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Amarcord, quando la Goliardia ‘rapì’ Mata: Messina, 18 agosto 1968

oltre quattrocento studenti universitari (di cui oggi non faremo l’appello nominale) decisero di trasportare la poderosa raffigurazione della co-fondatrice della città verso l’università.

Nell’afoso pomeriggio del 18 agosto 1968, oltre quattrocento studenti universitari (di cui oggi non faremo l’appello nominale) decisero di trasportare la poderosa raffigurazione della co-fondatrice della città verso l’università.

L’obiettivo dei goliardi nasceva dal desiderio che la leggendaria popolana potesse acculturarsi e che, durante l’inverno, trovasse un ricovero più dignitoso rispetto alla sede abituale.

Tuttavia, quel gioioso progetto( accompagnato lungo il percorso dalle note dei Carmina Burana) si interruppe ad appena un metro dall’ingresso del passo carrabile dell’Ateneo. Se quel gesto si fosse concretizzato, la statua equestre avrebbe trovato spazio nel Piazzale delle Scienze, all’interno dell’atrio universitario, trasformato negli anni ruggenti della contestazione in un’ardente agorà.

La bella Mata si sarebbe così trovata circondata dalle Facoltà di Lettere, Economia, Giurisprudenza, Matematica, Fisica, Farmacia, Chimica e Scienze Biologiche: una vera e propria palestra di alto apprendimento.

A futura memoria rimane un episodio indimenticabile, la cui eco risuonò a lungo anche nei confronti delle storiche beffe d’aprile organizzate dagli altri prestigiosi atenei d’Italia.

Calogero Centofanti (Grifone XII)

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