A Palazzo Zanca il confronto con la Consulta Roma Smart City Lab. Basile: «Non un’idea di futuro, ma i primi risultati di un percorso costruito negli anni». Il sistema sarà completato entro il 31 dicembre 2026.
Quasi quarantamila sensori già integrati, una rappresentazione tridimensionale della città sviluppata attraverso rilievi aerofotogrammetrici con una precisione di cinque centimetri e sistemi di intelligenza artificiale capaci di mettere in relazione dati differenti, elaborare scenari a sostegno delle decisioni pubbliche. Sono i primi risultati del Gemello Digitale Urbano di Messina, presentati oggi nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca durante l’incontro “Messina e la Consulta Smart City Roma: innovazione urbana a confronto”.
Il progetto, finanziato nell’ambito del PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027, sarà completato entro il 31 dicembre 2026 e rappresenta il punto di convergenza del patrimonio tecnologico costruito negli anni dal Comune. L’obiettivo è trasformare reti, sensori, piattaforme e infrastrutture già presenti sul territorio in un sistema unitario, capace di rafforzare la prevenzione, la pianificazione e la gestione dei servizi.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Federico Basile, che ha collocato il Gemello Digitale Urbano all’interno di una strategia sviluppata attraverso gli investimenti del PON Metro 2014–2020, del POC, del PNRR e, oggi, del PN Metro Plus. Un percorso fondato sulla scelta di non inseguire soluzioni isolate o tecnologie destinate a rimanere inutilizzate, ma di orientare ogni investimento al miglioramento della qualità della vita e dell’efficienza della macchina comunale.
«Oggi non presentiamo un’idea di futuro, ma i primi risultati concreti di un percorso di visione e di investimento che Messina porta avanti con determinazione da diversi anni», ha sottolineato Basile. Il sindaco ha indicato tre obiettivi centrali: rafforzare la capacità di prevenzione in un territorio complesso e fragile; assumere decisioni pubbliche trasparenti, sostenute da dati e simulazioni oggettive; valorizzare il capitale umano, mettendo dirigenti, operatori della Protezione civile, Lavori pubblici e Polizia municipale nelle condizioni di operare meglio, mantenendo la piena sovranità comunale sulle informazioni.
Il sindaco, titolare della delega alla Smart City, ha inoltre indicato la volontà politica di affiancare all’infrastruttura tecnologica un modello stabile di partecipazione e co-progettazione ispirato alla Consulta Roma Smart City Lab. L’obiettivo è coinvolgere Università, imprese, enti di ricerca, associazioni e cittadini nella costruzione della Messina Smart City, rafforzando il ruolo della città come laboratorio avanzato di innovazione pubblica e come esperienza di interesse nazionale.
Un’impostazione che chiama in causa direttamente la città e che presuppone un solido rapporto di fiducia tra amministrazione e cittadini. Un segnale in questa direzione arriva anche dai sondaggi: nei giorni scorsi il monitoraggio settimanale Tre X 1.000 di Lab21 per Affaritaliani ha collocato Federico Basile al primo posto per gradimento tra i sindaci delle quindici città metropolitane italiane, con il 57,5 per cento dei consensi.
Messina non parte da zero. Il Gemello Digitale Urbano integra e valorizza le infrastrutture realizzate attraverso progetti come Me@Smart, Me@GIS, ForestaMe, Urbanite, Cloud@Me e Full Cloud, sviluppati in ambiti differenti ma destinati ora a dialogare all’interno di un unico ambiente digitale. Il passaggio decisivo consiste nel superare la frammentazione dei sistemi e dei protocolli, trasformando una grande quantità di dati distribuiti in una conoscenza urbana condivisa e utilizzabile.
Il presidente della Consulta Roma Smart City Lab, Leandro Aglieri, ha illustrato missione, struttura e metodo di lavoro dell’organismo capitolino, sintetizzato nel passaggio “dal coinvolgimento alla co-creazione”. La Consulta riunisce Amministrazione, cittadini, imprese, associazioni, università e centri di ricerca e ne organizza il contributo attraverso tavoli dedicati ad ambiente, energia, mobilità, sicurezza, salute, turismo, cultura, trasformazione urbana, educazione e infrastrutture tecnologiche. Il confronto con l’esperienza romana ha così esteso la riflessione dalla componente tecnologica alla governance, mostrando come una Smart City richieda partecipazione, multidisciplinarità e capacità di mettere in relazione competenze, responsabilità e bisogni differenti.
Maurizio Mondello, Responsabile per la Transizione Digitale del Comune di Messina, ha illustrato l’impostazione del progetto, il percorso tecnologico costruito dall’Ente e le principali applicazioni del Gemello Digitale. Il sistema è progettato per integrare dati ambientali, meteorologici, idrici, energetici, territoriali e relativi alla mobilità, trasformandoli in uno strumento di supporto per gli uffici comunali e per chi è chiamato ad assumere decisioni.
Tra gli scenari presentati figurano il monitoraggio dell’illuminazione pubblica, con la rilevazione automatica dei guasti e l’attivazione tempestiva dei servizi competenti, e la gestione preventiva delle emergenze. In presenza di una cella temporalesca, per esempio, la piattaforma potrà mettere in relazione previsioni meteorologiche, conformazione del territorio, reti infrastrutturali e dati raccolti dai sensori, individuando un possibile rischio di allagamento e trasmettendo l’informazione al portale comunale per la gestione delle emergenze, così da consentire l’attivazione anticipata dei protocolli.
