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Autostrade Siciliane, Capitalemessina: «Non basta prendere in mano il dossier. È il momento di cambiare modello di gestione»

Randazzo: «Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze. Sicurezza, manutenzione e qualità dei servizi devono tornare al centro. Si apra il confronto sul passaggio della rete ad ANAS»

Movimento CapitaleMessina: Autostrade Siciliane: si paga il pedaggio, ma la sicurezza diventa un'emergenza - Il Cittadino di Messina - Notizie in tempo reale su Messina e provincia
Capitalemessina prende atto dell’annuncio del presidente della Regione Renato Schifani di voler assumere personalmente la gestione del dossier relativo alle autostrade siciliane. È un segnale di attenzione istituzionale necessario, soprattutto alla luce della gravità delle osservazioni formulate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il MIT ha infatti chiesto che gli interventi urgenti di mitigazione del rischio sulla A18 Messina-Catania e sulla A20 Messina-Palermo vengano avviati entro il 3 ottobre, evidenziando che, qualora non fossero realizzati nei termini indicati, dovrebbe essere valutata persino l’interdizione al traffico delle infrastrutture. Lo stesso Ministero ha inoltre sottolineato la necessità di una riorganizzazione del CAS, dotandolo di adeguate risorse umane, tecniche e finanziarie. Sono indicazioni che, secondo Capitalemessina, impongono una riflessione che vada ben oltre la gestione dell’emergenza delle prossime settimane.
«Apprezziamo che il presidente Schifani abbia deciso di prendere direttamente in mano il dossier – dichiara Giovanni Randazzo, presidente di Capitalemessinama riteniamo che sia arrivato il momento di affrontare il problema alla radice. Non possiamo continuare a intervenire soltanto quando le criticità diventano emergenze e quando è il Ministero a imporre scadenze e interventi urgenti».Giovanni Randazzo: “Occorre ripensare il sistema urbanistico, delocalizzare o il mare si riprenderà tutto”
La Regione ha annunciato di avere reperito 32,5 milioni di euro, oltre a ulteriori risorse per lavori di somma urgenza. È un passaggio importante, ma riguarda essenzialmente gli interventi immediati. Ben diversa è la dimensione del problema strutturale: il MIT stima in circa 5,5 miliardi di euro nell’arco di dieci anni il fabbisogno per l’adeguamento complessivo delle infrastrutture. Per Capitalemessina, quindi, il tema non è soltanto quanti finanziamenti reperire, ma quale soggetto sia nelle condizioni migliori per programmare, progettare, appaltare e realizzare gli interventi necessari, garantendo nel tempo manutenzione, sicurezza ed efficienza.
Le criticità segnalate riguardano aspetti essenziali della rete: barriere di sicurezza, gallerie, viadotti, segnaletica e condizioni generali di manutenzione. Secondo quanto riportato sulla relazione ministeriale, per alcune barriere sono state indicate anche misure temporanee di mitigazione del rischio, comprese riduzioni dei limiti di velocità. Non si tratta, inoltre, di una questione nata nelle ultime settimane. Le richieste ministeriali riprendono criticità già oggetto di precedenti interlocuzioni e prescrizioni, alcune delle quali risalgono al 2021.
«È proprio questo – continua Randazzoil punto sul quale occorre interrogarsi. Se dopo anni siamo ancora costretti a parlare di interventi urgenti per garantire condizioni di sicurezza, significa che non è sufficiente trovare periodicamente nuove risorse. Occorre verificare se l’attuale modello di gestione sia ancora quello più adatto alle esigenze della Sicilia».
Capitalemessina propone pertanto che Regione e Governo nazionale aprano formalmente un confronto sulla prospettiva del superamento dell’attuale gestione del CAS, valutando concretamente il trasferimento della rete autostradale siciliana ad ANAS, previa verifica degli aspetti tecnici, finanziari, patrimoniali e occupazionali dell’operazione. L’obiettivo non deve essere quello di sostituire una sigla con un’altra, ma di individuare un modello capace di assicurare programmazione pluriennale, capacità progettuale, manutenzione preventiva, tempi certi nella realizzazione delle opere e trasparenza nell’utilizzo delle risorse.
E non dimentichiamo che A18 e A20 sono autostrade a pedaggio: chi le percorre sostiene un costo e ha quindi diritto a ricevere in cambio un’infrastruttura sicura, efficiente e adeguatamente mantenuta. Non può diventare normale convivere per anni con cantieri, restringimenti, deviazioni e limitazioni determinate da carenze infrastrutturali.
«Il dibattito – conclude Randazzonon deve trasformarsi nella ricerca delle responsabilità tra governi presenti e passati. Ai cittadini interessa soprattutto sapere cosa accadrà da oggi in avanti. Il presidente Schifani dice di voler prendere in mano il dossier: è l’occasione per non limitarsi a gestire l’ennesima emergenza, ma per compiere finalmente una scelta strutturale. Mettiamo in sicurezza ciò che deve essere messo in sicurezza immediatamente e, contemporaneamente, decidiamo quale futuro vogliamo dare alle autostrade siciliane.»
Prof. Giovanni Randazzo


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