La sanità pubblica, il rafforzamento dei servizi territoriali e la necessità di restituire centralità al diritto alla cura sono stati i temi al centro dell’incontro promosso dal centrosinistra a Messina, che ha visto protagonisti la candidata sindaca, Antonella Russo, l’ex ministro della Salute, Roberto Speranza e il segretario regionale del Partito Democratico Sicilia, Anthony Barbagallo.
L’appuntamento, ospitato nel Salone delle Bandiere del Comune di Messina, si è trasformato in un ampio confronto sulle criticità della sanità siciliana e, in particolare, sulle emergenze che interessano il territorio messinese: dalla carenza di personale ai pronto soccorso sovraffollati, fino all’allungamento delle liste d’attesa e alla necessità di potenziare la medicina di prossimità.
Ad aprire il dibattito è stato Anthony Barbagallo, che ha sottolineato la necessità di “creare la differenza partendo da Messina”, dimostrando come il centrosinistra possa rappresentare “un’alternativa concreta a un modello politico che ha prodotto disuguaglianze e sfiducia”.
Erano presenti, tra gli altri, il deputato regionale e vicepresidente della Commissione Sanità all’ARS, Calogero Leanza, il rappresentante dell’Ordine dei Medici ,Fabrizio Sottile, il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche, Antonio Trino, Gaetano Satullo, responsabile scientifico della rete IMA per l’infarto miocardico acuto e Giuseppe Morabito, presidente dell’Ordine tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.
Uno dei temi centrali del confronto è stato quello delle Case di comunità. Secondo Fabrizio Sottile, queste strutture rappresentano “una grande sfida” perché possono alleggerire i pronto soccorso e riportare davvero la persona al centro del sistema sanitario.
Sulla stessa linea Antonio Trino, che ha parlato della necessità di “un cambio di paradigma culturale”, spiegando come la sanità di prossimità possa garantire una presa in carico più efficace soprattutto per una popolazione sempre più anziana, dove assistenza sanitaria e assistenza sociale devono procedere insieme. Trino ha però lanciato anche un allarme: “Gli infermieri vengono spostati dagli ospedali alle Case di comunità e negli ospedali resteranno i contrattisti. Non vorrei che questo fosse un altro modo per mettere una pietra tombale sulla sanità pubblica”.
Critico anche l’intervento di Gaetano Satullo, che ha denunciato il rischio del dilagare di strutture inaugurate, ma mai realmente operative. “In molte città le Case di comunità esistono solo sulla carta – ha affermato – mentre nella sanità continua a prevalere una logica di raccomandazioni e appoggi politici”.
Giuseppe Morabito ha invece chiesto la creazione di “un tavolo permanente delle professioni sanitarie”, per garantire un confronto stabile e continuo finalizzato al miglioramento del sistema sanitario messinese.
Particolarmente duro l’intervento di Calogero Leanza, che ha accusato il governo regionale di avere trasformato la sanità in “un sistema centrato non sulla persona, ma sulle poltrone e sulle conoscenze politiche”. Leanza ha criticato la gestione regionale della sanità, denunciando liste d’attesa insostenibili e il ricorso sempre più frequente alla sanità privata: “Se non hai conoscenze politiche, oggi un cittadino è costretto a pagare centinaia di euro per una visita specialistica” .Il deputato regionale ha poi acceso i riflettori sul futuro del Centro cardiologico pediatrico di Taormina, sostenendo che vi sarebbe il tentativo di favorire altre realtà sanitarie a discapito del territorio messinese: “Faremo le barricate per difendere questa eccellenza”.
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Antonella Russo, che ha rilanciato il proprio slogan politico, “Messina è una città che si prende cura”. La candidata sindaca ha ribadito l’intenzione di rafforzare i servizi dedicati agli anziani e di istituire sportelli comunali per facilitare le prenotazioni sanitarie e supportare i cittadini nell’accesso alle cure.
A chiudere il confronto è stato Roberto Speranza, che ha riportato il dibattito sul valore costituzionale del diritto alla salute. L’ex ministro ha ricordato come la tutela della salute sia uno dei principi fondamentali della Costituzione italiana, sottolineando che “la persona deve essere curata in quanto essere umano e non in base a quanto può pagare”.
Speranza ha richiamato l’eredità di Tina Anselmi e la nascita del Servizio Sanitario Nazionale, avvertendo però che il sistema pubblico rischia oggi un progressivo indebolimento. “Se non invertiamo la rotta – ha detto – si favorirà sempre di più una sanità per pochi”.
Secondo l’ex ministro, le priorità sono tre: investire sul personale sanitario, rafforzare la medicina territoriale, integrando la sanità e i servizi sociali e fondamentale è anche il ruolo delle tecnologie digitali, considerate strumenti indispensabili per programmare meglio gli investimenti e rendere più efficiente il sistema sanitario.
Nel finale, Speranza ha lasciato un messaggio politico rivolto alla platea: “Umiltà e coraggio devono guidare la nostra azione. Umiltà nell’entrare nelle case delle persone e coraggio nel dire chiaramente chi siamo, anche quando significa andare controcorrente”.












