S. TERESA DI RIVA – Prendere spunto dalla vicenda di attualità che ha coinvolto alcune settimane l’antico acquedotto Fiorentino per puntare nuovamente i riflettori sul significato storico, oltre che architettonico, degli antichi pozzi e acquedotti della Valle d’Agrò e di S. Teresa di Riva. “Ricucire le crepe con l’oro, trasformando le polemiche in occasione di crescita”, secondo Ketty Tamà presidente di Archeoclub Area Jonica Messina che giovedì 30 ha così presentato la visita all’antico Acquedotto Fiorentino, guidata dall’arch. Salvatore Coglitore.
“L’Antico Acquedotto Fiorentino, insieme alle macchine idrauliche che gli afferiscono, ovvero pozzi, senie e saje, è parte del patrimonio etnoantropologico e della cultura agraria del comprensorio”, ha detto la presidente di Archeoclub Area Jonica Messina, Ketty Tamà che ha portato l’indirizzo di saluto alla presenza dei soci e dell’amministrazione di S. Teresa di Riva, presente col vice sindaco, Annalisa Miano, la presidente del consiglio comunale Mimma Sturiale ed il consigliere Santino Scarcella. Salvatore Coglitore, cultore dellastoria di S. Teresa di Riva, ha illustrato la storia dell’acquedotto, la funzione determinante nel periodo in cui l’agrumicoltura trasformava S. Teresa da piccolo borgo a punto di riferimento del comprensorio, ed i collegamenti con le altre strutture simili nel comprensorio.
Ora Archeoclub spera in una nuova consapevolezza ed una nuova “vita” per queste testimonianze del territorio, in un’ottica diversa ma sempre pulsante nella vita di S. Teresa. Archeoclub e da Ketty Tamà, finanziata dal Comune di Casalvecchio Siculo e realizzata da Enico Salemi, un artista che da sempre realizza opere ispirate all’abbazia dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò.
L’abate Gerasimo era colui che guidava il monastero agrillino al momento dell’arrivo di Re Ruggero II dal quale ottenne i soldi per finanziare la ricostruzione del monastero ed il potere per farlo diventare nei secoli a venire il cuore pulsante dell’Agrò. Alcuni brani di quell’atto di donazione del 1116 sono stati riprodotti in sei pannelli collocati dietro la statua. L’incontro tra Gerasimo e Ruggero II avvenne nell’attuale S. Alessio Siculo ed è stato di recente immaginato in un dialogo contenuto anche nel libro per Vgs Editore, Il monastero perduto, di Filippo Brianni, consigliere nazionale di Archeoclub d’Italia. Dopo l’inaugurazione della statua avrà luogo la visita guidata al museo immersivo di S. Pietro a cura di Ketty Tamà.
S. Teresa di Riva 1.8.2026
ARCHEOCLUB
AREA JONICA MESSINA A.P.S.










