Lunedì 18 settembre, dopo una lunga anticamera, L’amministratore della SdM Piero Ciucci ha finalmente
concesso udienza al Sindaco di Messina, fissando anche un successivo confronto entro pochi giorni,
addirittura nella città dello Stretto. Dopo le foto di rito, Ciucci ha anche predisposto un comunicato in cui, a
scanso di equivoci, ha testualmente scritto: “Il progetto definitivo è in corso di aggiornamento, ma gli aspetti
principali, posizionamento delle strutture del ponte e collegamenti a terra, sono immutati”.
E allora, traducendo: i giochi sono fatti, caro Sindaco, stiamo definendo i dettagli, ma il piatto e’ servito, rien
ne va plus! Ha aggiunto anche Ciucci che il progetto avrebbe accolto le “istanze del territorio”.
Se è così, che senso hanno avuto le 14 pagine di accorato appello consegnate il 17 aprile 2023 alle
Commissioni riunite trasporti e ambiente della Camera dei deputati dal Sindaco di Messina, replicate nella
relazione annuale al Consiglio Comunale dello scorso 29 agosto? E perché mai avrebbe dovuto scriverle quelle
14 pagine il Sindaco di Messina se le “istanze del territorio” erano già state accolte?
Ma cosa ha scritto, ripetutamente, negli scorsi mesi il Sindaco di Messina?
Ha scritto a chiare lettere, in grassetto per l’esattezza, che Messina “non può essere esclusa dalla governance,
per ogni fase, sino alle fasi gestionali”. La risposta che leggiamo oggi è che sarebbe consentita la
partecipazione a periodici tavoli tecnici, da tenersi a Messina invero, così magari pagheremo noi il pranzo ed
i coffee break.
Ha scritto il Sindaco che Messina non potrà essere bloccata per venti anni nei suoi progetti di sviluppo, che
non può bloccare la propria scelta di futuro in tema di turismo, ambiente, sviluppo commerciale e viario.
Ha ricordato il Sindaco che manca al progetto la procedura di impatto ambientale che riguarda un territorio
così importante, con fondate preoccupazioni sulle incidenze che comunque si avranno dai lavori.
Ha sottolineato il Sindaco l’enorme prezzo da pagare per la Riserva di Capo Peloro e gli impatti rilevanti sulle
aree ZPS.
Ha ripreso più volte il tema degli espropri che riguarderebbero terreni e fabbricati da nord a sud.
Un elenco lunghissimo a cui l’impassibile Ciucci ha risposto laconicamente: “il progetto è quello, giusto
qualche piccolo aggiornamento, gli scavi ed i collegamenti a terra restano immutati”.
Traduciamo, non disturbare il manovratore, ma prendiamoci un caffè.
A tutto questo noi non ci stiamo, e siamo certi che anche il Sindaco non potrà starci.
Rinnoviamo l’invito al Sindaco di coinvolgere la Città, anche attraverso un dibattito che coinvolga il Consiglio
Comunale: a proposito, ma che fine ha fatto la Commissione “ponte”?












