L’ Assemblea No ponte” ricorda i fatti del 1 Marzo 2025, a Messina: il corteo del “Carnevale No ponte” subiva una carica della polizia all’incrocio tra Via XXIV Maggio e Viale Boccetta, mentre si trovava in un tratto di percorso coperto dalla comunicazione fatta in Questura alcuni giorni prima. In seguito ai fatti avvenuti in quella circostanza, tre giovani furono arrestati e, successivamente, condannati (Bak a 3 anni, Andre a 2 anni, 6 mesi e 20 giorni, e Guì a 1 anno, 6 mesi e 20 giorni).
Le pratiche utilizzate nel corso di quel corteo (tra queste, le numerose scritte sui muri) generarono un acceso dibattito in città. Lo stucchevole discorso sul decoro e alcuni eccessi di perbenismo impedirono che si aprisse una serena e franca discussione sulle pratiche di comunicazione più efficaci e più in linea con il sentire dell’ampio e variegato movimento. Come “Assemblea No ponte” esprimemmo immediatamente solidarietà nei confronti di quel pezzo di movimento, convinti che non è l’ordine il registro privilegiato dei movimenti.
In questi giorni l’Europa, in particolare la Francia e la Spagna, è attraversata da movimenti che, come è normale, eccedono le norme scritte del codice penale. Non è per questo che le ragioni di quei movimenti (per strutture scolastiche più dignitose, per il diritto alla casa, contro l’utilizzo di algoritmi che irreggimentano i curricula scolastici) siano meno valide. Anzi, è proprio quell’eccedenza che li rende capaci di generare un immaginario di lotta capace di produrre risultati concreti. D’altronde, lo scorso autunno un immenso movimento ha occupato strade, porti, stazioni, palazzi istituzionali per manifestare la propria solidarietà nei confronti del popolo palestinese, vittima di genocidio, e affinché venissero presi provvedimenti concreti a carico del governo israeliano e delle sue istituzioni.
Rinnoviamo, dunque, oggi, a pochi giorni dal 21 Ottobre, data della sentenza definitiva del processo a carico di Bak, Andre e Guì, la nostra solidarietà!