Lunedì 3 giugno stop dei dipendenti contro riorganizzazione e taglio degli uffici. La mobilitazione è stata promossa da Slc Cgil e Uil.
Tagli agli organici, distacchi, pressioni sui lavoratori sono le conseguenze della privatizzazione in atto, alla quale Slc e Uilcom rispondono con un fermo no, e la richiesta che Poste rimanga in mano pubblica, per continuare a perseguire il proprio ruolo sociale. “La più grande azienda del Paese – conclude la nota – deve garantire democrazia e pluralismo. Si smetta di mortificare il confronto e uccidere il dissenso nelle relazioni sindacali”.










