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Ponte, il comitato Noponte Capo Peloro, AVS, CGIL, PD e M5S promuovono una diffida al sindaco

DIFFIDANO il Sindaco di Messina, anche nella qualità di Sindaco Metropolitano, quale primo responsabile per la tutela
della salute pubblica in città

Una diffida al sindaco di Messina Basile per ricordargli i tanti rischi che il nostro territorio correrà se dovessero partire i lavori del ponte sullo Stretto.

Il comitato Noponte Capo Peloro, AVS, CGIL, PD e M5S promuovono una diffida al sindaco, il cui testo si allega, ritenendolo responsabile dei danni che la comunità ed il territorio dovessero subire a causa dell’apertura dei cantieri del ponte: danni a persone e cose che riteniamo gravissimi e certi.

La diffida verrà inviata al sindaco e per conoscenza al presidente della Regione Siciliana ed alla Prefetta dopo la raccolta firme che viene lanciata a partire da oggi e per un mese. Per il momento sarà possibile firmare solo presso “Casa Cariddi”, ex poste Torrefaro, in attesa d’individuare altri luoghi in città.

A seguire il testo della diffida inviata alle Autorità competenti:

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Oggetto: Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria – Approvazione progetto definitivo CIPESS del 6
agosto 2025 – Diffida e richiesta di risarcimento danni
I sottoscritti, componenti del Comitato No Ponte Capo Peloro e a titolo personale, in riferimento a quanto
in oggetto, espongono quanto segue.
Premesso che
• tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, con atti aventi forza di legge-provvedimento, sono stati
riesumati atti e contratti decaduti ed estinti dal 2012, relativi al progetto del ponte sullo Stretto, già allora
ritenuto gravemente carente e irrealizzabile;
• il 29 gennaio 2024 è stato approvato il parere del Comitato tecnico-scientifico sul progetto
definitivo aggiornato, con 68 raccomandazioni;
• il 15 febbraio 2024 il CDA della Stretto di Messina S.p.A., recependo tale parere, ha approvato la
Relazione del Progettista di aggiornamento al Progetto Definitivo 2011 e la documentazione necessaria al
riavvio dell’opera;
• il 26 febbraio 2024 la società ha presentato al Ministero dell’Ambiente e al Ministero della Cultura
l’istanza per l’avvio e aggiornamento di quattro procedure integrate (Valutazione di Incidenza, VIA, verifica
Piano terre e rocce da scavo, aggiornamento ottemperanze);
• il 12 aprile 2024 associazioni ambientaliste hanno depositato oltre 500 pagine di osservazioni,
segnalando gravi carenze informative;
• il 15 aprile 2024 la Commissione Tecnica VIA ha richiesto 239 integrazioni;
• il 12 settembre 2024 la società ha depositato le integrazioni, sulle quali sono state prodotte
ulteriori 600 pagine di osservazioni da associazioni, enti e soggetti privati;

• il 19 novembre 2024 è stato pubblicato il parere di compatibilità ambientale n. 19/2024, con 62
condizioni ambientali, rimandando ad una fase successiva la valutazione sull’ottemperanza delle
prescrizioni già dichiarate non rispettate dal parere VIA n. 1185/2013, e con parere negativo sulla VINCA;
• davanti al T.A.R. Lazio pendono ricorsi contro il parere n. 19/2024, promossi da associazioni
ambientaliste e dai Comuni di Villa San Giovanni e Reggio Calabria;
• il 9 aprile 2025, Il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto "report IROPI" — acronimo
inglese per Imperative Reasons of Overriding Public Interest (Motivi Imperativi di Rilevante Interesse
Pubblico) ovvero una dichiarazione essenziale ai sensi dell’art. 6, comma 4, della Direttiva europea Habitat
(92/43/CEE), che permette di aggirare la valutazione di incidenza ambientale negativa, ritenendo il progetto
del ponte sullo stretto indispensabile per motivi di salute pubblica e sicurezza, anche sotto il profilo
militare;
• anche avvero il superiore provvedimento, le amministrazioni locali di Villa S. Giovanni e Reggio
Calabria, nonché alcune associazioni ambientaliste, hanno presentato ricorso al TAR del Lazio, per eccesso
di potere, mancanza di alternative esaminate e violazione della normativa UE, denunciando bypass
procedurali e chiedendo un parere formale della Commissione Europea;
• sono stati depositati esposti alle Procure di Roma, Reggio Calabria e Messina per evidenziare
presunte illegittimità dell’iter procedurale seguito;
• uffici comunali, della città metropolitana e regionali hanno rilevato in conferenza di servizi
gravissime criticità progettuali e rischi per la salute, l’ambiente, la biodiversità e per i diritti fondamentali
dei cittadini, tutelati dagli artt. 2, 3, 9 e 32 della Costituzione;
• la Città Metropolitana di Messina – VI Direzione-Ambiente, quale ente gestore della Riserva
“Laguna di Capo Peloro”, ha espresso parere negativo, evidenziando i rischi derivanti in particolare dal
viadotto Pantano;
• la costruzione del tunnel ferroviario di collegamento al ponte espone numerosi edifici del centro
abitato di Messina a rischi di subsidenza, come ammesso dagli stessi progettisti;
• con Delibera CIPESS del 6 agosto 2025 è stato approvato il progetto definitivo del “Collegamento
viario e ferroviario fra la Sicilia ed il continente”.
Considerato che
• le osservazioni, prescrizioni e condizioni avanzate nel procedimento rendono evidente la
inadeguatezza progettuale e i potenziali impatti negativi su salute e ambiente;
• non è stato attivato il dibattito pubblico, previsto dal Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 50/2016 e
d.lgs. 36/2023) come obbligatorio per le grandi opere infrastrutturali;
• è necessario il parere della Commissione europea, essendo il progetto in contrasto con la Direttiva
Habitat (92/43/CEE) e la Direttiva Uccelli (2009/147/CE).
Tutto quanto sopra premesso e considerato, i sottoscritti
INVITANO

il Sindaco di Messina, anche nella qualità di Sindaco Metropolitano, ad assumere ogni utile iniziativa, anche
giudiziaria e in via cautelare, per contestare l’illegittimità degli atti del procedimento, comprese le leggi-
provvedimento, relativo alla realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria per contrasto
con la Costituzione e con le norme europee, nonché per denunciare le gravi carenze progettuali che
minacciano la salute dei cittadini, il paesaggio, il territorio e l'ambiente.

Si chiede altresì il coordinamento con i Sindaci di Villa San Giovanni e Reggio Calabria.

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DIFFIDANO

il Sindaco di Messina, anche nella qualità di Sindaco Metropolitano, quale primo responsabile per la tutela
della salute pubblica in città, e i destinatari in copia, dall’adottare qualsiasi ulteriore atto volto alla
realizzazione del suddetto progetto, riservandosi di agire per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali
e non patrimoniali (inclusi biologici e morali).
Si comunica che, in caso di mancato accoglimento, i firmatari si riservano di adire ogni sede, anche
giudiziaria, per la tutela dei propri diritti e interessi, inclusa la richiesta di misure cautelari a prevenzione di
danni gravi e irreparabili.

Messina, 16 Agosto 2025

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