Nonostante i risultati elettorali del PD a Messina abbiano toccato livelli minimi e nonostante i cittadini continuino a premiare l’azione amministrativa portata avanti in questi anni da De Luca prima e Basile dopo, il gruppo dirigente democratico continua a riproporre lo stesso copione: attaccare Cateno De Luca, qualunque sia l’argomento del giorno.
Se “Messina è Cateno De Luca” dà così tanto fastidio, forse il problema non è lo slogan. Il problema è che quel rapporto politico con la città è stato costruito sul campo e sottoposto più volte al giudizio degli elettori. E il giudizio degli elettori, piaccia o meno al PD, è stato inequivocabile.
Se poi dietro questa improvvisa escalation di attacchi si nascondono malumori rispetto alle prospettive politiche regionali e alla possibilità di costruire un dialogo tra Cateno De Luca e le forze della sinistra, allora si tratta di un problema tutto interno al Partito Democratico. Lo affrontino nelle loro sedi e chiariscano quale linea intendono seguire, senza utilizzare Messina come terreno di regolamento dei conti.
Il PD messinese dovrebbe finalmente liberarsi dalla sindrome di Cateno De Luca. Perché continuare a parlare ossessivamente di lui non cancellerà né i risultati amministrativi né, soprattutto, quelli elettorali.
La politica dovrebbe confrontarsi sui fatti e sulle proposte. E se il PD vuole davvero capire cosa pensano i messinesi di questi otto anni, invece di affidarsi alle card sui social può partire da un dato molto semplice: il voto dei cittadini.
Lo afferma Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud Chiama Nord, replicando al partito democratico
|










