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Palestina: I GRANT YOU REFUGE mostra fotografica a Messina

Essere palestinesi è una storia intrecciata di resilienza, dolore e speranza. Ogni fotogramma catturato porta il peso di una nazione che lotta per la giustizia e la pace.

“I GRANT YOU REFUGE” è una mostra fotografica collettiva che si propone di dare voce e visibilità alle sofferenze e alle atrocità che il popolo palestinese sta subendo, nel silenzio assordante dei media occidentali, grazie alle straordinarie immagini fornite da sei fotografi della Striscia di Gaza (Jehad Al-Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, Saeed Jaras, Shadi Al-Tabatibi), in rappresentanza delle decine di fotoreporter che vivono e lavorano nella zona, come testimoni oculari di uno dei conflitti più devastanti del nostro tempo.

Il titolo della mostra trae ispirazione dall’omonima poesia della scrittrice e poetessa palestinese Hiba Abu Nada, uccisa nella sua casa nel sud di Gaza da un raid israeliano il 20 ottobre 2023. La mostra arriverà in città il 6 maggio su iniziativa del Coordinamento Messina-Palestina in collaborazione con l’ Assemblea per la Palestina di Milazzo.

Ad accogliere le tavole fotografiche è la Mondadori Bookstore – libreria Ciofalo che la ospiterà sino al 15 maggio, la giornata internazionale della Nakba, quando la voce di storici, giornalisti, attivisti arabi e palestinesi racconteranno l’inizio del progetto di genocidio palestinese nella prossimo incontro pubblico del Coordinamento.

L’inaugurazione è fissata alle ore 18:00 di mercoledì 6 maggio alla Mondadori con collegamento via web con il curatore, il fotografo e filemaker, Paolo Patruno e il fotografo uno dei fotografi fuoriusciti dalla Striscia di Gaza.

L’ingresso è gratuito e secondo gli orari della libreria sita via Consolato del Mare, 35.

“Essere palestinesi è una storia intrecciata di resilienza, dolore e speranza. Ogni fotogramma catturato porta il peso di una nazione che lotta per la giustizia e la pace. I fotografi documentano non solo la distruzione, ma anche lo spirito inflessibile del popolo palestinese, i bambini che giocano tra le macerie, la forza silenziosa delle madri e la fermezza di una comunità che si rifiuta di essere spezzata.

Essere un giornalista a Gaza non significa solo avere una macchina fotografica, significa rischiare finanche la propria vita per mostrare al mondo la verità. I fotografi non sono immuni alla violenza che documentano, stando quotidianamente sulla linea di fuoco, sono presi di mira proprio come le persone tra cui si trovano.

Ogni clic delle loro macchine fotografiche potrebbe essere l’ultimo, ma continuano nel proprio lavoro perché le loro storie, le loro voci e la loro esistenza contano. Attraverso i loro obiettivi, si sforzano di preservare la verità e l’umanità, sperando che le immagini possano rompere le barriere dell’indifferenza e accendere la solidarietà.

A Gaza, dove la vita e la morte sono spesso separate da singoli istanti, questi fotografi non scattano solo foto, le vivono. Ogni scatto è un battito cardiaco, ogni immagine è una testimonianza. Queste storie, crude e senza filtri, devono essere condivise per ricordare al mondo le lotte, i sacrifici e la speranza incrollabile di ogni fotoreporter, di ogni palestinese.”
(di Shadi Al-Tabatibi)

Con l’allestimento della mostra continua la mobilitazione a supporto delle flottiglie e per la vliberazione immediata di Saif Abkeshek e Thiago Avìla, la cui detenzione è stata prorogata, senza formalizzazione di accuse, mettendo in atto la detenzione amministrativa, ovvero la mano del torturatore per contenere i sussulti di vita nell’apartheid palestinese e ora nel piano finale genocidario. dopo presidio del 30 aprile si terrà un presidio fisso in Piazza Cairoli tutti i sabati dalle 19:00 alle 20:00 in supporto delle flottiglie partite e in partenza per Gaza. campagna contro la pena di morte e per la fine della detenzione amministrativa in Palestina, per la liberazione dei prigionieri

13 maggio arrivo della Freedom Flottila : 100 città -100 barche

15 maggio 78esimo anniversario della Nakba, “la catastrofe” in lingua araba che dà avvio alla pulizia etnica subita dalla popolazione palestinese autoctona con la fondazione dello Stato di Israele nel 1948.

Incontro pubblico con interventi internazionali

Spazio SARAJ Via Carlo Citarella, 31

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