Nell’attuale complesso quadro politico italiano, in vista delle prossime elezioni regionali e nazionali, avevamo segnalato il prodursi di un peculiare effetto Lorenz.
Il colpo d’ala innescato da Messina da Cateno De Luca, siglando l’accordo elettorale con la premier Giorgia Meloni, ha determinato una vera tempesta a Roma nei delicati equilibri tra le forze politiche.
Il leader di Sud chiama Nord , nominato portavoce unico della lista, è entrato di diritto nel circo mediatico nazionale, occupando uno spazio preciso e ben definito all’interno dello schieramento di centrodestra. Un’area che intende ispirarsi e recuperare l’originalità del pensiero di Don Luigi Sturzo, l’illuminato e illustre sacerdote siciliano che fondò il Partito Popolare Italiano, sul ruolo centrale delle autonomie locali e sul principio di sussidiarietà nel rapporto con lo Stato.
In questa prospettiva, al simbolo di Sud chiama Nord si affiancherà quello federativo dei Sindaci d’Italia.
Le apparizioni su tutti i media nazionali e le rilevazioni dei più importanti istituti sondaggistici del Paese hanno sancito l’entrata ufficiale di De Luca nell’agorà nazionale.
Come avrebbe detto il grande filosofo Cartesio: Cogito, ergo sum – Penso, dunque sono.
In politica, tuttavia, esistere nel dibattito pubblico è soltanto il primo passaggio. Il successivo consiste nel trasformare la visibilità in rappresentanza e la rappresentanza in presenza nelle sedi decisionali.
Ora il prossimo obiettivo è entrare nei Palazzi istituzionali. Il voucher è stato acquisito con l’accordo con Fratelli d’Italia. Ora si tratta di partecipare alla lotteria dei seggi. E vincerla.
Lillo Zaffino