Al Viviani di Potenza scendono in campo due squadre con una situazione morale opposta: il Messina ancora sconfitta in trasferta a Biella in casa della Juventus Next, mentre il Potenza aveva conquistato una prestigiosa vittoria al Massimino contro il Catania.
Ma , come è noto, ogni partita fa storia a sé. I giallorossi sembrano rinfrancati, anche per le notizie provenienti dal versante societario e dall’incontro chiarificatore tra il Presidente Sciotto e il tecnico Modica.
Sul piano tattico, il Messina gioca un primo tempo con ordine e soluzioni conclusive che mettono in difficoltà l’avversario. Addirittura al 14’ passa in vantaggio con Petrungaro che conclude con un secco rasoterra un’ azione sviluppatasi sul versante sinistro dell’attacco con Anatriello. Gli eroici tifosi messinesi presenti esultano e cominciano a sperare in un risultato positivo in un campo difficile che rilancerebbe la compagine nel campionato.
Anche la compostezza della retroguardia messinese che contiene la rabbiosa reazione dei potentini, consente di illudersi per un dono natalizio all’ inizio del Girone di ritorno.
La pausa tè sembra fatale, poiché appena ritornati in campo per disputare il secondo tempo, si registra un’inversione di ruoli tra i protagonisti. Il Potenza comincia a macinare gioco e i giallorossi evidenziano le solite lacune in difesa . Prova e riprova sino a quando al 66’ l’ex Rosafio , aiutato da una fortuita deviazione, infila Krapikas dal limite dell’aria. Un pareggio che incoraggia il Potenza e deprime il Messina. Un clima per il naturale preludio alla rete della vittoria che viene segnata al 76’ da Castorani.
I giallorossi rientrano in Sicilia con la consapevolezza di essere sull’orlo del baratro e che si devono trovare concrete soluzioni. Il tempo di dissertare è finito. E ne rimane poco per agire.





