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Messina non deve morire nel terremoto del 1908

Commemorazione dell’impegno della Guardia di Finanza in occasione del terremoto del 1908 che si rinnova ancora oggi

In occasione del Centenario dell’ Inaugurazione del Monumento al Gran Camposanto di Messina dedicato ai Finanzieri periti nel terremoto siculo-calabro del 1908 (1922-2022), si è tenuta nella cappella Santa Maria all’Arcivescovato, alla presenza di autorità civili e militari, una manifestazione convegnistico-espositiva  in interazione con la Biblioteca Regionale Universitaria “G. Longo” di Messina.
Occasione importante, in cui è stato presentato il libro del prof. Vincenzo Caruso, Il monumento alla regia Guardia di Finanza nel Gran Camposanto di Messina – Commemorazione del Centenario 1922- 2022, pubblicato con il patrocinio dell’Antico Museo regionale di Messina e della Guardia di Finannza.
A moderare l’evento il giornalista Domenico Interdonato.

A portare i saluti della Diocesi, padrona di casa, il vescovo mons. Cesare Di Pietro, che si è detto contento di poter celebrare questo anniversario con  gli ospiti presenti ed ha ringraziato Caruso per questo suo impegno nel fare memoria. Ha concluso, quindi, i suoi saluti con l’augurio per la città perché possa riprendere lo splendore morale, civile e sociale che ancora dopo centovent’anni non è stato recuperato.

Un saluto poi è giunto anche dalla prefetta Cosima Distani, la quale ha ricordato l’impegno dei suoi predecessori dell’epoca, di fronte ad un evento tragico inimmaginabile e che portò a delle conseguenze talmente disastrose, che non sapevano come affrontarlo.

A portare il suo plauso alla cerimonia anche il Comandante regionale Generale Div. Riccardo Rapanotti, che si è complimentato per questa iniziativa volta a fare memoria, anche e soprattutto dell’impegno dell’arma che si rinnova ancora oggi.

E’ con la frase di Campanella, che si chiede se mai questa città riuscirà a risorgere, seppur con la consapevolezza che un evento del genere non si scorderà mai e il nostro cuore e la nostra anima resterà, nei sepolcri dei caduti, che inizia l’intervento della direttrice della biblioteca regionale universitaria Tommasa Siragusa. Quest’ultima ha ricordato i precedenti terremoti anch’essi fortemente distruttivi. Per quello del 1783, in particolare, già si parlava di Messina come città baraccata da ricostruire. Questi momenti sono importanti per conoscere la nostra storia, per pensare a come eravamo risollevandoci e ripartendo dai nostri giovani che sono il nostro presente e che devono aiutarci in questa impresa ed a loro dedicheremo un evento, conclude Siragusa.

Ho imparato ad amare Messina, ci dice il comandante Geraldo Mastrodomenico, pur non essendo di qui. Penso che non si può capire il presente e prevedere il futuro senza conoscere il passato. Non possiamo, quindi, conoscere Messina senza conoscere il suo passato. Il libro che presentiamo non ci mostra una città in lutto, ma una città viva e festosa che il 27 aprile ha accolto il re Vittorio Emanuele III. La Guardia di Finanza all’epoca del tragico evento aveva una Scuola sia di terra, che di mare e la stessa aveva una rilevanza strategica. L’idea era quella di ridare centralità alla città, prima del terremoto infatti, c’erano Consolati  di tutto il mondo a Messina, ma poi non si è più ricostruita questa centralità. La Guardia di Finanza ha dato una spinta per lo sviluppo della città e, ci tengo a sottolineare, – continua il colonnello – che, Messina ha tante ricchezze oltre le baracche e noi dobbiamo cercare di valorizzarle. Fare memoria vuol dire anche ricordare le cose brutte, guardare agli errori, ma Messina, nonostante tutte le difficoltà, si è sempre rialzata. La Guardia di Finanza ha sempre avuto un ruolo centrale in città, conclude il colonnello, e il nostro corpo vuole ancora essere al centro per il futuro della città.

Un saluto è arrivato anche dall’Assessore regionale Alberto Samonà, che a causa dell’approvazione del bilancio, non è potuto essere presente.

