Applausi, abbracci, bandiere e quella sensazione, quasi palpabile, di aver scritto un’altra pagina politica destinata a lasciare il segno. Nella festa organizzata da Sud Chiama Nord per celebrare la rielezione di Federico Basile a Sindaco di Messina, il clima era quello delle grandi occasioni: non soltanto una vittoria elettorale, ma la conferma di un progetto politico che, piaccia o meno, in Città ha ormai messo radici profonde.
Sul palco si alternano dirigenti, deputati, presidenti di municipalità, volti storici del movimento. Ma il filo conduttore resta sempre lo stesso: il rapporto diretto con Messina. “Questa non è la vittoria di un uomo solo”, viene ripetuto più volte. È il successo di una squadra, di un movimento civico che dal 2018 prova a cambiare il volto di Messina e che oggi rivendica risultati concreti.
Federico Basile prende la parola tra cori e strette di mano. Il tono è quello di chi sa di avere ottenuto qualcosa di raro: una riconferma netta, costruita senza l’appoggio dei grandi partiti nazionali e con numeri che pesano. Quel 58,4% diventa il simbolo di una fiducia popolare che il Sindaco uscente — e adesso riconfermato — considera tutt’altro che scontata.
Nel suo intervento torna spesso il confronto con la Messina di prima del 2018. Una Città che, secondo il racconto del movimento, appariva stanca, abbandonata, quasi rassegnata. Da lì sarebbe iniziato il percorso politico di Cateno De Luca prima e di Basile poi. Un cammino che Sud Chiama Nord descrive come una rivoluzione amministrativa fatta di presenza sul territorio, attenzione ai quartieri e rapporto quotidiano con i cittadini.
Ed è proprio sulle Municipalità che il movimento insiste con forza. Sei presidenti eletti su sette: un risultato definito dal palco “un piccolo grande miracolo politico”. Per Sud Chiama Nord le municipalità non sono semplici articolazioni amministrative, ma il presidio concreto nei quartieri, il volto della politica a pochi passi da casa.
Uno dopo l’altro intervengono i Presidenti eletti: raccontano campagne elettorali vissute strada per strada, il lavoro “casa per casa”, le difficoltà, ma soprattutto il senso di appartenenza a una comunità politica che rivendica di essere cresciuta senza strutture tradizionali e senza apparati di partito.
Tra i passaggi più applauditi anche quello dedicato a Laura Castelli, presidente del movimento, ringraziata pubblicamente per avere creduto nel progetto e per avere affrontato battaglie considerate difficili, come quella di Milazzo. Un riconoscimento politico ma anche personale, che rafforza l’idea di un gruppo dirigente compatto e intenzionato ad allargare ulteriormente il proprio raggio d’azione.
L’onorevole Francesco Gallo guarda invece oltre i confini cittadini. Nel suo discorso sottolinea come i risultati ottenuti a Messina e in altri comuni siciliani dimostrino che il successo elettorale del 2022 non sia stato un episodio isolato. “Non siamo un caso politico, non siamo una meteora”, è il concetto ribadito più volte. L’obiettivo, ormai dichiarato apertamente, è costruire una forza civica capace di pesare anche negli equilibri regionali e nazionali.
Non mancano le stoccate agli avversari politici, accusati di avere sottovalutato il consenso costruito in questi anni attorno all’amministrazione Basile, affidate al leader , Cateno De Luca. Ma il tono generale della serata resta più celebrativo che polemico. Sul palco si parla soprattutto di continuità, responsabilità e futuro.
A chiudere l’evento è l’immagine forse più significativa della serata: dirigenti, amministratori e presidenti delle municipalità tutti insieme, stretti attorno al Sindaco riconfermato. Una fotografia che Sud Chiama Nord vuole trasformare in messaggio politico preciso: il progetto nato a Messina non intende fermarsi qui.










