Avviato studio del PD su condizioni di servizi e lavoratori nelle zone portuali siciliane «Siamo partiti da Messina – dichiara Domenico Siracusano, Responsabile regionale al Lavoro del PD Sicilia – per la straordinarietà di un’area che deve garantire i collegamenti tra la Sicilia e il resto del Paese.
Nell’area dello Stretto ferrovieri e marittimi realizzano già quel “collegamento stabile” tra le due sponde che il centrodestra di governo vorrebbe delegare ad un’opera inutile e dannosa come il ponte». Il principale collegamento quello realizza, anche ai sensi di legge, il servizio “continuità territoriale” con Villa San Giovanni è svolto in via prioritaria dalle società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane: RFI, per il trasporto dei treni, e Blujet, per il trasporto veloce dei passeggeri. Mentre per il gommato operano il vettore pubblico Bluferris ed i privati del Gruppo Caronte & Tourist. Liberty Lines gestisce invece la rotta passeggeri “commerciale” verso Reggio Calabria, aggiudicataria di un appalto del Ministero dei Trasporti.
Lo studio avviato dal PD evidenza alcune preoccupanti indicazioni. Innanzitutto è del tutto evidente come la qualità dei servizi percepita si abbassa in relazione all’importanza dei servizi. In particolate, il focus su Blujet, che è chiamata a garantire il servizio essenziale di continuità sullo Stretto di Messina, evidenzia fortissime criticità. «Le condizioni di viaggiatrici e viaggiatori sono davvero precarie – spiega Roberto Saia, Responsabile Provinciale al Lavoro PD Messina – e non basta il lifting di qualche seduta sulle navi: l’accesso agli imbarcaderi di Villa San Giovanni è complicato per anziani e per persone con disabilità costrette ad un percorso ad ostacoli prima di raggiungere il proprio posto sulle imbarcazioni che, tra l’altro, sono spesso soggette a guasti e a malfunzionamenti, dovuti all’usura nonostante costosissimi piani di manutenzione, che – chiosa Saia – stiamo approfondendo».
Ma è sulle condizioni dei lavoratori che i dati si fanno più allarmanti. «Lasciamo sullo sfondo la disparità contrattuale che vede i dipendenti di Blujet avere un contratto di lavoro differente dai colleghi di RFI che svolgono stessi servizi per lo stesso gruppo ferroviario. Dallo studio emerge un dumping salariale tra i lavoratori assoggettati al CCNL Unico Industria Armatoriale. Avere il contratto di lavoro dei marittimi sullo Stretto di Messina significa – spiegano Siracusano e Saia – avere un
trattamento fortemente diseguale. Mentre per i lavoratori di Caronte & Tourist e Liberty Lines sono state applicate indennità e altre forme di incentivazione, valutando le particolari condizioni del servizio, i lavoratori di Blujet rimangono al palo con una differenza salariale che può superare anche i 500 euro al mese».
«Siamo di fronte ad una situazione inaccettabile – continuano gli esponenti dem – , con il paradosso per cui lavorare per il pubblico è meno conveniente di farlo per il privato, a cui occorre porre immediatamente rimedio anche in relazione a bilanci aziendali, quelli di Blujet, che ha un trasferimento annuo di quasi 15
milioni da RFI. Impensabile che non si trovino i soldi per migliorare le condizioni dei lavoratori, se vero che Liberty Lines è riuscita ad attivare le indennità del salario accessorio a fronte di un appalto di circa 38 milioni in 4 anni – quindi intorno ai 9 milioni e mezzo all’anno».
«Per il Partito Democratico è inaccettabile che lavoratori che svolgano lavori identici nel medesimo contesto siano soggetti trattamenti così differenziati chiederemo alla nostra deputazione – conclude Siracusano – di valutare anche interventi in sede parlamentare regionale e nazionale».











