Inizia con una puntualizzazione, da parte del Capogruppo consiliare PD, Felice Calabrò, la conferenza stampa del gruppo, che spiega: Avevamo annunciato una conferenza stampa sui fondi POC e PNRR, certo alla luce di quanto è successo non vogliamo essere considerati degli speculatori, non potevamo prevedere, siamo solidali con chi sta affrontando delle grosse difficoltà. Noi, però, anche a livello nazionale abbiamo chiesto che siano destinati subito i fondi per la ricostruzione, che non è un fatto scontato, perché qualsiasi governo, nell’imminenza, dice “farò, dirò” e poi i finanziamenti non si vedono.
Ci siamo chiesti, continua la Consigliera, Antonella Russo, cosa resterà di quest’amministrazione De Luca/ Basile? Cosa resterà dopo la fine dei fondi PNRR e POC? Sono stati spesi in modo strutturale o abbiamo fatto solo cassa? Andando sul sito openpolis.it ,si trovano i dati con i vari impegni di spesa su interventi territoriali , si vedono tutti i fondi che sono stati destinati al Comune di Messina e i dati non sono confortanti. Inoltre, come spiega oggi la CGIL, per i progetti di inclusione sociale su 25 milioni di spesa, ne sono stati spesi solo 2,5 milioni, quindi un’inezia, dati che coincidono con i nostri. Inoltre, entro il 30 giugno 2026, tutti i lavori devono essere completati e non ci saranno altri fondi europei, almeno al momento non sono previste proroghe. Se a luglio parte di queste opere non sono state completate che faremo? Lasceremo delle opere incomplete? Poi il progetto chi lo completerà e con quali fondi? I nostri?
Pensiamo, poi a progetti mastodontici, come il “Sud Innovation Summit”, alla terza edizione, con Eiab siamo ancora alla demolizione e poi? Quello, però, che ci preme sapere è davvero stata una risorsa per incoraggiare i giovani a restare a Messina. Passata la città degli eventi, cosa rimarrà alla città di opportunità lavorative, sviluppo economico – territoriale, etc.?
Ricollegandomi a quanto detto dalla collega, afferma Alessandro Russo, in occasione dell’approvazione del Dup (Documento Unico di Programmazione- propedeutico per il Bilancio) abbiamo chiesto le scadenze, e il Sindaco ci diceva di sperare in una proroga con qualche circolare da parte del Governo.
Sono stati spesi, arrotondando, 191 milioni di euro, fra Atm, parcheggi di interscambio e piste ciclabili, continua il Consigliere, ma poi? Si danno, ad esempio fondi per l’avvio di nuove aziende, ma poi queste riusciranno a sopravvivere nel nostro sostrato economico.
15 milioni di euro di finanziamento al “Fertility”, che prevede: borse, tirocinio e lavoro professionalizzante, ma sappiamo cosa resta a costoro? I fruitori sono realmente riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro?
Parliamo di Messina Social City questi 600 posti di lavoro, come si faranno a mantenere quando finiranno i fondi extra bilancio? Per altro sono lavoratori non stabilizzati, chiamati anche per 30 mesi, quindi con servizi essenziali, ma chi li paga?
In conclusione, di questi 191 di euro, oltre le spese a fondo corrente, a noi che cosa resta? Mero clientelismo.
Ci teniamo a precisare, affermano i Consiglieri PD, che questa Amministrazione si è occupata di tutto, ma alla fine a lungo termine cosa rimane, non è stato portato a termine niente. Hanno creato delle professionalità per fare cosa? saranno occupati questi soggetti e non per trenta mesi?
Infine il capogruppo del PD si concentra sulle nomine dei dirigenti del Comune di Messina nel 2022, in particolare sulla conferma di questi ultimi rinnovati nel dicembre 2025, l’ing. Pietro Certo, Dirigente Servizi Tecnici a tempo determinato. – Dipartimento Servizio manutentivi; la dott. Emiliano Conforto, Dirigente Economico Finanziario a tempo determinato. – Dipartimento Servizi Tributari, Ragioniere Generale facente funzioni; e la dott.ssa Laura Strano, che si occupa tra l’altro del Dipartimento Affari Generali e solo recentemente anche del settore Commercio. Il comma 4 del’art. 110 del TUEL (Testo Unico Enti Locali) dice che in caso di comune deficitario, non si possono rinnovare incarichi dirigenziali a tempo determinato, ma nel 2025 noi siamo in situazione deficitaria, così come attestano i documenti contabili, quindi, immaginiamo che questa Amministrazione, abbia fatto appello al successivo Decreto legge n. 13 del 2023, che recita che se sono necessarie ulteriori figure dirigenziali per gestire i fondi del PNRR o fondi europei, si possono confermare i contratti dei dirigenti a tempo determinato , anche se il comune si trova in una condizione deficitaria. Loro, però, nell’atto di nomina non l’hanno scritto. Vogliamo scusarli anche per questo, ma ovviamente questa è un’operazione temporanea, perché non hanno fatto i concorsi, come ci si sarebbe aspettato e dunque, secondo normativa, questi rinnovi temporanei dei dirigenti terminano quando termina la sindacatura . Per ” coerenza”, sottolinea ancora il capogruppo PD, nel provvedimento di nomina del Capo di Gabinetto, Emilio Fragale, avvenuto pochi mesi dopo l’approvazione del bilancio, si attesta che il Comune di Messina non versa in una situazione economica deficitaria. Una manovra politica, quindi, che è collegata alle paventate dimissioni di Basile. Se io faccio il Sindaco, conclude il Consigliere Calabrò, lo voglio fare sino alla fine e per altri 5 anni, anche per lasciare un segno del mio operato ,mi hanno dato un mandato ed è mio dovere dargli compimento. Non siamo nella “repubblica delle banane”, e non può essere un singolo a decidere dimissioni si o no, il mandato si porta avanti fino alla fine. Noi, siamo qui, quindi, per porre dei dubbi sulla gestione di questa amministrazione.
Alla luce di quanto dichiarato dal PD, quindi, resta un’interrogativo aperto : L’attività dell’ancora attuale amministrazione Basile è stata solo “fortuna” mista a propaganda oppure una visione lungimirante aiutata dai foni del PNRR?










