Messina.