Il principio che guida l’intera architettura è quello del controllo umano: la tecnologia analizza, segnala e propone scenari, ma non sostituisce la responsabilità dei funzionari, dei dirigenti e dell’Amministrazione. Il sistema nasce per potenziare la capacità delle persone di leggere i fenomeni e intervenire con maggiore tempestività.
Nel corso della presentazione tecnica è stata illustrata anche la rappresentazione tridimensionale del territorio comunale, costruita attraverso rilievi aerofotogrammetrici con una precisione di cinque centimetri e utilizzabile anche a supporto della pianificazione urbanistica. Il traguardo è fissato al 31 dicembre 2026, dunque tra pochi mesi saranno presentati i risultati finali.
La demo live è stata condotta da Davide Calbi, PM delle iniziative progettuali rivolte al Comune di Messina. La dimostrazione ha consentito di consultare dati acquisiti in tempo reale e le relative serie storiche, mostrando come informazioni eterogenee possano essere raccolte, normalizzate e messe in relazione all’interno di un unico ambiente.
In base ai dati tecnici illustrati durante la demo, nella piattaforma risultano già integrati quasi 40 mila sensori, collegati a dispositivi che monitorano, tra gli altri ambiti, consumi e volumi della rete idrica, condizioni meteorologiche, alberature, irrigazione, flussi di persone e veicoli e sistemi energetici. Sono state mostrate l’integrazione con il portale comunale per la gestione delle emergenze, la consultazione delle serie storiche, la possibilità di selezionare una specifica area della futura mappa tridimensionale e visualizzarne le informazioni, nonché la progressiva connessione con ulteriori sistemi dell’Ente, compreso il portale delle segnalazioni.
Il cuore tecnologico del progetto sarà costituito da sistemi di intelligenza artificiale mono-agente e multi-agente, progettati per analizzare variazioni, serie storiche e correlazioni tra dati differenti, producendo raccomandazioni e report di sintesi a supporto degli operatori. L’architettura è aperta e scalabile, così da consentire nel tempo l’integrazione di nuovi dispositivi e ulteriori fonti informative.
Il professore Massimo Villari, dell’Università degli Studi di Messina, ha approfondito il ruolo delle tecnologie cloud, edge e IoT e il contributo della ricerca scientifica allo sviluppo e alla validazione dei modelli predittivi. La collaborazione tra Comune e Ateneo sarà centrale per trasformare la quantità di informazioni disponibili in strumenti affidabili, capaci di leggere fenomeni complessi e tradurli in indicazioni verificabili a supporto delle decisioni.
Una scelta strategica riguarda anche la governance dei dati. L’applicativo sarà ospitato sul Polo Strategico Nazionale, mentre i dati territoriali e i modelli di intelligenza artificiale saranno elaborati attraverso l’infrastruttura comunale Cloud@Me. Il Comune manterrà la piena proprietà e responsabilità delle informazioni, assicurando sovranità del dato, controllo pubblico e centralità della decisione umana.
Le conclusioni sono state affidate il vicesindaco Laura Castelli, con delega ai Sistemi informativi e tecnologici, che ha ricondotto il progetto a una riflessione più ampia sul rapporto tra innovazione, responsabilità pubblica e partecipazione democratica.
Castelli ha parlato di un «modello di democrazia partecipata vera, al passo con l’innovazione tecnologica», capace di rafforzare la legalità, l’etica pubblica e la qualità delle decisioni. «Siamo tutti insieme costruttori di democrazia», ha sottolineato, evidenziando come il Gemello Digitale non sia soltanto un’infrastruttura tecnologica, ma uno strumento attraverso il quale Amministrazione, Università, imprese, associazioni e cittadini possono concorrere alla conoscenza e al governo della città.
Il Vicesindaco ha richiamato il valore del lavoro tecnico sviluppato negli anni dal Comune e della collaborazione con l’Università, senza i quali questo percorso non sarebbe stato possibile. La disponibilità di dati affidabili e integrati, ha spiegato, non sostituisce la responsabilità politica, ma la rende più consapevole: offre alla Giunta e agli uffici gli elementi necessari per comprendere i fenomeni, definire le priorità e scegliere con maggiore precisione quali servizi assicurare alla comunità.
In questa prospettiva, i dati non rappresentano un elemento astratto o esclusivamente tecnico, ma diventano uno strumento di democrazia e di buon governo. La tecnologia propone e supporta; la scelta, la responsabilità e il controllo restano nelle mani delle persone e dell’Amministrazione.
All’incontro hanno partecipato anche Massimo Alessi, funzionario della Presidenza del Consiglio dei ministri e referente sul tema del Gemello Digitale, e Patrizia Tortorici, referente della Priorità 1 ed esperta dell’Agenzia digitale del PN Metro Plus, giunti a Messina per approfondire direttamente gli aspetti tecnici e operativi.
La loro presenza conferma l’attenzione istituzionale riservata a un progetto che, per dimensione, architettura e capacità di integrare sistemi differenti, presenta potenzialità e caratteristiche di interesse anche oltre il contesto locale.
Il Gemello Digitale Urbano rappresenta dunque, l’esito di una strategia pubblica costruita negli anni. Entro il 31 dicembre 2026 Messina punta a disporre di un’infrastruttura completa capace di trasformare dati e intelligenza artificiale in prevenzione, tempestività degli interventi e migliore qualità dei servizi: una città digitale parallela che aiuti chi amministra a leggere i cambiamenti del territorio e ad agire prima che una criticità si trasformi in emergenza.










