Il segretario provinciale del Pd: «Reggio deve diventare realmente lo scalo di riferimento anche per Messina. Sull’aeroporto del Mela servono risposte definitive, non un altro tormentone»
MESSINA – La paralisi dell’aeroporto di Catania causata dalla cenere dell’Etna, con centinaia di voli cancellati o riprogrammati e migliaia di passeggeri dirottati verso altri scali, ripropone con forza il tema dei collegamenti aerei della provincia di Messina.
«In questi giorni si è arrivati a dirottare voli e passeggeri verso Palermo, Trapani e persino Lamezia Terme. Reggio Calabria sembra essere rimasta sostanzialmente fuori dal piano di emergenza. Non vogliamo pensare che chi ha gestito l’emergenza non abbia valutato questa possibilità: sarebbe una doppia beffa. La domanda, semmai, è se oggi l’aeroporto dello Stretto sia effettivamente nelle condizioni di assorbire una quota significativa di traffico aggiuntivo. Se non lo è, questa emergenza ci dice con ancora maggiore chiarezza cosa bisogna fare», dichiara il segretario provinciale del Partito Democratico di Messina, Armando Hyerace.
Per Hyerace la priorità è quindi potenziare definitivamente l’aeroporto di Reggio Calabria e renderlo realmente accessibile e funzionale anche per la provincia di Messina.
«Per Messina, Taormina, la zona ionica e le Eolie, Reggio rappresenta uno sbocco naturale. Perché lo sia davvero servono più voli, capacità operativa e soprattutto collegamenti rapidi e integrati attraverso lo Stretto. La collaborazione istituzionale avviata tra Messina e Reggio Calabria, alla buon’ora, deve misurarsi innanzitutto su questo obiettivo concreto».
La Regione siciliana ha attivato oltre cento corse straordinarie di autobus, treni speciali sulla tratta Palermo-Catania e la gratuità dei collegamenti ferroviari ordinari da Palermo per i passeggeri dirottati sul capoluogo. Tutte le misure riguardano il versante occidentale dell’isola.
«La provincia di Messina è tra le aree che pagano il conto più alto, perché agosto è il mese di picco degli arrivi su Taormina, sulla costiera ionica e sulle Eolie. Quando Catania si ferma, anche il nostro territorio resta scoperto. La soluzione naturale per chi arriva qui si chiama aeroporto dello Stretto».
Nei giorni scorsi l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò ha spiegato che neppure Comiso, pur essendo il più vicino a Catania, può fare da alternativa, perché non è dimensionato per assorbire quel traffico. Proprio per questo la Regione ha annunciato nuovi investimenti su quello scalo.
«Se uno scalo vicino resta inutilizzabile perché nessuno lo ha mai messo in condizione di reggere certi numeri, la conclusione è che va potenziato. Vale per Comiso e vale per Reggio Calabria, con la differenza che di Reggio non parla nessuno. Non è una fatalità: è il risultato di anni in cui sull’aeroporto non si è investito».
L’emergenza di Fontanarossa ha riportato nel dibattito anche l’ipotesi di realizzare un aeroporto nella Valle del Mela.
«Non abbiamo pregiudizi. Non possiamo però trascinare per anni un dibattito senza arrivare a una conclusione. Se Catania e Reggio Calabria venissero adeguatamente potenziati e collegati con Messina, la necessità di costruire un terzo aeroporto potrebbe anche non esserci. Se invece si ritiene che l’aeroporto del Mela sia strategico, se ne verifichi seriamente la fattibilità. E se non esistono le condizioni tecniche per realizzarlo, lo si dica altrettanto chiaramente. Messina ha bisogno di infrastrutture e collegamenti, non di un nuovo tormentone destinato a produrre anni di immobilismo».
«L’obiettivo deve essere semplice: garantire finalmente alla provincia di Messina un sistema di collegamenti aeroportuali efficiente, stabile e capace di reggere anche le emergenze. Potenziare davvero Reggio Calabria è oggi la strada più immediata e concreta da cui partire».










