
Dura e circostanziata risposta di Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud chiama Nord, alle recenti dichiarazioni del segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo.
«Vorrei rinfrescare la memoria al segretario regionale del Pd – esordisce Danilo Lo Giudice – ricordandogli come, in occasione delle scorse elezioni europee, dopo un’intesa già raggiunta tra i gruppi parlamentari di Sud chiama Nord e del Partito Democratico, sia stato proprio lui, eseguendo i soliti diktat giunti dalla segreteria romana, a far saltare tutto. L’accordo prevedeva la mia candidatura come indipendente nelle liste dem. Alla fine, Roma ha deciso per la Sicilia e i risultati sono stati sotto gli occhi di tutti: proprio nella nostra regione il Pd ha registrato la sua performance peggiore a livello nazionale, fermandosi al 14% contro una media del 24%, e perdendo un europarlamentare (passando da due uscenti a un solo eletto). Sono davvero maestri nel farsi del male con le proprie mani».
Il coordinatore regionale del movimento guidato da Cateno De Luca entra poi nel merito delle dinamiche politiche dell’Isola e delle prospettive future:
«Resta inteso che noi in Sicilia abbiamo le mani libere. Se il Pd vuole realmente governare per cambiare la Sicilia, sa perfettamente cosa deve fare. Del resto, diversi esponenti del Pd regionale da mesi, sia privatamente sia pubblicamente, spingono per siglare un accordo a sostegno di Cateno De Luca “Sindaco di Sicilia”. Il problema è che Roma continua a tenere al guinzaglio alcuni dirigenti regionali. Oggi il Pd si conferma il miglior alleato del centrodestra: se l’obiettivo è trasformare il “campo largo” in un “campo santo”, continuino pure su questa strada».
«È evidente a tutti – prosegue Lo Giudice – e lo ammettono perfino alcuni deputati regionali dem, che sono ormai prigionieri della “sindrome del bollino Chiquita”: si fa da scendiletto alle logiche romane pur di ottenere la garanzia di un seggio nel Parlamento italiano, la “casa di Gesù” da cui, una volta entrati, non si vorrebbe uscire mai più. Proprio ieri, peraltro, il commissario regionale di Fratelli d’Italia Luca Sbardella ha ribadito che Sud chiama Nord in Sicilia è e rimane nettamente all’opposizione del governo Schifani. Cos’altro dovremmo aggiungere noi?».
Infine, l’affondo sul ruolo del Partito Democratico in Sicilia:
«Non vorrei che Barbagallo stesse semplicemente rosicando per il totale fallimento della sua gestione del Pd in Sicilia, che riflette del resto le difficoltà dello scenario nazionale. Cosa vogliono di più Barbagallo e il suo partito? Noi nasciamo con l’obiettivo di amministrare e migliorare concretamente la nostra terra e siamo chiaramente post-ideologici; c’è chi invece fa politica solo per fabbricare chiacchiere ed essere ben pagato. Ho sempre più l’impressione che molti dirigenti del Pd assomiglino a quei “samaritani col Rolex” che organizzano convegni sulla povertà altrui, i classici “comunisti col Rolex”. Noi andiamo avanti dritti per la nostra strada con il progetto del Governo di Liberazione», conclude Lo Giudice.










