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Anche dopo il Consiglio Comunale straordinario, convocato  sul tema dell’acqua, il Comitato continua la lotta

Sabato 10 Maggio alle ore 10:00 saremo davanti al Comune per continuare la nostra lotta per avere Acqua pulita, potabile, pubblica ed H24 nella nostra città

Il Consiglio Comunale straordinario, convocato  sul tema dell’acqua, non ha dissipato i tanti dubbi né risposto alle tante domande che come Comitato abbiamo posto in questi mesi.
L’acqua del Comune si può bere o no? A questa semplice domanda né il Sindaco, né l’Amam, né il Direttore Generale dell’Asp Cuccì, a cui uno dei nostri portavoce ha posto direttamente la domanda, hanno saputo rispondere. E non poteva essere altrimenti perché l’ordinanza sindacale del 5 Settembre scorso è ancora in vigore!
Il Comitato ha sintetizzato in un Documento, che ha consegnato oggi alle/ai Consigliere/i e che si allega qui, le ragioni della nostra lotta e le 7 domande che rimangono senza risposta. Quindi Sabato 10 Maggio alle ore 10:00 saremo davanti al Comune per continuare la nostra lotta per avere Acqua pulita, potabile, pubblica ed H24 nella nostra città!

La nota del Comitato:

C’è stato bisogno dell’azione di un Comitato popolare per lanciare l’allarme e fare scoppiare il caso
sull’incredibile vicenda della non potabilità dell’acqua di Messina.
Dopo infatti l’ordinanza sindacale del 5 Settembre 2024, che dichiarava l’acqua di tutta la città non potabile
fino al giudizio di idoneità dell’Asp, nessuna/o si era più interessata/o per sapere come mai quel giudizio
tardava ad arrivare, lasciando in vigore quell’assurda ordinanza.
Abbiamo dovuto organizzare sit-in di protesta, inviare lettere e comunicati, presentare un esposto alla
Procura della Repubblica di Messina, ricorrere all’Arera, per vedere finalmente accendersi i riflettori
dell’informazione e della politica sull’irresponsabile comportamento del Comune e dell’Amam!
L’annuncio che a breve arriverà il giudizio d’idoneità dell’Asp e che l’ordinanza sindacale potrà essere
finalmente revocata, come dichiarato dal Sindaco Basile all’incontro al Comune del 22 Aprile scorso con il
Direttore Generale dell’Asp Cuccì, ci soddisfa e ci convince solo in parte, perché in questa vicenda
rimangono ancora alcuni gravi punti interrogativi:

1) perché non sono state ancora rese pubbliche le analisi sulla qualità dell’acqua dei pozzi oggetto
dell’ordinanza?
2) Perché nell’ordinanza si parla di quattro pozzi quando invece l’Asp ci ha informato recentemente che i
pozzi erano cinque? Qual è il quinto e quando è stato collegato?
3) Perché, e quando, sono stati chiusi i pozzi Briga 1 e Briga 2?
4) Perché ci sono voluti otto mesi per attuare le prescrizioni Asp?
5) Quali soluzioni tecniche ha posto in essere l’ente preposto per mettere in sicurezza questi suddetti pozzi
per evitare le eventuali contaminazioni dalla vicina rete fognaria?
6) Posto che in città ci sono in tutto circa 80 serbatoi comunali e 45 pozzi funzionanti, vengono effettuati
prelievi di controllo per la potabilità dell’acqua su tutti? E se sì, con quale frequenza e dove sono pubblicati
questi dati?
7) In che modo l’ordinanza di non potabilità firmata dal Sindaco ha influito sul livello di prestazione del
macro indicatore ARERA M3 sulla qualità dell’acqua erogata (l’indicatore M3a riguarda infatti l’incidenza
delle ordinanze di non potabilità)? Quali ripercussioni questa ordinanza comporterà per le nostre tasche e
per i bilanci dell’Amam?
Non ci basterà, insomma, la revoca dell’ordinanza per chiudere questa assurda vicenda. Oltre ad attendere
risposta alle precedenti domande, manteniamo la nostra richiesta di rimborso delle bollette, parziale o
totale, dal giorno dell’ordinanza al giorno della sua revoca, per il grave disservizio determinato
dall’irresponsabilita del Sindaco e dell’Amam, e ci aspettiamo un riscontro da parte della magistratura in
merito al nostro esposto: infatti, anche quando l’acqua fosse dichiarata potabile in questi giorni, questo non
vorrebbe certo dire che la cittadinanza ha bevuto in passato acqua potabile, ovvero la dichiarazione di
potabilità non può essere certo considerata retroattiva, e non si tratta di certo di una formalità, come invece
ha più volte affermato il Sindaco!
Attendiamo ancora, inoltre, che vengano finalmente pubblicati in maniera chiara, completa ed accessibile a
tutte/i, sul sito internet dell’Amam, i dati sulla qualità dell’acqua erogata a Messina, sia alla fonte che nei
vari quartieri cittadini.
Il Comitato “Vogliamo l’acqua dal rubinetto!” è nato sulla spinta dell’emergenza idrica in città dell’estate
scorsa, con l’obiettivo di avere Acqua pulita, potabile, pubblica ed H24.
Il nostro compito quindi non si è concluso, la lotta continua!
Comitato “Vogliamo l’acqua dal rubinetto!”

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