Tutto è cominciato con cinque persone e un incontro di preghiera. Oggi, a 27 anni da quella prima riunione, il Gruppo “Padre nostro…Padre di tutti” ripercorre la propria storia, dalle origini legate a un ritiro spirituale in Spagna fino al riconoscimento dello statuto, ottenuto lo scorso marzo. L’anniversario è stato celebrato nella parrocchia “Cuore Immacolato di Maria” di Paradiso, a Messina, con una messa, una cena solidale e un momento dedicato ai ricordi.
A guidare il racconto è stato Andrea Pinesi, responsabile del Gruppo, che durante la serata ha ripercorso le tappe di un’esperienza nata senza l’intenzione di diventare un’associazione strutturata. Un video fotografico ha accompagnato la narrazione, riportando alla memoria incontri, volti e momenti significativi di quasi tre decenni di attività.
«Amare senza finzione»: il messaggio di padre Fosco
La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal parroco di Paradiso, padre Fosco, che nell’omelia ha richiamato il valore della speranza e della coerenza nella vita cristiana. Prendendo spunto dalla Lettera ai Romani di San Paolo, ha invitato i fedeli ad «amare senza finzione», mettendo in pratica il Vangelo attraverso gesti concreti.
«Dobbiamo stimarci a vicenda», ha ricordato il sacerdote, indicando nel rispetto reciproco l’alternativa al giudizio e alla falsità. Il suo invito è stato a evitare l’ipocrisia e a far coincidere le parole con i comportamenti, perché la testimonianza della fede passa soprattutto dalla vita quotidiana. Il richiamo conclusivo: essere «instancabili nel bene».
Al termine della messa, Pinesi ha ringraziato padre Fosco per l’accoglienza, sottolineando il legame di amicizia che da anni lo unisce alla parrocchia e al sacerdote.
La nascita dopo un ritiro in Spagna
La storia del Gruppo comincia durante un ritiro spirituale dei Rogazionisti in Spagna. Pinesi, allora venticinquenne, vi partecipò insieme all’amico Davide. Il tema, Padre nuestro, Padre de todos, li spinse a chiedersi come mettere a frutto, una volta tornati a casa, l’esperienza vissuta.
L’idea fu organizzare un momento di preghiera presso la chiesa dello Spirito Santo di Messina. Il primo incontro, promosso con il passaparola il 29 ottobre, riunì cinque persone: Andrea, Davide, Calogero, Maria Pia e Massimo. La preghiera per la conversione di chi si era allontanato da Dio divenne il nucleo dell’esperienza comune.
Gli appuntamenti, inizialmente mensili, aumentarono nel tempo. «Mai avremmo pensato di costituire un gruppo», ha ricordato Pinesi. Eppure, da quella prima iniziativa spontanea prese forma una comunità destinata a crescere, attraversando anche momenti di diffidenza e difficoltà.
Anni di tentativi prima del riconoscimento
Uno dei passaggi più complessi è stato il percorso per ottenere il riconoscimento dello statuto. Nato come iniziativa laicale, il Gruppo ha dovuto costruire progressivamente un rapporto con la Chiesa locale e individuare un riferimento spirituale. Il primo assistente fu padre Amedeo Pascutti, che invitò i componenti a mantenere i contatti con l’ Arcivescovo.
Negli anni successivi si sono susseguiti diversi tentativi di formalizzazione, sollecitati anche dai Vescovi che si sono avvicendati alla guida dell’Arcidiocesi. Alcune procedure si sono interrotte, altre hanno richiesto di ricominciare da capo. La svolta è arrivata a marzo, dopo una nuova presentazione dello statuto a gennaio.
Per il Gruppo, il riconoscimento rappresenta un passaggio importante dopo un percorso durato anni, senza cancellare la natura originaria dell’esperienza: la preghiera condivisa e la costruzione di legami comunitari.
Nel corso della serata, Pinesi ha infine annunciato il prossimo appuntamento: il 28 novembre è prevista una giornata di incontro, nella città di Gerace, con Mons Cesare Di Pietro, oggi Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace. La quota di partecipazione comunicata è di 50 euro.
Dai cinque partecipanti del primo incontro al riconoscimento dello statuto, il ventisettesimo anniversario ha offerto al Gruppo l’occasione per fare il punto sul proprio cammino e ritrovare, attraverso i ricordi, le ragioni da cui tutto è cominciato, per iniziare.. con perseveranza un nuovo anno di attività.