L’unione fa la forza e questa città ha sempre bisogno di coprire le pagine bianche di una storia sbiadita, conclude il professore Vincenzo Caruso. Io sono sempre stato appassionato di storia militare dello Stretto, perché andando a rivedere ciascun evento ci si incontra con tanti personaggi e li si fa rivivere. 78 finanzieri rimangono sotto le macerie del Monastero di San Salvatore dei Greci, oggi forte San Salvatore. L’intervento dei finanzieri a Messina può definirsi il primo esperimento di protezione civile. La morte di questi giovani finanzieri creò tanta commozione e così fu commissionato a Vito Pardo che già si occupa di questo tipo di monumenti, un monumento che verrà realizzato in varie tappe, ovvero, negli anni: ‘12, ‘14 e poi concluso nel ‘22. Alto 30 metri quadrati, largo 2 metri, dal peso di 40 tonnellate, portato appositamente da Roma. In occasione dell’Inaugurazione del monumento dedicato ai caduti delle Fiamme Gialle, abbiamo la visita del re accompagnato dai ministri: Luigi Fulci, nostro concittadino, poi assassinato, e il ministro della Marina De Vito. Anche nel lutto abbiamo la festa di accoglienza al re. Fra i ricordi, possiamo citare che, in quella occasione, a fornire le macchine fu Vincenzo Miloro, nonno del titolare dell’Impresa edile Miloro, che mi ha fornito delle foto di famiglia in cui compare il re, mai esposte, ed è anche questo il risultato di questo tipo di ricerche.

A seguito del convegno vi è stata l’Inaugurazione, della mostra dal titolo “Il glorioso corpo della Guardia di Finanza nella storia messinese dall’Unità d’Italia al 1922…..e oltre.” che già era aperta dal 2021 e che abbiamo deciso di conservare in attesa di tempi migliori, dice la Siragusa.
In tale occasione, spiega la Direttrice della Biblioteca, abbiniamo alla parte documentale del ferale 28 dicembre del 1908, con cartoline e altra documentazione, l’arte iconografica, che ci è stata data dalla Guardia di Finanza, inserita all’interno del fondo messano – calabro. La biblioteca del resto, negli ultimi, anni è stata eletta dal Ministero come la depositaria della documentazione e dei ricordi della cittadinanza su quel tragico evento. Le tre direttrici, che sono state seguite per la realizzazione della mostra, sono: Devastazione, Ricostruzione, Tributo alle vittime. La biblioteca, sottolinea la direttrice, diviene testimone silenzioso di rinascita.
All’interno della mostra si possono ammirare tra l’altro: Due bacheche con testate nazionali e regionali che riportano il tragico evento del 1908. Stampe con i monumenti distrutti a seguito del terremoto. Altre testate che riportano l’inaugurazione del monumento del ‘22. Ci sono anche documenti sulla grande guerra e la seconda guerra mondiale e anche più recenti. Nella bacheca centrale, attaccata al muro in fondo, si può vedere la documentazione fornita dalla finanza, fra questi, quelli che mi hanno proprio commosso, sono gli Atti matricolari del Guardia Mare, Vincenzo Pirico che perisce nel sisma. Un modo per entrare nella vita delle vittime di allora, evidenzia il comandante Mastrodomenico.
Al centro della sala, gli spartiti del brigadiere Manente Giuseppe che, nel 1924, vince il concorso per la nomina del direttore d’orchestra per la neonata cappella musicale della “Guardia di Finanza” a Roma. Per questa banda da concerto, che debuttò il 25 aprile 1925 in Piazza Colonna a Roma, compose l’Inno dei Finanzieri.
Si possono anche ammirare le divise dei finanzieri a partire dalle più antiche dell”800 alle più recenti degli anni delle guerre mondiali e. in un altra teca, ci sono anche alcune armi.

Domani 27 aprile sarà festeggiato il centenario dall’arrivo del re Vittorio Emanuele III, spiega la direttrice della Biblioteca universitaria, Tommasa Siragusa, presso il monumento ai caduti delle Fiamme Gialle posto al Gran camposanto, con una cerimonia religioso- celebrativa.

Da domani, 27 aprile, fino al 31 maggio p.v, l’importante Esposizione Bibliografico-Iconografica sarà fruibile dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12:30.

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