Messina. Martedì 25 agosto 2026 alle ore 20.30, nell’ambito della settantesima edizione del Tindari Festival con la direzione artistica di Mario Incudine, andrà in scena in prima nazionale lo spettacolo di Anne-Riitta Ciccone dal titolo “Nel nome della Madre e della Figlia”, interpretato da Arianna Ninchi, Rita Abela e Giulia De Luca per la regia di Anne-Riitta Ciccone, una produzione di Maurizio Puglisi per Nutrimenti Terrestri.
Persefone, Atena, Artemide, Afrodite. Psiche. Quattro dee e una donna, in un progetto teatrale multimediale che racconta un viaggio tra archetipi femminili che portano la donna fuori dalle dicotomie classiche affibbiatele dagli stereotipi della società (moglie/amante, santa/prostituta, donna di potere/casalinga etc.) Figure mitologiche, archetipi appunto, che, insieme, raccontano il viaggio del femminile che si sperimenta, soffre, combatte, supera prove e così acquista nuova consapevolezza, nuove competenze e cresce.
«Non solo per via dei miei studi, classici, ma per radici personali che affondano in due culture profondamente legate al mito e al realismo magico – si legge nelle note dell’autrice – ci sono figure che mi hanno sempre affascinato. Poi, appunto per gli studi, ho sviluppato un forte interesse per l’animo umano e mi sono appassionata in particolare alla psicologia junghiana. Infine il mio essere una donna e l’interesse per le questioni legate al mio genere, hanno fatto sì che tutta la mia attività da autrice ruoti intorno al mondo femminile e le sue tematiche più universali.
Tutto questo è sfociato, a un certo punto della mia vita, in questo progetto. Quando ero all’Università ho letto diversi libri di Jean S. Bolen, psichiatra e psicoterapeuta junghiana che si è concentrata sulla formulazione di archetipi legati alle figure delle dee e degli dei greci, e da uno di questi libri sono nati i cinque monologhi che ho scritto, figure emblematiche legate non agli stereotipi ma agli archetipi, profondi, interiori, che condizionano la psicologia femminile e il suo sviluppo, personale e collettivo. In questi tempi in particolare, in cui si parla nuovamente in tono sempre più preoccupato di una società patriarcale che condiziona i diritti e la libertà femminile, mi sembrano utili e attuali questi monologhi che riportano il pensiero di quattro dee e infine di Psiche, la donna, umana, che riesce a superare le difficili prove inflitte da una dea, rendendo il progetto totale un importante percorso di autocritica e autoconsapevolezza».
“Nel Nome della Madre e della Figlia” è un progetto la cui struttura si forma in cinque monologhi interpretati da tre attrici, Arianna Ninchi, Rita Abela e Giulia De Luca: “due interpreteranno alternativamente “le dee”: Persefone, Atena, Artemide, Afrodite, una terza attrice interpreterà Psiche, l’umana. L’idea di regia e allestimento che ho in mente – continua Anne Ritta Ciccone – prevede che intorno alle attrici vengano fatte delle videoproiezioni, video che girerò e monterò io stessa, che raddoppieranno la presenza del personaggio a momenti, a momenti vi saranno delle immagini legate all’archetipo in questione, da una parte quindi si vedranno immagini e sequenze girate appositamente con le attrici, giocando su momenti e oggetti legati agli archetipi di riferimento e per la sequenza finale, le quattro dee interagiranno con Psiche come fantasmi, le dee proiettate, Psiche “viva”. Fondamentale sarà poi il sound design su cui lavorerò in maniera specifica, dato che vorrei che la rappresentazione tutta ricrei un’esperienza multisensoriale che faccia sentire immerse e immersi dentro stimoli fortemente inconsci, fino al finale in cui tutte le dee e Psiche appariranno nella video proiezione insieme, per il finale. Non vi sarà quindi scenografia ma solo oggetti di scena, le videoproiezioni faranno da sfondo, a volte interagiranno con l’attrice in scena al momento. Soprattutto nel finale, dato che tre attrici interpreteranno cinque ruoli, le «quattro dee» saranno in scena in videoproiezione insieme a Psiche, l’umana. L’ampiezza della videoproiezione sarà modulata a seconda della grandezza dello spazio teatrale a disposizione, così come la scheda tecnica che prevede due diverse soluzioni per l’esterno e per l’interno».

Al progetto drammaturgico e scenico, inoltre – spiega Anne-Riitta Ciccone – “è legata un’idea di videoinstallazione: dato che gireremo tutti e cinque i monologhi (e momenti di movimento coreografico pensati per le videoproiezioni in scena) l’idea è di girare i contributi audiovisivi con ottima fotografia e suono, per poterli anche proiettare in schermi verticali posizionati in una sorta di ideale pantheon, ci saranno dei coni sonori su ogni dea e l’umana, di montaggio saranno creati dei “mantra” a loop, considerando che l’idea è avere lo schermo verticale a figura intera, grandezza umana, con le attrici inserite in un limbo dalla misura di una nicchia, come fossero “statue vive”, nello stile di alcune opere di videoarte di Bill Viola. Ogni dea e l’umana saranno descritte accanto alla loro “nicchia”, all’uscita le visitatrici e visitatori potranno lasciare un ex voto alla dea o a Psiche. Nel primo allestimento il suono generale mandato dagli altoparlanti centrali sarà solo musica, alla seconda installazione ci saranno delle voci che sussurrano le “preghiere” lasciate man mano dai visitatori”.
