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L’ ASD Basket School rischia di chiudere l’attività. Scomparirebbe da Messina la pallacanestro di serie B.

In assenza di fatti nuovi e di sostegni rilevanti e pluriennali che consentano una programmazione serena

LETTERA APERTA DEI DIRIGENTI DELLA MESSINA BASKET SCHOOL
Preliminarmente occorre sottolineare un aspetto molto importante, sul quale tutti noi desideriamo venga
posta la massima attenzione.
Sappiamo che nella nostra città è in corso la campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco, ma tutti
noi vogliamo che le riflessioni odierne e gli argomenti trattati restino fuori da questo contesto e non siano
oggetto di alcuna speculazione da parte di alcuna forza politica.
L’incontro odierno è legato alla necessità di fare il punto sul nostro progetto sportivo e, soprattutto, sulle
prospettive future.
Qui al tavolo non siedono grandi imprenditori, ma professionisti e operatori economici che, con sacrifici e
aggregando tante piccole realtà locali, hanno iniziato questo percorso sportivo nel 2014, quasi per scherzo,
partendo dalla Serie D e riuscendo a conquistare prima la C Silver, poi la C Gold, quindi la B2, raggiungendo
anche due playoff per la B1.
In B2 vi erano tre formazioni di Messina; oggi siamo rimasti soltanto noi. Questo è il primo punto di
riflessione.
Negli ultimi due anni si è registrato un considerevole aumento delle spese di gestione di una squadra di
questa categoria, accompagnato da un innalzamento del livello tecnico. Ciò dipende da diversi fattori:
innanzitutto, la riduzione delle squadre di B1 e B2 ha generato un effetto a cascata, con molti giocatori di
B1 scesi di categoria, pretendendo rimborsi più elevati e alzando il livello competitivo; inoltre, i migliori
giocatori di B2 sono rimasti in questa categoria, richiedendo anch’essi compensi sempre più consistenti.
A ciò si aggiunge l’introduzione della riforma dello sport, che ha comportato nuovi obblighi contributivi e
previdenziali anche per società come la nostra, e, da ultimo, la recente disposizione secondo cui, entro il 30
giugno 2026, per partecipare al campionato di Serie B2 tutte le società dovranno trasformarsi in Srl (società
sportive dilettantistiche a responsabilità limitata).
In sintesi, ci troviamo di fronte a una vera e propria azienda, con costi crescenti e la necessità di una
struttura organizzativa sempre più solida.
Fatta questa doverosa premessa, e animati da una visione progettuale, ci siamo interrogati sul futuro
sportivo in questa città. Non essendo grandi imprenditori in grado di affrontare autonomamente e con
serenità le sfide sempre più impegnative che ci attendono, ci chiediamo come poter proseguire in un
contesto che, da anni, sembra aver voltato le spalle a chi fa sport e a chi prova a migliorarsi.
Ci riferiamo a tutte le componenti: imprenditoriali, innanzitutto, ma anche politiche e associative.
Siamo di fronte a un vero e proprio fallimento del “sistema città” in tema di sport e di sostegno alle
realtà di vertice o che ambiscono a diventarlo.
Oggi dobbiamo ringraziare tutte le aziende che ci hanno accompagnato in questi anni, ma ci chiediamo
come sia possibile che, nonostante il crescente seguito e l’interesse suscitato, non vi sia mai stato il

coinvolgimento di un rilevante gruppo imprenditoriale cittadino disposto a sostenere il basket. Ci
chiediamo perché, in altre province siciliane, i grandi gruppi imprenditoriali – dalla distribuzione alimentare
all’edilizia – supportino con impegni significativi le squadre sportive, mentre a Messina risultino totalmente
assenti.
Probabilmente qui non individuano riferimenti politici, imprenditoriali o istituzionali realmente interessati
allo sport e capaci di farne un motivo di orgoglio per la città e per la comunità, preferendo quindi orientare
altrove i propri investimenti.
TUTTO QUESTO, QUI, MANCA. NON C’È. NON INTERESSA. NON INTERESSA LO SPORT.
Come detto, fino a due anni fa vi erano tre squadre in Serie B2, ed era forse l’alibi perfetto perché nessuno
intervenisse, a nessun livello.
Oggi c’è solo la Messina Basket School, ma il futuro non è mai stato così a rischio come adesso.
Entro il 30 giugno la società dovrà trasformarsi in Srl; ma, in assenza di fatti nuovi e di sostegni rilevanti e
pluriennali che consentano una programmazione serena, garantendo alla città una squadra competitiva e
all’altezza del proprio nome, riteniamo di non avere le condizioni minime per proseguire.
Non siamo irresponsabili e non siamo abituati a fare brutte figure. Siamo pronti a valutare ogni soluzione
possibile, anche quella di fare un passo indietro, restando comunque a disposizione con la nostra
esperienza, laddove richiesto.
Ribadiamo però che, allo stato attuale, non esistono margini per una prosecuzione dell’attività.

Nella foto : Massimo Zanghì, Giuseppe Calderone, Clemente Mazzù, Bruno Donia, Alberto Frassica e Fabio Vita
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