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Cultura

Tradicity, Messina diventa un gioco: la città dello Stretto si racconta attraverso un party game

Presentato a Palazzo Zanca il nuovo party game ideato da Alessio Zullo e Fabio Bernardo: tradizioni, personaggi e simboli della città di Messina diventano protagonisti di una sfida per eleggere il “cittadino DOC”

Presentato a Palazzo Zanca il nuovo party game ideato da Alessio Zullo e Fabio Bernardo: tradizioni, personaggi e simboli della città di Messina diventano protagonisti di una sfida per eleggere il “cittadino DOC”

Un’idea nata quindici anni fa e concretizzata negli ultimi due. Enzo Caruso plaude all’iniziativa dei giovani ideatori, mentre Denny Napoli sottolinea il valore del progetto per i messinesi che vivono lontano dalla città.

Tradizioni, personaggi, leggende e simboli di Messina entrano in un gioco da tavolo. Si chiama Tradicity – La Fiera dello Stretto,  il nuovo party game presentato a Palazzo Zanca e ideato da Alessio Zullo e Fabio Bernardo.

Il progetto prende spunto dalle dinamiche del tradizionale “Mercante in Fiera”, ma le rielabora per trasformare la conoscenza della città di Messina in un’esperienza da condividere.

Caruso: «Un plauso a chi fa cose concrete»

Ad aprire la presentazione è stato l’Assessore, Enzo Caruso, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, in particolare del Sindaco Federico Basile e dell’Assessore Massimo Finocchiaro.

Caruso ha elogiato i giovani ideatori, soffermandosi sulla scelta di chi, dopo aver studiato fuori, decide di tornare a Messina e investire le proprie energie nella realizzazione di un progetto concreto.

L’esponente dell’amministrazione ha inoltre evidenziato il potenziale del gioco come strumento per promuovere il territorio e diffonderne la conoscenza anche oltre i confini cittadini.

«Faccio un plauso a voi che fate delle cose concrete, contrariamente a chi invece sulle tastiere fa le facce con la lingua di fuori», ha detto Caruso.

Un’idea nata quindici anni fa

A raccontare la genesi di Tradicity è stato Fabio Bernardo, spiegando che l’idea è nata circa quindici anni fa insieme a un amico ed è stata concretizzata negli ultimi due anni, anche grazie allo stimolo del socio Alessio Zullo.

L’obiettivo è «calare le persone nella tradizione della Città», portando i partecipanti dentro la cultura e l’immaginario messinese attraverso il gioco.

Il riferimento è il Mercante in Fiera, ma con una differenza sostanziale nella finalità: «L’obiettivo del gioco non è quello di vincere economicamente come il Mercante in Fiera, ma quello di essere eletti come cittadini DOC».

Tre nuove fasi di gioco

Nel corso della presentazione sono state illustrate anche le tre nuove fasi che caratterizzano lo svolgimento di Tradicity: “Primi legami”, dedicato alla distribuzione iniziale; “Piazza del mercato”, una fase di scambio narrativo e visivo; e “Destino dei cittadini”, che porta all’estrazione dei cinque finalisti.

Una struttura pensata per rendere la partita più dinamica e costruire, attraverso le diverse fasi, un percorso fatto di riferimenti alla Città.

Colapesce e le illustrazioni della fumettista spagnola

Particolare attenzione è stata dedicata alla veste grafica. Le illustrazioni sono state realizzate interamente a mano da una fumettista spagnola, con la quale gli ideatori hanno lavorato per trasferire sulla carta dettagli e peculiarità di Messina, superando anche le barriere linguistiche.

Tra le carte più amate c’è quella dedicata a Colapesce.

«La carta di cui siamo particolarmente innamorati è Colapesce, perché è stata la carta dove la fumettista si è potuta esprimere in maniera più naturale sulla sua vera essenza», ha raccontato Bernardo.

Denny Napoli e il legame con i messinesi all’estero

Denny Napoli, testimonial dell’iniziativa, ha promosso Tradicity anche in relazione alla comunità dei messinesi che vivono fuori dalla Città.

Il progetto può infatti diventare un modo per far conoscere il territorio ad amici e figli, soprattutto per chi si trova all’estero, contribuendo a mantenere vivo il rapporto con le proprie origini.

Tradicity si inserisce inoltre nel clima delle tradizioni natalizie, proponendosi come un gioco da condividere e personalizzare. Anche il dialetto diventa parte del racconto della Messinesità: tra gli esempi citati durante la presentazione c’è il termine “lattante”, che in messinese diventa “u picciriddu”.

La sfida per diventare “cittadini DOC”

Con le sue carte illustrate e le nuove modalità di gioco, Tradicity porta attorno al tavolo personaggi, tradizioni e riferimenti alla cultura dello Stretto.

Un progetto nato da un’idea coltivata quindici anni fa e diventato realtà, grazie al lavoro di Fabio Bernardo e Alessio Zullo, con una formula che punta a unire intrattenimento e identità territoriale.

E alla fine della partita il traguardo non è una vincita economica, ma la conquista del titolo che dà il nome alla sfida: “cittadino DOC”.

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