Durante le prove, l’allestimento e la tournée dello spettacolo, verranno fatte delle riprese che faranno parte del documentario “In viaggio con le Dee” sempre a regia di Anne-Riitta Ciccone, in cui si costruirà fra interviste e incursioni in realtà affini, si parlerà dell’archetipo femminile, della sua evoluzione (o involuzione) nella società contemporanea.
Dopo il debutto di martedì 25 agosto 2026 alle ore 20.30 in prima nazionale al Tindari Festival (direzione artistica: Mario Incudine, biglietti su tindarifestival.it), lo spettacolo andrà in scena a Messina giovedì 27 agosto alle ore 21.00 nell’ambito del Festival delle Arti e del Pensiero II edizione organizzato dal Comune di Messina e dalla Fondazione Messina per la Cultura, presso il Monte di Pietà in via XXIV Maggio (ingresso libero fino ad esaurimento posti, con prenotazione su eventbrite.com).
Anne-Riitta Ciccone, autrice e regista
Anne-Riitta Ciccone, regista e sceneggiatrice, nata a Helsinki da madre finlandese e padre siciliano, vive a Roma. Laureata in Filosofia, durante gli anni di studio ha portato avanti anche una lunga e paziente gavetta in Teatro e Cinema, continuando ad approfondire la sua preparazione nella scrittura e nelle tecniche di ripresa. Ha vinto il Premio Solinas nel 1996 per il Miglior Soggetto ed ha avuto la menzione speciale e poi vinto il Premio IDI Autori Nuovi nel 1995 con Amarsi da pazze (messo in scena dalla compagnia Il carro dell’Orsa e in tournée per due anni) e nel 1997 con Fate Cattive (messo in scena dal Centro Europeo di drammaturgia con la regia di Walter Manfrè); nel 1996 il suo testo 23:20 è stato presentato al Taormina Arte con la regia di Carlo Quartucci.
Per il teatro, nel corso degli anni, ha scritto e co-scritto vari testi, sia in Italia sia all’estero (il testo O povo tem sempre razão, di cui è coautrice, ha debuttato a Lisbona nel 2022). Ha tradotto e adattato – nonché, per richiesta del Teatro Nazionale di Helsinki, ne ha curato la regia in Italia – il pluripremiato Kaaos di Mika Myllyaho.
Come regista cinematografica ha esordito con il suo primo lungometraggio Le Sciamane (2000), seguito da L’amore di Màrja (2003), vincitore del Globo d’Oro come Film Rivelazione nel 2004; Il prossimo tuo (2009), presentato al Festival del Cinema di Roma.
Dal 2010 si è specializzata anche nel 3D, realizzando il primo cortometraggio italiano in 3D, Victims, presentato al Festival del Cinema di Roma e selezionato al Premio europeo Meliès d’Or per il Miglior Cortometraggio Fantasy.
Ha poi realizzato il primo film lungometraggio in live action 3D al mondo diretto da una donna, I’M endless like the space, selezionato come Evento Speciale nel corso delle Giornate degli Autori del Festival di Venezia 2017. “I’M infinita come lo spazio è anche un romanzo (edito in Italia dalla casa editrice Il Foglio Letterario) da lei scritto come spin-off del film e che è stato selezionato al Premio Strega 2017; per il film ha anche vinto il Premio Miglior Regia al Festival di Spoleto 2017.
Ha scritto varie sceneggiature per altri registi e collaborato alla scrittura del documentario Rua do Prior, 41, del marito Lorenzo d’Amico de Carvalho, anch’egli autore e regista, e con il quale ha scritto anche il film Gli Anni Belli (2022), regia di L. d’Amico De Carvalho,
Nel 2022 Anne-Riitta Ciccone gira il film Gli immortali, da lei anche scritto, presentato alla Festa del Cinema di Roma nell’ottobre 2023 (sezione Freestyle) uscito in sala con Vision il 20 giugno 2024, ed attualmente disponibile sulle piattaforme Sky Cinema e Amazon. Anne-Riitta Ciccone ottiene una Menzione speciale film di qualità ai Nastri d’Argento 2025.
“Nel nome della Madre e della Figlia” di Anne-Riitta Ciccone – regia: Anne-Riitta Ciccone; interpreti: Arianna Ninchi, Rita Abela, Giulia De Luca; costumi: Cinzia Preitano; musiche e sound design: D-KAI; produzione: Nutrimenti Terrestri.
TEAM COMUNICAZIONE NUTRIMENTI TERRESTRI










