Si è svolto al Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, il confronto pubblico sul disegno di legge «Messina, Porta del Mediterraneo», presentato al Senato dal Senatore, Vincenzo Nicita. L’iniziativa, promossa dalla Federazione provinciale del Partito Democratico, ha riunito rappresentanti delle Istituzioni, del mondo produttivo e del lavoro, degli Ordini professionali e dell’Università.
Al tavolo, insieme a Nicita e al Segretario Provinciale del Pd, Armando Hyerace, erano presenti la Consigliera Comunale, Mariella Perrone, il Deputato Regionale, Calogero Leanza, la Consigliera Comunale, Antonella Russo e il Coordinatore della Segreteria Regionale del Pd in Sicilia, Giacomo D’Arrigo.
«Non sarà una presentazione, ma un confronto. Il disegno di legge è depositato e adesso deve essere discusso con chi questa Città la rappresenta ogni giorno: chi produce, chi lavora, chi amministra, chi fa ricerca», ha sottolineato Hyerace, spiegando l’impostazione dell’iniziativa. «Chiediamo valutazioni e osservazioni, i contributi che raccoglieremo, confluiranno nel lavoro parlamentare sul testo. Una proposta che prova a delineare lo sviluppo di Messina per i prossimi dieci anni e che vogliamo mettere a disposizione della Città e discutere nel merito».
Il provvedimento si articola in 27 articoli e prevede una dotazione complessiva per Messina di un miliardo di euro per il quinquennio 2027-2031. L’idea di fondo è riconoscere alla Città Metropolitana di Messina una specificità legata alla condizione insulare, ma anche alla funzione di collegamento quotidiano tra Sicilia e continente e agli effetti che questa funzione produce sul territorio.
Tra gli interventi previsti ci sono la Piattaforma logistica integrata dello Stretto, il potenziamento delle infrastrutture portuali e ferroviarie, il rilancio della cantieristica e dell’economia del mare, programmi per la mobilità sostenibile, la rigenerazione urbana e l’ammodernamento della rete idrica e fognaria.
Il capitolo centrale è rappresentato dalla Zona Economica Speciale integrata dello Stretto, distinta dalla ZES unica per il Mezzogiorno. La proposta si articola su due direttrici: logistica, portualità, cantieristica e industria da una parte; innovazione, ICT, formazione e attrazione di giovani qualificati dall’altra. Sono previsti incentivi agli investimenti e uno sportello unico per semplificare i procedimenti amministrativi.
Sul fronte del lavoro, il provvedimento propone agevolazioni contributive per le assunzioni a tempo indeterminato e un fondo destinato al rientro e al radicamento dei giovani qualificati. L’obiettivo dichiarato è collegare gli incentivi alla crescita delle attività produttive e alla capacità del territorio di trattenere competenze.
Ampio spazio è dedicato anche allo Stretto come infrastruttura di continuità territoriale. Il disegno di legge prevede il rinnovo progressivo della flotta con mezzi a emissioni ridotte o nulle, l’elettrificazione delle banchine e nuove infrastrutture per i combustibili alternativi. Viene, inoltre, proposta la gratuità del traghettamento per i residenti e per le imprese delle Città metropolitane di Messina e Reggio Calabria, attraverso un fondo destinato a compensare i gestori del servizio.
Nella presentazione della proposta, Nicita ha richiamato il divario tra il ruolo strategico dello Stretto e le condizioni economiche e occupazionali del territorio. «Messina è il principale nodo di continuità territoriale tra la Sicilia e il continente, ma non trattiene il valore che produce», ha affermato, richiamando i dati sull’occupazione, sulle retribuzioni e sulla perdita di residenti.
Il Senatore ha collegato il tema anche alla prospettiva del Ponte sullo Stretto. «Non si tratta di spesa aggiuntiva, ma di una diversa allocazione di risorse già esistenti, finalizzata a produrre effetti concreti su lavoro, infrastrutture e sviluppo. E Messina è strategica indipendentemente dal ponte: senza investimenti resta un collo di bottiglia, con il ponte rischia di essere bypassata».
La copertura indicata ammonta complessivamente a un miliardo di euro e viene costruita attraverso più fonti, tra cui risorse statali, Fondo di sviluppo e coesione, fondi per la continuità territoriale e cofinanziamenti europei. Il disegno di legge individua inoltre 600 milioni attraverso la rimodulazione di risorse, già previste per le annualità 2028 e 2029 nell’ambito degli stanziamenti collegati al Ponte.
Il confronto di Palazzo Zanca ha così spostato l’attenzione dalle linee generali, alle condizioni necessarie per trasformarle in interventi: risorse disponibili, tempi di attuazione, responsabilità dei soggetti coinvolti e strumenti di monitoraggio. La proposta prevede infatti un Piano speciale «Messina 2030» e un’Agenzia per lo sviluppo dello Stretto che con la Città Metropolitana avrà funzioni di coordinamento e verifica.
Il passaggio successivo sarà quello parlamentare, ma il confronto avviato a Palazzo Zanca punta già a misurare la proposta sui suoi effetti concreti: infrastrutture da completare, servizi da migliorare, investimenti da attrarre e lavoro stabile da creare. È su questi risultati che il disegno di legge sarà chiamato a dare risposte.










