Foto di: Antonio De Felice
Cento studenti cinesi sono attesi al Conservatorio Arcangelo Corelli. È da qui che parte la collaborazione tra Messina e Shenzhen, la metropoli cinese dell’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di allargare gli scambi dalla musica alla formazione e, soprattutto, aprire nuove opportunità economiche per il territorio.
Gli arrivi sono già programmati, anche se gli studenti devono ancora raggiungere la città di Messina. Intanto, il progetto guarda oltre il Conservatorio: tra le prospettive indicate ci sono nuovi percorsi dedicati al restauro dei beni culturali e alle scienze gastronomiche, oltre a iniziative nel turismo e nella logistica. La sfida è trasformare un’intesa nata sul terreno culturale in un’occasione concreta per Messina e le sue imprese.
A fare da ponte tra le due realtà è Antonio Wang Tianqi, da vent’anni in Italia e impegnato a costruire relazioni tra i due Paesi. «Lo scorso settembre siamo diventati partner, siamo partiti dalla musica: 100 studenti verranno a studiare qui», ha spiegato, indicando nella formazione il primo passo di una collaborazione più ampia.
L’idea è mettere in relazione le competenze tecnologiche di Shenzhen con il patrimonio storico, artistico e formativo di Messina. Tra i progetti prospettati figurano anche il restauro, le scienze gastronomiche e un’offerta turistica rivolta alla clientela cinese di fascia alta.
«Non chiediamo assistenza, offriamo investitori. Dobbiamo costruire insieme per creare dei pacchetti di cultura», ha sottolineato Wang, richiamando anche la capacità di Messina di rialzarsi dopo le difficoltà: «Messina è una città che è caduta e si è riuscita a rialzare più bella di prima».
Il Sindaco, Federico Basile, ha evidenziato il valore della missione a Shenzhen, precisando che non ha comportato costi per il Comune, perché le spese sono state sostenute dalla città ospitante. Il confronto ha permesso di conoscere una realtà all’avanguardia sul piano tecnologico, attenta anche all’ambiente e alle infrastrutture culturali.
«Abbiamo fatto dei memorandum nel 2026 per la nostra volontà di evolverci tecnologicamente», ha dichiarato Basile, sottolineando l’importanza di creare occasioni di confronto capaci di accompagnare lo sviluppo della Città. Il rapporto con la Cina si inserisce nella strategia dell’amministrazione di rafforzare le relazioni internazionali e intercettare nuove opportunità.
Sul versante economico, l’Assessore, Massimo Finocchiaro, ha richiamato l’interesse manifestato per le filiere alimentari e tecnologiche del territorio. Esistono già collaborazioni con altre realtà siciliane, tra cui Trapani, ma l’obiettivo è portare nuovi investimenti anche a Messina.
«Sono interessati alle nostre filiere alimentari e tecnologiche. Ora noi vogliamo che investano qui», ha affermato Finocchiaro. Il passaggio decisivo sarà tradurre questo interesse in progetti capaci di coinvolgere le imprese locali.
Un ruolo importante è stato svolto dal Conservatorio Corelli. Il Presidente, Egidio Bernava, ha rivendicato il lavoro compiuto per rafforzare la dimensione internazionale dell’istituzione e valorizzarne le potenzialità.
«Il Corelli è ignorato da tutti, solo il Comune ci rispetta», ha dichiarato Bernava, ricordando il percorso avviato attraverso il progetto Marco Polo. Da una collaborazione culturale si è così aperta una prospettiva anche economica e imprenditoriale. L’auspicio è che gli investimenti cinesi possano estendersi dalla musica e dal teatro alle infrastrutture e ad altri settori strategici.
Dalla cultura al commercio, la partita riguarda adesso anche le imprese. Il Presidente della Camera di Commercio di Messina, Ivo Blandina, ha manifestato interesse per le prospettive aperte dal dialogo con la Cina, indicando nell’agroalimentare, nei trasporti e nella logistica alcuni degli ambiti più promettenti.
Messina può valorizzare la propria posizione nel Mediterraneo per rafforzare i collegamenti con i mercati internazionali. In questo quadro si inserisce anche Giammoro, dove sono già in corso collaborazioni legate all’arrivo delle merci. Un riferimento concreto per ragionare sulle potenzialità del territorio, nella movimentazione dei prodotti e negli scambi commerciali.
Blandina ha richiamato anche le difficoltà legate all’intermediazione commerciale, sottolineando l’importanza di favorire rapporti più diretti tra gli operatori italiani e cinesi. La Camera di Commercio può contribuire proprio a questo: mettere in contatto le imprese messinesi con nuovi interlocutori e accompagnare il dialogo verso opportunità effettive.
La collaborazione con Shenzhen si trova adesso davanti alla prova più importante: passare dalle intese ai risultati. I cento studenti attesi al Corelli rappresentano il primo tassello già programmato; restauro, gastronomia, turismo e logistica sono invece gli ambiti sui quali si punta ad allargare il rapporto.
Per Messina, il valore dell’iniziativa si misurerà nella capacità di trasformare questa apertura internazionale in nuove occasioni per il territorio. Non soltanto studenti e scambi culturali, dunque, ma anche imprese, investimenti e collegamenti commerciali: è su questo terreno che la collaborazione con la Cina potrà dimostrare la propria utilità per la città di Messina.










