A settant’anni dalla Conferenza di Messina, svoltasi nel giugno del 1955 alla presenza dei sei ministri della Ceca, promossa dal Ministro degli Esteri italiano, il messinese Gaetano Martino, che diede avvio con la “Risoluzione di Messina” al processo d’integrazione europea, tutti si chiedono che cos’è oggi l’Europa, dov’è arrivata, quali obiettivi ha raggiunto, quali si propone ancora oggi di raggiungere di fronte alle sfide non facili a cui questo futuro la proietta?
Per celebrare ancora una volta questo evento e per dare una risposta a queste domande, si è svolto nel Salone delle Bandiere un Incontro-dibattito “L’Europa che si unisce vola”, promossa dal Parlamento Europeo con una partnership istituzionale ed associativa formata: dall’Istituzione Europea, il Comune di Messina, il Movimento Europeo, il Circolo “Palombella”, in collaborazione con l’Associazione Antonello da Messina (Roma-Messina). L’incontro, moderato da Massimo Palumbo (Circolo La Palombella), è stato un videocollegamento, aperto alla stampa, tra il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca e il Parlamento Europeo in videoconferenza.
Il motto di questa rievocazione è “l’Europa che si unisce vola“, è proprio attorno a questo motto che si sviluppano gli interventi del presidente Metsola che, non è potuta intervenire direttamente all’incontro, ma di cui è stato letto un messaggio, e del sindaco Basile, che ci tiene a ribadire, ancora una volta, che questa non deve essere solo una commemorazione, ma un auspicio per un futuro di unità e Messina vuole essere uno degli attori protagonisti, passando dal Parlamento Europeo.
A ricordare lo spirito e i valori della conferenza di Messina, Virgilio Dastoli, presidente della sezione italiana del Movimento Europeo.
Pina Picerno, vicepresidente del Parlamento Europeo, continua: non è più bastevole un’unità di merci, ma vogliamo che l’Europa sia vista come una comunità politica, con un’unità d’intenti. Un’Entità che non sia sottoposta a ricatti, e invito il Sindaco a incoraggiare i cittadini a non cedere al disimpegno. L’Unione europea è quello che noi la facciamo essere, è quello per cui noi tutti ci dobbiamo impegnare, rendendoci conto della difficoltà che sorgerebbero a staccarci da questa entità.
Sono intervenuti, quindi, i deputati europei: Salvatore De Meo, Giuseppe Lupo, Giuseppe Milazzo, Leoluca Orlando, Giusi Princi e Ruggero Razza. Tutti loro hanno invocato l’unità dell’Europa, guardando al percorso compiuto da Martino e dagli altri deputati con lui, abbandonando il concetto personalistico della nazione e confidando nell’entità unica che è l’Europa.
Il dialogo si è animato quando l’on. Orlando ha introdotto il tema dell’accoglienza dei migranti, e a seguirlo la On. Princi che ha posto l’accento sulle tematiche: inclusione, accoglienza, diversità, importanza di una comune politica estera. Per rispondere e difenderci dalla competitività con i grossi “talenti“, dobbiamo rispondere attraverso i vari partenariati. Messina, quindi, diventa un metodo di scelte condivise.
Interviene, quindi il deputato Ruggero Razza, su posizioni talvolta contrapposte e, apparentemente, non molto favorevole ad una visione europeista, vedendo gli attuali tentennamenti dell’Europa di oggi, dobbiamo per forza, ribadisce, fare riferimento allo spirito della Conferenza di Messina. Oggi si vede nell’Europa un grande gigante burocratico, che mette ostacoli alle aziende e ai cittadini. L’Europa, in questi anni, non si è mai occupata di ciò che gli succedeva attorno, non ha investito nella sua difesa ed è diventata un gigante burocratico. Se l’Europa non si sa reinventare, rischia di essere schiacciata e dimenticata. L’importante è assumere decisioni, anche se appaiono divisioni. Deve diventare un’Europa che non affronta le cose con un approccio ideologico, ma concreto.
A portare il suo saluto conclusivo la presidente dell’associazione “Antonello da Messina”, Milena Romeo.











