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L’ Acr Messina rischia di affondare

Dalla società arrivano conferme sul mancato pagamento dei contributi  ai giocatori che andava effettuato entro la mezzanotte del 17 febbraio

MESSINA – Un brusco e doloroso risveglio per la Messina calcistica. La gestione societaria del club peloritano continua ad accumulare ritardi ed errori che rischiano di compromettere irrimediabilmente la stagione. Dalla società sono arrivate le conferme ufficiali del mancato pagamento dei contributi ai calciatori, la cui scadenza era fissata entro la mezzanotte di lunedì 17 febbraio.

Il gruppo lussemburghese di Aad Invest Group si appresta ora a diramare una nota ufficiale per spiegare le ragioni dell’inadempienza. Secondo le prime indiscrezioni, la proprietà motiverà il ritardo parlando di fondi ancora bloccati a causa delle note vicissitudini giudiziarie legate al fallimento del Deinze in Belgio. Giustificazioni che tuttavia non eviteranno il pugno di ferro della giustizia sportiva.

La conseguenze per la classifica dei giallorossi si preannunciano pesantissime. La nuova proprietà attende infatti un’imminente penalizzazione che dovrebbe oscillare tra i 4 e i 6 punti di minusvalenza. Un macigno che rischia di affossare la corsa verso la salvezza nel campionato di Serie C, vanificando quanto di buono fatto finora sul rettangolo di gioco.

L’inadempienza finanziaria brucia ancora di più se si guarda al momento della squadra. L’entusiasmo dei tifosi e della città era tornato a salire grazie ai recenti risultati positivi sul campo, che sembravano fare da eco alle rassicurazioni e ai piani annunciati dall’amministratore delegato Doudou Cissé e dal presidente Stefano Alaimo.

Il mancato rispetto dei termini ha fatto piombare nello sconforto non soltanto la curva e la tifoseria più passionale, ma l’intero ambiente cittadino, a partire dalle istituzioni locali che stavano seguendo con apprensione l’evoluzione della trattativa societaria.

A questo punto la strada verso la permanenza in categoria si fa tremendamente in salita, trasformando l’ennesima promessa di rilancio nell’avvio di una nuova e drammatica gestione della crisi.

(In foto: l’amministratore delegato Doudou Cissé)

Lillo Zaffino

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