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Sequestrate dai Carabinieri due sale operatorie del Reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale “Papardo”. Note di Antonio De Luca e Codacons

A seguito di querele presentate, dal settembre scorso, dai familiari di alcuni pazienti che, sottoposti a intervento di cardiochirurgia presso l’ospedale, erano deceduti a distanza di pochi giorni

A Messina, i Carabinieri del NAS di Catania e della Compagnia Messina Centro hanno eseguito il decreto di sequestro, emesso dal GIP del Tribunale di Messina, su richiesta conforme della locale
Procura della Repubblica, di due sale operatorie del Reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale “Papardo”.Il provvedimento scaturisce dagli accertamenti condotti, su delega dell’Autorità Giudiziaria, dai Carabinieri, a seguito di querele presentate, dal settembre scorso, dai familiari di alcuni pazienti che, sottoposti a intervento di cardiochirurgia presso l’ospedale, erano deceduti a distanza di pochi giorni dall’operazione per infezioni tipicamente ospedaliere.In particolare, dalle verifiche, effettuate anche con il supporto di consulenti tecnici, è emerso che i
decessi relativi alle denunce si inserivano in un novero più ampio di casi analoghi avvenuti nel menzionato reparto sanitario, ai danni di pazienti sottoposti a interventi di varia natura, a cui erano
state installate valvole cardiache o bypass coronarici.
A seguito delle verifiche condotte, sono state inoltre rilevate numerose criticità in termini di salubritàdegli ambienti operatori, con il superamento delle soglie di rilievo della presenza di agenti patogeni e altri microrganismi.Si evidenzia che il provvedimento è stato emesso sulla scorta di elementi indiziari acquisiti in fase di indagine preliminare. Pertanto, per tutti gli indagati trova applicazione il principio di presunzione di non colpevolezza, fino al giudizio davanti al giudice terzo ed imparziale, nel contraddittorio fra le
parti, che potrà concludersi anche con il riconoscimento della estraneità degli indagati rispetto ai fatti contestati.

Una nota deldeputato messinese, Antonio De Luca, Capogruppo all’ARS del MoVimento 5 Stelle:

 “Il sequestro di oggi di due sale operatorie del reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale Papardo, conferma che i decessi avvenuti nei mesi scorsi necessitano di avere adeguati approfondimenti e urgenti verifiche da parte dell’autorità giudiziaria e da parte dell’Assessorato alla Salute.

Bisogna adesso fare piena luce su queste morti sospette che pare siano state causate da infezioni contratte dopo aver subito degli interventi chirurgici nel reparto in questione e ripristinare al più presto le ordinarie condizioni di sicurezza. Mi auguro che presto venga fatta chiarezza e invito il Presidente Laccoto a calendarizzare al più presto la mia richiesta di audizione urgente in commissione Sanità all’Ars, ove ascoltare l’Assessore alla Salute Giovanna Volo e i vertici dell’ospedale Papardo affinché si comprendano le ragioni di quanto accaduto, si accertino le eventuali responsabilità e si garantiscano le migliori condizioni di lavoro agli operatori sanitari e soprattutto ai pazienti”.

 

CODACONS CHIEDE VERIFICHE IN TUTTE LE STRUTTURE PUBBLICE E PRIVATE  DELL’ ISOLA
Messina/ Grave preoccupazione del Codacons per il sequestro delle due sale operatorie del reparto di cardiochirurgia dell’Ospedale Papardo di Messina da parte dei Carabinieri del NAS di Catania. L’intervento, scaturito dalle querele dei familiari di pazienti deceduti a seguito di infezioni ospedaliere, solleva interrogativi inquietanti sulla sicurezza delle strutture sanitarie e sulla tutela della salute pubblica.

Secondo quanto emerso, i decessi sarebbero stati causati da infezioni post-operatorie, in un contesto di “numerose criticità in termini di salubrità degli ambienti operatori con il superamento delle soglie di rilievo della presenza di agenti patogeni e altri microrganismi”. Una situazione intollerabile che non può essere limitata al singolo ospedale ma richiede verifiche su scala regionale e nazionale per garantire la sicurezza dei pazienti”, afferma il  CODACONS

Il Codacons chiede all’Assessorato regionale alla Salute e al Ministero della Salute di avviare immediatamente un’indagine ispettiva non solo sul caso del Papardo, ma anche sugli standard di igiene e sicurezza di tutte le strutture ospedaliere pubbliche e private della Sicilia. “È indispensabile accertare le responsabilità, adottare misure correttive immediate e implementare sistemi di controllo più rigidi per prevenire simili tragedie in futuro”.

L’associazione è pronta a fornire assistenza legale gratuita ai familiari delle vittime e invita chiunque abbia subito danni analoghi a contattare gli sportelli del Codacons per valutare eventuali azioni risarcitorie. “La salute è un diritto inviolabile e non può essere messa a rischio dall’inefficienza delle strutture sanitarie,” conclude il CODACONS

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