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La Direzione Regionale Siciliana del Sindacato Sinalp motiva il SI al Ponte sullo mStretto

Potremmo tamponare la micidiale emorragia di Siciliani, giovani e meno giovani, che negli ultimi 20 anni circa hanno lasciato la loro terra

A seguire la lettera aperta al presidente della Regione Schifani dalla Direzione Regionale Siciliana del Sindacato Sinalp :

Pochi ponti, a livello internazionale, sono diventati simboli dei luoghi che li ospitano, per le
emozioni che esprimono guardandoli o attraversandoli, e per la loro iconica Architettura.
Ne è un tipico esempio il Golden Gate Bridge di San Francisco, che oltre ad essere un
capolavoro tecnologico degli anni ’30, è diventato il simbolo stesso della città.
Il Ponte di Brooklyn, che non è solo un ponte sospeso, ma rappresenta l’ntera America e
la sua storia.
Altro iconico esempio è il Ponte di Öresund, che unisce la Danimarca e la Svezia, due
Nazioni che grazie ad esso oggi sono concretamente unite culturalmente, dando vita ad
un unicum sociale ed economico impensabile fino a qualche anno fa.
Il Ponte di Messina si affida alla logica dell’ingegneria più moderna con la luce sospesa
più lunga al mondo, la resistenza a venti e terremoti, con un impalcato largo 60 metri, due
torri alte 399 metri, e si candida a pieno titolo come nuova icona mondiale.
L'intero progetto è orientato alla prestazione unica ed inimitabile, al superamento dei limiti
tecnici, dimostrando la genialità tecnologica del mondo occidentale e candidandosi come
la nuova icona della tecnologia mondiale.
Questo ponte è italiano, è siciliano, è calabrese, un’opera che unisce due territori, due
regioni, che da sempre sono state culturalmente amiche ed alleate fin dagli albori della
storia.
Ma dietro questo momento storico per l’Italia intera, si è già scatenata la campagna “NO
PONTE”, espressione di una cultura Luddista intrisa da un ecologismo esasperato, a
senso unico, ed ideologico che ha un solo obiettivo; il NO ad ogni forma di sviluppo
tecnologico, qualsiasi ne siano, la necessità, l'esito, ed i benefici sociali, economici ed
ambientali.
Questa “cultura” del No vede con sospetto ogni progetto, ogni iniziativa, ogni tentativo di
migliorare il sistema Nazione.
Questo agire è sostanzialmente ostativo allo sviluppo del sud italia e costituisce un
problema per l'intera Nazione, perchè ormai è certo che se il sud non cresce o peggio
muore, trascinerà nella distruzione l’intera Italia, e lo hanno capito anche quei
personaggi politici che nei decenni passati gridavano “prima il nord”.
Assistiamo a NO alla Centrali a Carbone perchè inquinanti; No OGM; No alla Centrali
Nucleari perchè c'è il rischio di fughe radioattive; No alle petroliere perchè ogni tanto
naufragano, No alle Centrali Idroelettriche perchè i bacini che le alimentano
sommergono le valli, No all'estrazione di petrolio nel territorio nazionale; No agli
inceneritori dei rifiuti perchè solo la Germania li sa costruire senza inquinare, per poi
scoprire che questi inceneritori teutonici sono stati realizzati anche da imprese italiane; No
ai metanodotti perchè potrebbero avere delle perdite ed inquinare il territorio; No

all’estrazione del Gas dal fondo del mare al largo delle coste della Sicilia e nell'Adriatico,
cosa che fanno invece le Nazioni dal lato opposto alle nostre coste, anche se questo ci
permetterebbe di avere meno petroliere in giro e meno centrali a carbone; No TAV; No
pedemontana; e tantissimi altri No, solo e soltanto NO, ed oggi anche No Ponte.
In definitiva questi movimenti del sempre e solo No di fatto rinnegano la scienza, la
tecnica, la modernizzazione, il mercato.
Una regressione sociale e culturale inquietante e pericolosa, soprattutto in Europa ed in
Italia, che ci fa rinnegare tutte quelle scelte che invece ci hanno condotto al benessere
materiale, sociale ed economico che conosciamo e nel quale viviamo.
Mentre, paradossalmente, le Nazioni che fino a ieri erano identificate come Terzo Mondo,
si stanno affrancando dalla condizione di povertà nella quale vegetavano, abbracciando
proprio quelle scelte e dicendo fortemente “SI” alle stesse cose alle quali questi
movimenti di varia sinistra dicono “NO” a scienza, tecnica, modernizzazione,
mercato, sviluppo.
La Direzione Regionale Siciliana del Sindacato Sinalp a nome del suo Segretario
Andrea Monteleone ed il Dirigente Regionale Andrea Tomarchio, si congratula con il
Governo Meloni per aver avuto l'immenso coraggio ad affrontare la pubblica opinione
espressa da questa minoranza luddista composta da varie sigle ed organizzazioni aderenti
a vario modo all'arcipelago di sinistra.
Vero è che il sistema viario su strada e su rotaie presente in Sicilia ed in Calabria è in
pessime condizioni ed il Ponte da solo non migliorerebbe la viabilità di queste regioni.
Ma è altrettanto vero che il Ponte sarà uno stimolo non rinviabile
all'ammodernamento dell'attuale sistema viario.
Tant'è che già le due regioni si sono attivate approvando diversi progetti di
ammodernamento e miglioramento del sistema.
La Regione Siciliana ha già approvato ed avviato tantissimi cantieri stradali e ferroviari, il
Governo Schifani con l'Assessore alle infrastrutture On. Alessandro Aricò ha già
dato il via all'ammodernamento dell'intero sistema affinchè il Ponte non sia la solita
“cattedrale nel deserto”, e di questo non possiamo che ringraziare la lungimiranza di
questo Governo per aver compreso la necessità di dare il via ad una nuova stagione di
crescita economica e lavorativa dei Siciliani.
Solo così facendo potremmo tamponare la micidiale emorragia di Siciliani, giovani e
meno giovani, che negli ultimi 20 anni circa hanno lasciato la loro terra.

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