Tutto comincia una notte del 22 novembre 1999, su un terrazzo, sotto un cielo pieno di stelle. Cristina ha quattro anni, Vincenzo soltanto due. Il papà racconta loro la storia di Asterino, un bambino-stella che ha viaggiato tanto, ma è stanco, solo e ha consumato le scarpe. Quando arriva sulla Terra, i due piccoli decidono di aiutarlo: gli offrono le proprie scarpette, perché non debba più camminare scalzo.
Da quel gesto semplice nasce una fiaba destinata a diventare molto più di un racconto per bambini: il simbolo di un progetto di vita e di trent’anni di accoglienza. È la storia che Salvo Adamo, insieme alla moglie Linda, ha costruito attraverso MetaCometa APS e che oggi affida al suo primo libro, «Il traghettatore di stelle. Accompagnare la vita tra le due rive del cuore», presentato venerdì 6 novembre nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca.
L’incontro ha riunito istituzioni, operatori sociali, famiglie affidatarie, scuola e associazioni, offrendo l’occasione per riflettere sul valore dell’affido e sulla necessità di costruire una comunità capace di accompagnare i bambini più fragili.
Ad aprire la mattinata sono stati il Sindaco della Città Metropolitana di Messina, Federico Basile, e l’Assessora alle Politiche sociali, Alessandra Calafiore. Basile ha sottolineato che la sua presenza rappresentava un segno tangibile della necessità di fare comunità intorno ai problemi del territorio.
Dopo i saluti istituzionali è stato proiettato il cortometraggio «La grande fiaba di Asterino e del fiume che insegnava a volare», ispirato proprio al racconto che Adamo aveva inventato per spiegare ai propri figli il progetto di vita che stava maturando. La fiaba restituisce il senso più profondo dell’accoglienza: riconoscere la fatica dell’altro e decidere di non lasciarlo solo.
La presentazione del libro si è svolta attraverso un colloquio-intervista tra l’autore e il giornalista Salvo Saccà, di Antenna del Mediterraneo e Tele Messina. Nel dialogo sono state ripercorse le origini di MetaCometa, le difficoltà dei primi affidamenti e le tappe di un’esperienza che ha trasformato una scelta familiare in una vera e propria «famiglia di famiglie».
A 65 anni, Adamo ha deciso di mettere per iscritto questa storia non per ambizione letteraria, ma per custodire la memoria dell’associazione e trasmetterla a chi potrà proseguirne il cammino. In trent’anni, tante vite hanno attraversato le case di MetaCometa, portando con sé storie, fragilità e bisogni differenti. E ogni incontro ha lasciato un segno anche in chi ha accolto.
Nel racconto dell’autore, Asterino diventa così il simbolo di tutti quei bambini che arrivano con le scarpe consumate da un viaggio difficile e hanno bisogno di qualcuno disposto a camminare al loro fianco. L’affido non è un gesto eroico né la pretesa di risolvere ogni problema: è una presenza che sostiene, una mano sulle spalle, la disponibilità a condividere un tratto di strada.
È questo il significato della figura del traghettatore, come scrive nella prefazione padre Antonio Spadaro S.J.: «Il traghettatore non è un eroe né un salvatore. Non vive al posto degli altri, non elimina il rischio. Il suo compito è molto più umile e molto più difficile: restare abbastanza vicino perché l’altro possa ritrovare il coraggio di camminare».
Dopo il dialogo tra Adamo e Saccà è intervenuto Francesco Giorgio, Presidente di Messina Social City, richiamando il valore della collaborazione tra istituzioni e realtà associative e l’importanza di costruire opportunità concrete per il futuro dei bambini. Successivamente Anna Pagliaro, moderatrice dell’intera mattinata, ha accompagnato il passaggio alla seconda parte dell’incontro.
UNA RETE CHE ACCOGLIE
Il confronto ha coinvolto i diversi protagonisti dell’affido e dell’accoglienza. Per il Tribunale per i Minorenni è intervenuta la Presidente, Maria Francesca Pricoco; per i servizi sociali territoriali Rosaria Tornesi, Responsabile del Servizio Sociale Professionale.
La voce delle famiglie affidatarie è stata rappresentata dalla professoressa Antonella Costa, mentre la neuropsichiatra infantile Angela Nives Magazù ha affrontato il tema dell’affido nelle situazioni di difficoltà. Per la scuola è intervenuto Nicola Labate, Dirigente Scolastico dell’Istituto comprensivo «Mazzini» di Messina. Il contributo del terzo settore è stato affidato a Carlo Vaccarini, Presidente del Forum provinciale delle Associazioni familiari di Messina.
Particolarmente significativa la testimonianza di Anna Paola Capra su un’esperienza di affido di minori stranieri non accompagnati, che ha riportato l’attenzione sulle storie di ragazzi arrivati da lontano e sul bisogno di trovare una famiglia e nuovi riferimenti affettivi.
La mattinata si è conclusa con «Una città che accoglie. Il futuro comincia dalla comunità», momento di dibattito e confronto sul ruolo delle istituzioni e della società civile nella costruzione di una rete capace di sostenere le famiglie e tutelare i bambini.
Il messaggio del libro torna nella dedica riportata sul retro di copertina, rivolta a «tutti gli Asterino di ieri, di oggi e di domani, che hanno attraversato il guado con scarpe troppo grandi e lo zaino pieno di paure» e a chi «sulla riva, non ha mai smesso di tendere la mano».
È qui che si ritrovano la fiaba, la storia di Salvo e Linda Adamo e i trent’anni di MetaCometa: nella convinzione che nessuno debba attraversare da solo il proprio guado e che l’accoglienza, per diventare davvero futuro, abbia bisogno di una comunità intera.










