Riceviamo e pubblichiamo l’opinione del Prof Aldo Ficara sul caso della Senatrice Dafne Musolino
Sono sempre più numerosi i commenti a sfondo sessista che si concretizzano in attacchi contro i diritti di genere, la sessualità e il diritto d’espressione. In particolare sono irricevibili gli insulti di carattere “morale” che bollano la donna come immorale o “prostituta”, che la classificano per il modo di vestire o per la sua vita sentimentale. A partire dalla presa di posizione di queste donne contro la discriminazione di genere, la parità tra i sessi e soprattutto contro la libera espressione delle proprie scelte politiche. In sostanza, si aggredisce la donna che si presenta come autonoma e libera nelle proprie scelte, o perché la stessa si esprime a favore della soluzione di problemi che investono il territorio in cui opera. Una vera e propria catena di montaggio dell’odio, che mette insieme idee, comportamenti, identità, scelte che rappresentano i diritti e le libertà delle persone, per farle oggetto di pubblico ludibrio e di discriminazione violenta. Preoccupa, e non poco, che queste forme d’espressione, che portano con sé un’inclinazione verso la negazione dei diritti fondamentali, trovino spazio per diffondersi e raccogliere proseliti, nel sistema dei media e dei social, sempre pronti a dare ampio eco e diffusione a queste azioni degradanti e socialmente pericolose. Forme d’espressione che sono indifferenti alle conseguenze che questa visibilità può provocare nel grande pubblico e, più in generale, sull’impalcatura morale di questa società. Per queste ragioni da tempo la Silicon Valley dello Stretto attraverso le sue costruzioni tecnologiche ( vedi “Superobotcamerierə” ) si batte da sempre per la parità di genere nello studio delle discipline STEM. Oggi dopo gli ultimi trascorsi verbali, si vuole dare totale solidarietà alla Senatrice messinese Dafne Musolino.










