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Asterisco di domenica 31 maggio 2026. Insediati gli Organi istituzionali del Comune: Sindaco e, a giorni, il Consiglio. E ora, al lavoro

I messinesi si sono espressi. Con un consenso plebiscitario hanno riconfermato il cosiddetto “Sistema Basiluca”

I messinesi si sono espressi. Con un consenso plebiscitario hanno riconfermato il cosiddetto “Sistema Basiluca” denominazione coniata dal candidato del centrodestra Marcello Scurria.

Naturalmente, i punti di vista sono diversi, anzi opposti:

Per l’autore della definizione, l’espressione vuole sottolineare un esercizio del potere delle istituzioni cittadine e delle società collegate piegato all’interesse monocolore del partito Sud chiama Nord, arrivando a reclutare centinaia di candidati. In questo modo, molti esponenti della società civile e politica sono stati inseriti in ben quindici liste a supporto del primo cittadino. Si è trattato di un espediente, mai sperimentato in siffatta dimensione, che ha notevolmente moltiplicato l’effetto trascinamento, convogliando sul candidato Federico Basile una caterva di consensi. Questo procedimento è stato duramente contestato dagli altri candidati, i quali hanno denunciato una distorsione della partecipazione democratica, arrivando a definire la consultazione delle “elezioni drogate”.

La replica della maggioranza, forte di un risultato storico che supera il 58% (con un incremento di quasi ventimila voti rispetto alle elezioni del 2022), è che i messinesi hanno semplicemente apprezzato il buon metodo di governo iniziato nel 2018 da Cateno De Luca e proseguito da Federico Basile. Dopo aver superato le fasi del riequilibrio economico con il piano “Salva Messina” e aver garantito una “rivoluzionaria normalità” nell’erogazione dei servizi essenziali, l’amministrazione lancia oggi una nuova sfida per la “terza fase”: riportare Messina a un ruolo da protagonista nello sviluppo socio-economico del territorio metropolitano e dell’area dello Stretto.

Nel campo degli sconfitti

Le coalizioni perdenti saranno impegnate in questi giorni in una dura autocritica sui risultati, in realtà assai scoraggianti.

La prima resa dei conti si è verificata in Forza Italia, che non ha superato lo sbarramento del 5%, restando senza seggi per la prima volta nella sua storia. Ne è scaturito uno scontro feroce tra i vertici che ha già determinato le dimissioni del coordinatore cittadino Antonio Barbera. Ma non sembra finita qui: l’on. Alessandro De Leo, non eletto nonostante le oltre 1.200 preferenze ricevute, in una concitata conferenza stampa ha fatto intendere di stare valutando la possibilità di lasciare il partito.

Anche nella coalizione del centrosinistra i toni si sono alzati a causa del deludente risultato complessivo. La preoccupazione più grande, tuttavia, resta la sensazione di una forte asimmetria tra la linea politica regionale e quella messinese riguardo ai futuri rapporti con De Luca.

Ora bisogna guardare avanti

Ad ogni modo, lo scontro elettorale è chiuso. Ora bisogna sotterrare l’ascia di guerra e fumare il calumet della pace. Il centro di ogni interesse, da questo momento in poi, deve essere esclusivamente Messina e la sua comunità.

E ora, al lavoro.

Lillo Zaffino

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