Ho appreso, attraverso un video pubblicato su un canale social, di alcune dichiarazioni rese dall’On. Matilde Siracusano, nonché Sottosegretario di Stato ai Rapporti con il Parlamento, nelle quali si afferma la necessità di “liberare Messina dalla dittatura e farla tornare alla democrazia”. Ritengo doveroso intervenire, a tutela dell’Istituzione che rappresento e del principio di legittimazione democratica che fonda ogni organo elettivo. Le espressioni utilizzate appaiono particolarmente gravi, soprattutto se riferite a un’Amministrazione comunale e a un Consiglio comunale legittimamente eletti attraverso un regolare confronto elettorale, conclusosi con un voto libero e democratico da parte dei cittadini messinesi, che hanno scelto alla guida della città il sindaco Federico Basile e i propri rappresentanti in Aula. La democrazia si esercita nelle urne, nel rispetto delle regole, nella trasparenza delle procedure e nell’accettazione del risultato elettorale. Parlare di “dittatura” in un contesto nel quale tutte le istituzioni locali operano nel pieno rispetto dell’ordinamento repubblicano rischia di svuotare di significato un termine che appartiene a stagioni storiche ben più drammatiche. Il confronto politico è non solo legittimo, ma necessario. L’opposizione è una componente f isiologica del sistema democratico e le critiche, quando costruttive, contribuiscono alla crescita della comunità. Tuttavia, il linguaggio istituzionale dovrebbe sempre essere improntato a misura, responsabilità e rispetto per la volontà espressa dai cittadini. Appare inoltre inopportuno che simili affermazioni provengano da un esponente del Governo nazionale. Chi ricopre incarichi di governo è chiamato a favorire la leale collaborazione tra istituzioni e a rafforzare, non a delegittimare, gli organi democraticamente eletti nei territori, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Sono certo che l’On. Siracusano vorrà chiarire o riconsiderare quanto dichiarato, riconoscendo come talune espressioni possano essere apparse eccessive rispetto al contesto istituzionale cui erano riferite. Nel confronto politico la fermezza delle idee non richiede mai l’esasperazione dei toni. Le istituzioni locali non sono terreno di narrazioni suggestive o iperboliche: sono presìdi di democrazia scelti dal popolo. Messina non ha bisogno di essere “liberata” e il rispetto della volontà popolare resta il primo e imprescindibile fondamento della democrazia.
Il Presidente del Consiglio Comunale di Messina Nello Pergolizzi











