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Cronaca

Piste ciclabili Viale San Martino nel tratto compreso tra Villa Dante e Viale Europa, Cacciotto: serve una sostanziale modifica

punti critici evidenziati dal consigliere

Un mezzo dei Vigili del Fuoco “costretto” per un intervento a occupare una corsia di marcia ed un Ambulanza del 118 “costretta” per un intervento ad occupare la linea tranviaria non è una cosa NORMALE ma diventa una NECESSITÀ.
Benvenuti nel Viale San Martino ed in particolare in quella parte di viale compreso tra Villa Dante e Viale Europa dove da quasi tre anni insiste la doppia pista ciclabile che, al netto dei “favorevoli e contrari”, nel tratto di strada summenzionato ha mostrato il suo totale fallimento ma non solo.
Ad avviso dello scrivente serve una modifica sostanziale alla configurazione attuale della pista ciclabile.
 L’idea, sostenuta da tempo da residenti e commercianti della zona, è quella di eliminare una delle due corsie ciclabili per fare spazio a stalli di sosta con disco orario, anche alcuni.
 L’obiettivo è duplice: mantenere il transito per le biciclette (senza “demonizzarne” l’uso); garantire la possibilità di una sosta breve, fondamentale per le attività commerciali e per le necessità quotidiane di chi vive nel quartiere ma soprattutto per questioni di emergenza.
Attualmente, come ribadito più volte, questo tratto di strada rappresenta un paradosso viario
“Se in autostrada sei costretto a fermarti hai a disposizione la corsia d’emergenza, in questa parte di Viale San Martino invece no, non ti puoi fermare.”
Secondo il consigliere, i commercianti sono oggi “assediati” da una serie di barriere fisiche — il tram, le aiuole e la doppia pista ciclabile — che rendono quasi impossibile la fermata veloce, penalizzando drasticamente il fatturato di chi “con coraggio alza ogni mattina la saracinesca”.
In passato, ricorda il consigliere della Terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto,nonostante una petizione popolare con circa 600 firme e diverse delibere della Terza Circoscrizione, il grido d’aiuto è rimasto inascoltato da parte dell’ Amministrazione Comunale.
Secondo Cacciotto l’ Amministrazione Comunale nel caso di specie è staccata dalla realtà spacciando per visione quella che dopo tre anni è soltanto presunzione.
I punti critici evidenziati dal consigliere:
Scarso utilizzo: Dopo tre anni, le piste ciclabili risulterebbero scarsamente trafficate.
Mancanza di flessibilità: L’impossibilità di effettuare anche una semplice fermata paralizza il tessuto sociale ed economico del tratto interessato ma soprattutto anche questioni, come sopra evidenziato, di pronto intervento e di primo soccorso.
 La richiesta all’Amministrazione è quella di “tornare sui propri passi”, ammettendo che l’attuale assetto non risponde alle esigenze del territorio.
L’eliminazione di una sola corsia ciclabile rappresenterebbe, secondo Cacciotto, il giusto compromesso per coniugare mobilità sostenibile ed esigenze del territorio.
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