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L’ex assessore Caruso replica al ministro Mazzi: “Messina possiede già una programmazione”

Messina non è più la città immobile e marginale che nel 2018 ci siamo trovati ad amministrare

Le recenti dichiarazioni del ministro Gianmarco Mazzi su Messina appaiono lontane dalla realtà che la città sta vivendo e dai numeri che oggi certificano un percorso concreto di crescita, rilancio e trasformazione.
Messina non è più la città immobile e marginale che nel 2018 ci siamo trovati ad amministrare. È una realtà che, attraverso una strategia orientata a rendere la città dello Stretto un luogo di investimenti mirati, e che sta diventando una delle esperienze emergenti del turismo culturale e dei grandi eventi nel Mediterraneo.”, dichiara Caruso.

“Dal 2018 ad oggi è stato costruito un modello fondato su cultura, accoglienza, identità e sviluppo economico. Un percorso che ha trasformato Messina da semplice luogo di passaggio a vera destinazione turistica, capace di attrarre visitatori, investimenti, spettacoli e nuove opportunità economiche.
I dati parlano con chiarezza e smentiscono ogni narrazione superficiale.
Secondo il report dell’Osservatorio Mastercard, presentato a Palazzo Zanca, nel 2024 la spesa turistica complessiva è cresciuta del 23% rispetto al 2023 e del 53% rispetto al 2022. I flussi turistici registrano un incremento del 32% annuo, con una crescita significativa del turismo internazionale.
Le presenze stanziali di turisti sono passate da 95 mila nel 2019 a 163 mila nel 2024. Un risultato che racconta una città che ha ritrovato attrattività, fiducia e capacità di competere.
Ancora più significativo è il dato sulla percezione della città: il 75% dei visitatori considera Messina una città bella e il 90% la consiglierebbe per una visita.
Questi risultati non sono casuali. Sono il frutto di una programmazione strutturata e continua.”, continua.

“Messina ha investito concretamente nell’esperienza del visitatore con il nuovo Info Point cittadino, la segnaletica turistica, i QR Code per i walking tour, il portale VisitMe, gli interventi di decoro urbano e accessibilità. Solo tra il 2024 e il 2025 l’Info Point ha registrato circa 16 mila accessi, mentre oltre 520 mila crocieristi hanno utilizzato i percorsi digitali cittadini.
Determinante è stata la strategia “Messina Città della Musica e degli Eventi”, che ha trasformato lo Stadio Franco Scoglio, il PalaRescifina e l’Arena Villa Dante in poli di riferimento per concerti e manifestazioni nazionali e internazionali.
I concerti di Ultimo e Marco Mengoni, il RDS Summer Festival, il Messina Street Food Fest e il Torneo Internazionale di Beach Volley hanno generato importanti ricadute economiche su commercio, ristorazione, trasporti e servizi.
Il solo concerto di Ultimo nel 2024 ha prodotto un incremento della spesa del 53%, mentre lo Street Food Fest ha attratto visitatori provenienti da Stati Uniti, Germania e Regno Unito, contribuendo a rafforzare il profilo internazionale della città.
Parallelamente, Messina ha rilanciato la propria identità culturale attraverso il brand “Messina città di Antonello”, il progetto della Casa-Museo dedicata ad Antonello da Messina, il rilancio del Palacultura, la valorizzazione della Vara e dei Giganti, la nascita del Museo di Storia Naturale dello Stretto e il recupero dei Forti Ogliastri e Schiaffino.
Grande attenzione è stata dedicata anche al turismo esperienziale e identitario.”

“La Festa del Pagliaro di Bordonaro è stata inserita nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana e la Caccia al Pesce Spada è candidata al riconoscimento UNESCO.
A tutto questo si aggiunge il turismo crocieristico, che oggi registra circa un milione di presenze l’anno con una spesa media procapite di circa 50 euro, consolidando il ruolo strategico di Messina come porta del Mediterraneo.
Per questo motivo sorprende che si continui a descrivere Messina con stereotipi vecchi e superati, ignorando risultati concreti riconosciuti ormai a livello nazionale.
La città non ha bisogno di lezioni da chi probabilmente la conosce poco o la osserva soltanto attraverso vecchi schemi.
Messina oggi è una città dinamica, attrattiva e in continua evoluzione, che ha scelto di investire sulla cultura, sugli eventi, sulle tradizioni e sulla propria identità come leva di sviluppo economico e sociale.
I numeri, i visitatori, gli operatori economici e il crescente interesse nazionale dimostrano che la direzione intrapresa è quella giusta.
Messina continuerà a costruire il proprio futuro con i fatti, non con i pregiudizi.”, conclude l’ex assesso

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