I dati sono chiari, crudi, pesanti: nel 2025 in Italia sono state 390mila le nuove
diagnosi di cancro, di cui 27mila in Sicilia, 2,3 milioni in totale nell’Unione
Europea. Si confida su prevenzione e screening, ma in prima linea rimangono
le terapie sempre più innovative e tecnologiche. In questo contesto va inserita
la moderna radioterapia, il cui ruolo innovativo nei tumori solidi in ambito
multidisciplinare è stato al centro di un convegno tenutosi al Royal Palace
Hotel di Messina.
L’evento è stato introdotto dai responsabili scientifici prof. Vincenzo Adamo,
ordinario f.r. di Oncologia Medica e consulente del Clinical Trial Center di
Oncologia dell’A.O. Papardo di Messina, il prof. Stefano Pergolizzi,
professore ordinario di Radioterapia dell’Università degli Studi di Messina e
direttore della UOC di Radioterapia Oncologica dell’AOU Policlinico “G.
Martino” e dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Messina, Giacomo
Caudo.
“Questo è il secondo evento satellite nell’ambito del Cracking Cancer Forum,
dedicato alla collaborazione tra oncologi e radio-oncologi in un contesto di
oncologia clinica, dove possono convivere diverse discipline in ottica
multidisciplinare, come la radioterapia, l’oncologia medica con le sue terapie,
la chirurgia, ed ancora altre realtà costituite dall’anatomopatologo, del
patologo molecolare e dal genetista. – dichiara il prof. Adamo – Nell’evento
si è parlato di questo, ma soprattutto del confronto e dell’approccio
convergente tra nuove terapie innovative, nelle modalità e nella tempistica,
della radioterapia attuale e futura, e le recenti acquisizioni terapeutiche e le
moderne innovazioni terapeutiche in ambito oncologico-medico come
l’immunoterapia, le terapie target a bersaglio molecolare o recettoriale che
porteranno a perfezionare ulteriormente la medicina di precisione a cui tutti
noi puntiamo”.
“L’evento mette in luce quella che dovrebbe essere la pratica quotidiana di
tutti i centri in cui si cura la patologia oncologica. Dobbiamo divulgare un
modo di operare multidisciplinare, mettendo da parte le divisioni delle varie
discipline. L’integrazione dei vari presidi terapeutici va applicata al momento
giusto a seguito di una accurata valutazione multidisciplinare verso un
trattamento mirato e personalizzato – ha approfondito il prof. Pergolizzi –
L’obiettivo è difficile da raggiungere, anche per la scarsezza di risorse, che
però trova un contraltare nella grande volontà di curare queste malattie. La
radioterapia ha ormai una storia di oltre un secolo, ma adesso è in grado di
modificare il bersaglio clinico, non solo la malattia globale, ma anche parti
piccole, integrandosi bene col trattamento con i nuovi farmaci, sia a bersaglio
molecolare che immunoterapici: questo è il presente e il futuro! I pazienti
dovranno sempre più affidarsi a una equipe piuttosto che a singoli
professionisti”.
Nella prima sessione è intervenuto in collegamento da Torino il presidente di
AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) prof. Massimo Di Maio,
sul ruolo della collaborazione tra specialisti e associazioni mediche nella
cornice del sistema sanitario nazionale, nell’ambito oncologico e
radioterapico. Un esempio è l’intenso rapporto tra AIOM e AIRO
(Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia Clinica).
“Se la collaborazione universale e multidisciplinare tra specialisti ed
associazioni mediche è necessaria per il buon esito delle cure al paziente e di
una efficace presa in carico, anche in un momento di difficoltà del sistema
sanitario nazionale, è centrale risolvere le criticità che si frappongono al buon
esito di questa collaborazione, che va inquadrata all’interno di un sistema
sanitario nazionale tempestivo ed efficiente. – ha spiegato Di Maio – Sono
quattro i livelli da attenzionare e migliorare in questo ambito: produrre
raccomandazioni e consigli, fornire attività educazionale che deve spingere
ed uniformare verso l’alto il livello delle cure, la ricerca, non solo in merito alla
integrazione tra nuovi farmaci e radioterapia, ma anche incrociando i dati che
vengono dal mondo reale, e infine, la necessità di fare fronte comune con le
istituzioni nella presa in carico. Questi aspetti sono spesso demandati alla
sensibilità dei singoli, mancando a questa forma di collaborazione un
riconoscimento ufficiale. Devono essere invece resi esito di un confronto più
sistematico, per il bene dei professionisti, ma soprattutto dei pazienti”.
L’incontro ha riunito oncologi, radio-oncologici, medici nucleari, chirurghi,
radiologi e altri specialisti impegnati nella presa in carico del paziente
oncologico, offrendo un aggiornamento multidisciplinare sulle più recenti
innovazioni della radioterapia e sulle nuove strategie terapeutiche integrate.
Al centro del confronto anche la tollerabilità dei trattamenti combinati con le
terapie sistemiche e la personalizzazione dei percorsi di cura nei diversi
tumori solidi, aspetti oggi determinanti per garantire terapie sempre più
efficaci, appropriate e orientate ai bisogni del paziente.
Presente anche il prof. Paolo Ascerto, direttore dell’unità di Melanoma,
Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative presso l’Istituto Nazionale
Tumori IRCSS di Napoli, uno dei maggiori esperti di immunoterapia a livello
mondiale. Il suo intervento ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della
immunoterapia nei trattamenti combinati.
Il meeting si è concluso con una tavola rotonda dedicata al futuro delle
terapie combinate nei tumori solidi e gli impatti sugli esiti a lungo termine.










