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L’estate è finita, si ricomincia

Il nodo delle partecipate tra attese, ambizioni regionali e potere fiduciario del Sindaco

L’estate è finita. La stragrande maggioranza dei messinesi è rientrata dalle ferie e ha ripreso le proprie attività. A dettare lo “stop and go” dell’agenda politica cittadina, però, è ancora una volta il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca.

De Luca pigia sull’acceleratore sul fronte regionale: tre liste con 24 candidati a Messina e una lista con 10 candidati a Catania in vista delle prossime Regionali. Nel contempo, di concerto con il sindaco Federico Basile, frena.

Dopo aver avviato il procedimento per il rinnovo dei vertici delle società partecipate – sei società, 18 posti da amministratore tra presidenti e componenti di CdA, per i quali sono arrivate quasi mille candidature – l’iter di nomina è stato sospeso. Una pausa di riflessione, ufficialmente, per valutare gli equilibri dei nuovi assetti.

Una frenata che ha scatenato la reazione veemente delle opposizioni. L’accusa è sempre la stessa: strumentalizzazione delle società del Comune per fini meramente politici, a discapito di scelte basate su competenza ed esperienza.

Efficace, nella sua crudezza, la sintesi del capogruppo di Fratelli d’Italia, Libero Gioveni: centinaia di aspiranti in fila per 18 poltrone come per un “pani ca tessera”.

La preoccupazione non è infondata. Il rischio, concreto, è che a prevalere come unico e sufficiente requisito non sia il curriculum, ma il peso elettorale. Nominare grandi elettori, ma pessimi amministratori, in società strategiche come AMAM, ATM e MessinaServizi Bene Comune, che gestiscono acqua, trasporti e rifiuti, significa ipotecare servizi essenziali.

D’altra parte, va detto con onestà intellettuale: è proprio questo il modello che la riforma degli Enti Locali ha voluto.

Per evitare che i partiti, con il vecchio metodo spartitorio, occupassero tutti i posti di sottogoverno, la legge ha consegnato al Sindaco, direttamente eletto dal popolo, un potere amplissimo, fiduciario e diretto sui CdA delle partecipate.

Il Consiglio comunale fissa gli indirizzi generali, stabilisce i requisiti, ma poi è il Sindaco che sceglie i nomi, firma i decreti sindacali e, sedendo da solo come socio unico in Assemblea dei soci, li nomina.

Esiste, in teoria, un limite: se il Sindaco nomina fuori dagli indirizzi del Consiglio, l’atto è annullabile. Nella prassi, una norma quasi mai applicabile.

In sintesi: il sindaco Basile è, per legge, l’unico vero kingmaker delle partecipate. Il Consiglio indica la strada, il Sindaco decide chi la percorre.

È un potere decisionale che oggi Basile condivide, politicamente, con il suo leader di riferimento Cateno De Luca, e a cui non intende derogare. Una facoltà conquistata sul campo, con l’ampio consenso degli elettori messinesi che gli hanno rinnovato la fiducia.

Ora che l’estate è finita, la città attende di capire se quel potere verrà esercitato per costruire una governance competente o per sistemare un puzzle elettorale in vista delle Regionali. Dalla risposta a questa domanda si capirà che tipo di ripartenza sarà.

Lillo Zaffino

2 Comments

2 Comments

  1. Atticus

    6 Settembre 2026 at 0:59

    Dott.Zaffino, la sua analisi è tecnicamente condivisibile, con la riserva però, non di poco conto, che l’amplissimo suffragio scaturito dalle urne rimane ancora “sub judice” per la nota vicenda delle numerose liste prive di autentica; sarà il TAR di Catania a valutare i ricorsi presentati dalle opposizioni decidendo la sorte dell’amministrazione neoeletta con le eventuali ricadute in termini di costi economici e sociali che la città si troverebbe a dover sopportare nella malaugurata ipotesi di “bocciatura” della tornata elettorale appena conclusa. Saluti.

  2. GIOVANNI CAMA

    6 Settembre 2026 at 19:28

    L’Analisi della situazione odierna da parte del Direttore Zaffino, è quanto mai lucida, puntuale e, purtroppo, realista.
    Quale delle due ipotesi finali prevarrà, “lo scopriremo solo vivendo….”

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